L'uomo quando ci si mette, ci si mette giù duro. E la storia lo insegna, narrandoci le vite di tante persone speciali che hanno compiuto imprese epocali con la sola forza di volontà. Ma l'esperienza quotidiana insegna anche che esistono moltissimi uomini che compiono cose grandiose senza che per questo il loro nome rimanga impresso negli annali della storia. E tra questi, ci sono quelli che hanno portato avanti progetti epici in solitaria, e solo per se stessi. E i risultati dei loro conseguimenti sono sotto gli occhi di tutti. E, nel caso specifico di cui parleremo ora, diventano un'attrazione di interesse per molti turisti. Ecco che, sparsi nel mondo, troviamo dei palazzi, a volte veri e propri castelli, che hanno un punto in comune: sono stati concepiti, progettati ed edificati da uomini soli. Che avevano una grande idea e l'hanno realizzata esclusivamente con le proprie mani.

1 – Le Palais Idéal.

La prima voce sulla nostra lista è il più celebre dei palazzi nati per il volere di una persona sola. E si capisce da subito il motivo della sua fama: il Palais Idéal du facteur Cheval sembra uscito da una fantasia leggendaria. E invece è il frutto della mente (e delle braccia) di un solo uomo: Ferdinand Cheval. Un umile postino, con a stento le scuole medie, che per tutta la vita ha svolto il suo unico lavoro. Che non era l'architetto. Ma la scultura e l'architettura erano le sue passioni, e probabilmente anche un talento innato che scorreva nelle sue vene. Perché l'unica opera della sua vita è oggi uno dei monumenti più belli della Francia.

Palais Idéal du facteur Cheval, Hauterives

Foto di M. Maselli

Il palazzo si trova nella cittadina di Hauterives, dove Cheval esercitava il suo mestiere. La fantasia di costruire il palazzo dei suoi sogni lo aveva accompagnato durante i suoi tragitti per anni. Ma solo quando, nel 1879, inciampò su una roccia tutto ebbe inizio. Cheval notò che la roccia aveva una forma particolare, e tornò sul luogo per raccoglierne altre dello stesso tipo. L'abitudine divenne tale che il postino cominciò a consegnare le sue lettere accompagnato da una carriola, dove raccoglieva tutte le pietre. I paesani cominciarono a considerarlo un eccentrico, soprattutto quando poi cominciò a mettersi al lavoro. Cheval passava tutto il tempo libero al lavoro sulla sua costruzione, spesso anche di notte alla luce di una sola lampada a petrolio.

Palazzo Cheval in Hauterives, Francia

Foto da Wikimedia Commons

Dopo 34 anni Cheval completò la sua opera. E il risultato era un intricato maniero decorato con sculture e bassorilievi finemente cesellati, con ispirazioni di stampo biblico, induista, egiziana, cinese e quant'altro la fantasia gli avesse fatto osare. Ben presto il palazzo attirò le attenzioni di turisti e curiosi, e meravigliò anche persone del calibro di Pablo Picasso. Cheval chiese di essere sepolto nella sua opera, ma le leggi del tempo glielo impedivano: passò quindi gli ultimi otto anni delle sua vita a costruirsi il proprio mausoleo, tutt'oggi visibile nel cimitero di Hauterives. Oggi il Palazzo Ideale è un bene protetto e riconosciuto come monumento storico dal governo francese.

2 – Casa da Flor.

Casa da Flor in São Pedro da Aldeia, Brasile

Un progetto più piccolo, ma sempre nato dalle mani di un uomo umile. Gabriel Joaquim dos Santos era un minatore di sale brasiliano, figlio di un'indigena e di uno schiavo africano. Non ha mai frequentato la scuola, eppure aveva un talento innato: raccogliere materiale di scarto e realizzarci qualcosa di prezioso. Ed è così che ha iniziato a costruire la sua piccola villa, la Casa da Flor, nella cittadina di São Pedro da Aldeia, nello stato di Rio de Janeiro. Lampadine bruciate, frammenti di ceramica rotta, conchiglie, fari di automobile, pietre, pezzi di metallo… tutto contribuiva come materiale di costruzione per la casa. E per le graziose sculture con cui decorava gli interni e il giardino. Il lavoro di Gabriel Joaquim è un vero è proprio esempio di architettura surreale e spontanea, paragonato al lavoro di maestri come Gaudí. Alla sua morte, avvenuta nel 1985, è nata un'associazione senza fini di lucro, l'Instituto Cultural Casa da Flor, per preservare l'opera dell'umile architetto.

3 – Mystery Castle.

Un nome che suona un po' come un horror di serie b nasconde in realtà una storia amara. Il mistero del castello è perché un uomo, tale Boyce Luther Gulley di Seattle, negli anni Trenta abbandoni moglie e figlia per riapparire tre anni dopo a Phoenix. Presto detto: Gulley scopre di essere malato di tubercolosi, e va fino in Arizona perché decide di costruirvi là una casa per la figlia Mary Lou. E lo fa anche lui lavorando con materiali di scarto: si dice che il castello sia messo in piedi con una mistura di malta, cemento, calcio e latte di capra, e sia fatto con pietre, mattoni, parti di automobili, resti di binari ferroviari, pali del telefono e così via. Ma la costruzione prevede comunque una cappella, una cantina e persino un sotterraneo.

