in foto: Svartifoss, Islanda – Foto di Andrés Nieto Porras

In lungo e in largo nel pianeta, Madre Natura si è sbizzarrita a creare magnifici capolavori di scultura. Il fenomeno dell'erosione, unito alla forza degli elementi, ha dato vita a formazioni rocciose che non sfigurerebbero in una galleria d'arte moderna. Alcuni, come le famose Wave Rock in Australia o The Wave in Arizona, somigliano a onde gigantesche; altri ricordano creature fantastiche o maestose cattedrali di pietra. In ogni caso vale la pena di sorprendersi e lasciarsi avvolgere dal fascino suggestivo di queste sculture naturali. Ecco alcune tra le formazioni rocciose più strane del mondo.

Giant's Causeway, Irlanda.

Giant's Causeway – Foto Wikimedia Commons
in foto: Giant's Causeway – Foto Wikimedia Commons

Situata sulla costa nord-orientale dell'Irlanda, la Giant's Causeway offre uno dei paesaggi più belli dell'isola. È composta da colonne di basalto che si sono formate tra i 50 e i 60 milioni di anni fa grazie a un'eruzione vulcanica che le ha fatto emergere in direzione verticale. I pilastri di roccia possono elevarsi fino a 12 metri. Secondo la leggenda, le rocce sono state scagliate dal gigante Fionn mac Cumhaill (Finn McCool) nel tentativo di raggiungere il gigante scozzese Benandonner che stava minacciando l'Irlanda.

Svartifoss, Islanda.

Svartifoss – Foto di Victor Montol
in foto: Svartifoss – Foto di Victor Montol

In Islanda si trovano meravigliose attrazioni naturali. Una di queste è la bellissima cascata Svartifoss. Un'opera d'arte derivante dal lento raffreddamento degli strati di lava. Il nome, "cascata nera", si deve alle affascinanti colonne di basalto dalle quali sgorga l'acqua. La visione è paradisiaca: il bianco della spuma, unito al nero delle rocce e al verde della vegetazione, crea un suggestivo contrasto cromatico. Le colonne di basalto hanno ispirato perfino gli architetti che hanno costruito la chiesa Hallgrímskirkja a Reykjavík. La cascata si trova all'interno del Parco Nazionale Skaftafell ed è raggiungibile in 45 minuti percorrendo un sentiero a piedi.

Árbol de Piedra, Bolivia.

Árbol de Piedra – Foto di Marco Nürnberger
in foto: Árbol de Piedra – Foto di Marco Nürnberger

A più di 3.000 metri di altitudine, tra le dune sabbiose del deserto di Siloi, sorge un magnifico "albero di pietra" modellato dal vento e dagli agenti atmosferici. Si trova in Bolivia al confine con il Cile, a sud del suggestivo Salar de Uyuni. Questa formazione rocciosa isolata è situata all'interno della Riserva nazionale di fauna andina Eduardo Avaroa. Si tratta di una delle attrazioni più fotografate in Bolivia e i turisti fanno la fila per aggiudicarsi lo scatto migliore.

Externsteine, Germania.

Externsteine – Foto di Alice Popkorn
in foto: Externsteine – Foto di Alice Popkorn

Situato nel nord della Germania, nell'antichità ha assunto il valore di luogo sacro sia per i pagani che per i cristiani. L'area è costituita da cinque enormi pilastri di origine calcarea, orientati in base a un allineamento astronomico. Verso la fine dell'VIII secolo le grotte furono popolate da monaci che costruirono scalinate e scavarono enigmatici bassorilievi nella roccia. In cima a uno dei pilastri è situata una cappella, raggiungibile tramite passerella pedonale.

Man Pupu Nyor, Russia.

Man Pupu Nyor – Foto Wikimedia Commons
in foto: Man Pupu Nyor – Foto Wikimedia Commons

Il nome del complesso roccioso si traduce come "piccola montagna degli dei". Questa meraviglia geologica è situata in Russia, nel cuore degli Urali. È composta da sette imponenti rocce che possono raggiungere i 42 metri d'altezza. I "Sette Giganti", come li definiscono i locali, affondano le loro radici nella leggenda. Uno sciamano lanciò un incantesimo su sette malvagi giganti che vennero così tramutati in pietra. Oggi sono accessibili solo ai viaggiatori più intrepidi: sono infatti raggiungibili solo in motoslitta o in elicottero.