Mystery Castle in Phoenix, Arizona

Purtroppo Gulley è morto nel 1945 prima di completare l'opera. Al suo decesso un'avvocato ha raggiunto la figlia e la moglie, comunicandogli che adesso l'insolita dimora apparteneva a loro. Le due decisero quindi di trasferirsi, e cominciarono anche a pubblicizzare la casa come un'attrazione turistica, organizzando dei tour. Tanto che alla morte di Mary Lou, nel 2010, la città di Arizona conferì alla casa l'onore di essere uno dei suoi Points of Pride.

4 – Castello Moussa.

In tempi antichi i castelli si costruivano per glorificare la propria grandezza. Ma un ragazzo libanese l'ha fatto per conquistare una donna. Moussa Abdel Karim Al-Maamari si è sentito spezzare il cuore a 14 anni quando la sua ragazza gli ha detto che non avrebbe mai sposato un uomo senza un castello. Da quel momento, il progetto della sua vita prende forma: Moussa decide di costruire il proprio castello con le sue sole mani nella sua città, Tahouitet El Ghadir. E ne acquisisce la competenza lavorando proprio con suo zio al restauro di un altro castello. Con i soldi guadagnati da quello e altri lavori, Moussa riesce a dare il via al suo progetto: un vero castello medievale, con tanto di fossato, ponte levatoio e bastioni. Il lavoro lo tiene occupato per 40 anni, ma alla fine Moussa porta a termine la sua opera. Chissà se alla fine il suo amore di un tempo gli avrà detto di sì.

5 – Chateau Laroche.

Chateau Laroche a Loveland, Ohio

A proposito di castelli medievali: difficile vederne uno negli Stati Uniti. A meno che non vi rechiate a a Loveland, nell'Ohio. Lì trovate il lascito di Harry Andrews, un appassionato medievalista che, andato in pensione all'età di 55 anni, decise di costruire il suo proprio castello: lo Chateau Laroche. Da solo e a quell'età non poteva certo realizzare un'opera comparabile in dimensioni alle fortezze europee, quindi Andrews si è accontentato di una replica in scala 1:5. Per poi fondare persino un ordine cavalleresco, i Cavalieri del sentiero d'oro. In realtà un gruppo di boyscout che tutt'oggi gestisce il castello. Andrew infatti ha lasciato questa valle di lacrime dandosi accidentalmente fuoco cucinando all'interno del castello stesso. E, qualche anno dopo la sua morte, il collasso di un muro ha fatto venire alla luce una camera segreta. Inutile dire che questo castello ha la fama di essere infestato.

6 – Coral Castle.

Abbiamo visto come un cuore infranto e una malattia sono due possibili ragioni che inducono a compiere imprese di portata epica: pensate a cosa possa fare un mix delle due. Parliamo del lettone Edward Leddskalnin, che venne lasciato dalla sua ragazza Agnes, o come la chiamava lui "sweet sixteen" la notte prima di convolare a nozze. Il tormento lo ha indotto a compiere un cammino che lo ha portato negli anni Venti fino negli Stati Uniti dove, contratta la tubercolosi, si è spostato verso il clima mite della Florida. Lì gli venne l'idea di costruire un enorme monumento d'amore alla sua dolce sedicenne: un castello fatto interamente di rocce, a cui diede il nome di Rock Gate Park.

Coral Castle a Homestead, Florida

 Foto di Barry Haynes

Ed acquista un terreno e comincia prima a costruirsi una rozza casa cubica in pietra nella città di Homestead: da lì in poi vivrà per portare a termine la sua opera. Lavorando sempre di notte, però, per conservare al meglio i suoi segreti ingegneristici. La gente infatti si meravigliava di come un uomo solo potesse spostare enormi monoliti alti 8 metri e pesanti 30 tonnellate. Ed rispondeva che conosceva i segreti con cui erano state costruite le piramidi dagli antichi egizi, facendo riferimento a strane teorie sul magnetismo e la levitazione. Le sue affermazioni aumentarono la curiosità attorno alla sua opera, e al suo completamento Ed la rese disponibile per la visita al pubblico. Tra le "meraviglie" vi era un cancello girevole composto da un enorme blocco di roccia che ruotava con una leggera pressione del dito. Alla morte di Edward, sopraggiunta nel 1951, il castello è passato per le mani di diversi proprietari, per poi essere acquistato da una società che l'ha ribattezzato col nome odierno. Oggi il Coral Castle è iscritto nel registro dei monumenti storici americani.

7 – Bishop Castle.