Deserto bianco, Egitto.

Deserto bianco – Foto Pixabay
in foto: Deserto bianco – Foto Pixabay

Situato 45 km a nord dell'oasi di Farafra, il Deserto Bianco regala una vacanza fuori dal comune. Il suo bianco glaciale, che ricorda uno scenario artico, contrasta con i toni caldi delle dune circostanti. In questa terra remota, però, l'immaginazione si fa strada e corre a briglia sciolta. Le tempeste di sabbia hanno modellato formazioni rocciose di gesso dalla forma bizzarra. Molte delle sculture di gesso, infatti, possono ricordare enormi funghi o addirittura cammelli.

Domes de Fabedougou, Burkina Faso.

Domes de Fabedougou – Foto Wikimedia Commons
in foto: Domes de Fabedougou – Foto Wikimedia Commons

Queste rocce calcaree risalgono a 1,8 miliardi di anni fa, quando l'intera area era ricoperta dal mare. Si trovano nel sud-ovest del Burkina Faso e colpiscono per la loro varietà di forme e dimensioni. Sembrano il parto di uno scultore dalla fantasia galoppante. Ogni formazione rocciosa è modellata in una foggia diversa e suggestiva: alcune sono alte e lunghe, altre larghe e tozze, e viceversa. L'arrampicata è consentita sui Dome de Fabedougou: largo ai climbers di tutto il mondo!

Camini delle Fate, Turchia.

Camini delle Fate – Foto Pixabay
in foto: Camini delle Fate – Foto Pixabay

La Cappadocia è una regione nota per le sue favolose attrazioni. Nei pressi della città di Goreme troviamo i Camini delle Fate: bizzarre rocce di tufo dalla forma piramidale, forgiate dall'erosione vulcanica. Il tufo è un materiale facilmente modellabile: questo ha agevolato i primi insediamenti di popolazioni troglodite. Secondo la leggenda, sarebbero state le divinità a depositare i massi fatati. Infatti il paesaggio è davvero fiabesco e si snoda tra chiese rupestri ricche di affreschi millenari, canyon, castelli, torri e nuclei abitativi.

Tsingy de Bemaraha, Madagascar.

Tsingy de Bemaraha – Foto Wikimedia Commons
in foto: Tsingy de Bemaraha – Foto Wikimedia Commons

Situata nei pressi della costa occidentale del Madagascar, la riserva Tsingy de Bemaraha regala un paesaggio carsico davvero suggestivo. Nell'intera area svettano pinnacoli calcarei chiamati "tsingy", che regalano un tocco di magia al già spettacolare canyon del fiume Marabolo. Foreste, laghi e paludi di mangrovie del parco nazionale costituiscono un habitat naturale per specie rare e protette, come lemuri e uccelli esotici.

Foresta di Pietra, Cina.

Foresta di Pietra – Foto Wikimedia Commons
in foto: Foresta di Pietra – Foto Wikimedia Commons

Shilin, ossia "foresta di pietra", è un insieme di formazioni carsiche nel sud-ovest della Cina. Queste rocce dall'aria magica si protendono dal terreno come stalagmiti in una grotta. Il luogo è legato alla leggenda tradizionale di Ashima, una bella e intelligente ragazza di etnia Sani, nota per la fedeltà dimostrata verso il suo amato. La Foresta di Pietra accoglie circa 2 milioni di visitatori l'anno.

Monument Valley, USA.

Monument Valley – Foto Pixabay
in foto: Monument Valley – Foto Pixabay

I suoi tre monoliti che si stagliano all'orizzonte sono divenuti l'inconfondibile simbolo del West, immortalato in innumerevoli film. Situato al confine tra Utah e Arizona, Monument Valley è gestito dagli indiani della riserva Navajo. Sono numerosi i punti panoramici da visitare, come John Ford's Point e Totem Point.

Bungle Bungle Range, Australia.

Bungle Bungle Range – Foto di Neils Photography
in foto: Bungle Bungle Range – Foto di Neils Photography

Queste cupole striate, simili ad alveari giganti, creano un effetto incredibilmente suggestivo. Si trovano all'interno del Purnululu National Park, inserito tra i Patrimoni dell'Umanità. L'area è stata abitata per secoli dai nativi aborigeni ma il resto del mondo ha scoperto la sua esistenza solo nel 1983.