Bishop Castle a Rye, Colorado

Foto da Wikimedia Commons

Senza dubbio il più grande castello mai realizzato da un solo uomo si trova a Rye, in Colorado, e prende il nome dal suo costruttore: Jim Bishop. Un uomo che fin da ragazzino ha pensato bene di sistemarsi acquistando un territorio di caccia, con l'aiuto dei suoi genitori. Una volta cresciuto e presa moglie, Bishop ha deciso di costruirsi una casa da solo. Ma quando i vicini gli hanno fatto notare che il cottage che stava realizzando assomigliava di più a un castello, Bishop ha pensato "Perché no?". E la costruzione è andata avanti, fino a raggiungere i 16 piani, con l'aggiunta di una torre alta 49 metri e persino la scultura di un drago sputafuoco. Che non intimorisce i passanti, ma anzi li attira: neanche a dirlo, il castello artigianale è diventata un'attrazione turistica, con tanto di negozio di souvenir.

8 – The Garden of Eden.

The Garden of Eden a Lukas, Kansas

Foto da Wikimedia Commons

Sembra che l'America sia stata piena di folli creatori di opere surreali realizzate in solitaria. Samuel P. Dinsmoor era un eccentrico insegnante di Lukas, in Kansas. Veterano della Guerra Civile dal lato nordista, quando andò in pensione nel 1905 si è rifatto una seconda vita come scultore. Dinsmoor si mise al lavoro sul suo "giardino dell'eden", un cottage e un parco di sculture che riflettevano le sue visioni radicali legate alla corrente del Populismo. La casa venne realizzata con tronchi di legno, e il giardino presenta 200 sculture in cemento al quale il suo creatore si dedicò fino al termine dei suoi giorni. Le sue ultime volontà furono di essere esposto in una bara di vetro all'interno del suo stesso mausoleo, assieme a sua moglie. Per non far mancare niente ai suoi familiari e discendenti stabilì inoltre che nessuno potesse entrare nel parco e vedere la sua salma senza pagare almeno la cifra di 1 dollaro. Anche il Garden of Eden è iscritto nella lista dei monumenti storici.

9 – Smith Mansion.

Smith Mansion

Anche questa volta la costruzione di una casa è stata dedicata da un uomo alla propria moglie… anche se il suo impegno e la sua dedizione nel lavoro lo hanno portato al divorzio. Il costruttore e ingegnere Lee Smith (finalmente uno con le competenze) ha cominciato a realizzare il suo cottage familiare nei pressi della cittadina di Cody, nel Wyoming, nel bel mezzo della Wapiti Valley. All'inizio doveva essere solo una casetta fatta con tronchi di legno raccolti in giro. Ma poi la cosa ha preso una strana piega, e Smith non è più riuscito a smettere di costruire. La sua passione lo ha portato ad aggiungere livelli su livelli, con terrazze panoramiche raggiungibili da scale molto scenografiche. Purtroppo, oltre alla separazione, la sua creazione lo ha portato a qualcosa di peggio: Smith è morto cadendo da un'impalcatura, sulla quale lavorava sempre senza protezione. Lasciando il suo capolavoro incompiuto, che oggi la figlia Sunny Smith Larsen cerca di proteggere dai vandali.

10 – The Bottle House.

Bottle House di Kaleva, Michigan

Foto di Doug Coldwell

Abbiamo visto esempi di case fatte con materiali di riciclo. Quest'ultima però utilizza un oggetto univoco: le bottiglie di vetro. John J. Makinen Sr. era il proprietario di una fabbrica, la Northwestern Bottling Works, che produceva bottiglie per soda nella cittadina di Kaleva, Michigan. Aveva quindi libero accesso alla "materia prima": 60.000 bottiglie sono state usate per la casa, che formano la struttura assieme ai più classici mattoni e legno. Anche in questo caso la dimora doveva essere il nido d'amore per il costruttore e la sua consorte: la scritta "Happy Home" realizzata con una serie di bottiglie marroni su sfonfo verde campeggia sul fronte dell'abitazione. Peccato solo che Makinen morì nel 1942 prima di potervisi trasferire con la moglie. La casa fu poi acquistata nel 1980 dalla Kaleva Historical Society che ne ha fatto un museo con vari reperti del XIX e XX secolo. E anche questa è diventato un monumento storico iscritto nel registro ufficiale.

11 – Court of Mysteries.

Court of Mysteries di Santa Cruz, California

L'ultimo pezzo della nostra collezione merita il nome di "Corte dei Misteri" che gli viene dato. Poco si sa infatti sul significato di questa dimora e sul perché il suo costruttore, il muratore Kennet Kitchen, l'abbia edificata in una strada di Santa Cruz, in California. Soprattutto non si sa perché lavorasse solo di notte, tenendo nascosta la sua opera a tutti. E infine suscitano stupore quei simboli esoterici nel varco di ingresso, conosciuto come "Cancello delle Profezie", e il fatto che la struttura stessa sia ispirata a un tempio indiano. Tra le tante storie che circolano su Kitchen, una voleva che durante la Seconda Guerra Mondiale lui fosse in possesso di un dispositivo che avesse dato problemi ai dieci sottomarini della Marina Militare stanziati al porto di Santa Cruz. Tra l'altro Kenneth lasciò improvvisamente la città nel 1957 e di lui si persero le tracce per sempre. Non c'è da stupirsi se con tutti questi misteri la casa si sia guadagnata il suo appellativo nei decenni a venire.

[In apertura: foto da Wikimedia Commons]