Una battuta ricorrente nella lingua inglese è che il Belgio sia famoso principalmente per due cose: i waffle e Jean-Claude Van Damme. All'attore-lottatore farà sicuramente piacere essere ricordato come una delle massime espressioni culturali del suo paese. Il resto della popolazione belga, però, potrebbe irritarsi di fronte a tanta povertà di giudizio. Ne avrebbero ben donde, visto che la piccola monarchia può vantare ben oltre che un dolce a base di pasta di zucchero e un'ultra-cinquantenne famoso per le sue spaccate.

Di ritorno da un breve city break a Bruxelles ho potuto notare che in realtà i prodi belgi poco si curano delle dicerie provenienti dall'estero. Con una superbia e un orgoglio che potrebbe accomunarli ai vicini francesi, sono ben consci della ricchezza della loro cultura. L'esempio più evidente è sicuramente la loro produzione artistica. I pittori fiamminghi, vi dicono niente? Lo immaginavo. Ma è di un'altra, grande corrente artistica belga che vi voglio parlare. Una corrente che si è imposta largamente nel corso del Novecento e che tutt'oggi rappresenta la massima fioritura dell'estro creativo di questo popolo.

Il fumetto, signore e signori. E agli snob che già cominciano a storcere il naso voglio subito ricordare che questo medium, ritenuto dai più intrattenimento popolare, viene definito come la Nona Arte. Un titolo che è riuscito ad acquisire proprio grazie al lavoro dei maestri belgi. O almeno, questo è quello che loro vogliono farci credere. In realtà, a sentirli parlare, sembra che il fumetto lo abbiano inventato loro (ricordate la superbia e l'orgoglio di cui vi parlavo?). Senza perderci nei meandri storici delle origini, si può attribuire una parte di verità a questa affermazione: la cosiddetta scuola franco-belga è in effetti la più ricca e florida corrente artistica del fumetto europeo.

Bruxelles ne fa un punto d'onore. Ed ecco perché una delle attrazioni principali della città è proprio il suo Centre Belge de la Bande Dessinée, il Centro Belga del Fumetto. Sì, avete capito bene: un museo tutto dedicato al fumetto è uno dei luoghi più visitati della capitale belga. Forse anche più del Manneken Pis, la statuina del bimbo che urina nella fontana che, non si sa come, è capace di creare un ingorgo di turisti a un semplice angolo di strada. Forse sono proprio quelli che pensano che a Bruxelles non c'è molto altro da vedere.

Spirou, Centro del Fumetto Belga

Chiamandosi "centro belga", il museo si occupa prevalentemente della produzione fumettistica del suo paese. Largo spazio è quindi dato ai protagonisti locali, nomi come i Puffi, Lucky Luke, Tin Tin, Spirou. Ma il museo del fumetto è molto più museo e molto meno fumetto di quanto ci si possa aspettare. Le sue sale non sono una semplice esposizione di tavole e strisce dei personaggi più popolari. La visita comincia con una breve storia del fumetto, dai pionieri agli albori, alle origini attribuite ufficialmente alle vignette dei quotidiani americani di fine Ottocento. Dopo la breve, ma esauriente panoramica, ci catapulta subito nel mondo belga.

Qui si capisce subito come i belgi considerino il fumetto un arte eccezionale a tutto tondo. Un'intera, magnifica, galleria è dedicata ai metodi di lavoro di differenti artisti. Ognuno di loro parte dal bozzetto preliminare e arriva all'opera compiuta in maniera del tutto unica e differente. L'esempio di pochi maestri selezionati, accompagnato da una raccolta di impressionanti originali, ci rende subito chiaro come nessuno di questi fumettisti possa essere considerato un semplice artigiano.

Corto Maltese, murales del fumetto a Bruxelles

Un'altra grande galleria è riservata alla storia e all'evoluzione del fumetto belga, mettendone in evidenza i generi più disparati. Mentre diverse aree dell'edificio sono invece dedicate a singoli personaggi o autori, tra esibizioni permanenti e temporanee. Quella che riesce a catturare meglio l'attenzione di adulti e bambini allo stesso modo è senz'altro quella sui Puffi, tra artwork originali e riproduzioni dal vivo degli scenari disegnati. Alla rockstar del fumetto Belga, ovvero Tin Tin, viene invece dedicata solo una breve esposizione. Il motivo è che il reporter dal ciuffo rosso e il suo creatore, Hergé, hanno un museo tutto personale nella cittadina di Louvain-la-Neuve.

Il Centre Belge de la Bande Dessinée contribuisce a formare un'idea ben precisa dell'alta considerazione che questo paese ha per la Nona Arte. Ancora più emblematico il fatto che l'edificio scelto per ospitare il museo sia un vecchio palazzo in Art Nouveau, una corrente artistica contemporanea alla fioritura del fumetto belga. Quindi, i segnali dell'importanza attribuita al fumetto come opera d'arte ci sono tutti. Ma a Bruxelles hanno pensato che non fosse abbastanza. Certo, "istituzionalizzare" il fumetto fu un importante processo che ebbe persino il benestare del re. Ma come far capire al visitatore venuto da fuori quanto valore abbia nelle vite dei cittadini?

Lucky Luke, murales del fumetto a Bruxelles

Facendo diventare l'intera Bruxelles una striscia a cielo aperto. Ed è così che i protagonisti della bande dessinée hanno invaso le strade della città, apparendo sui muri dei vicoli, o nelle facciate dei grandi palazzi, in tutta la loro colorata potenza. La street art di Bruxelles ha nove marce in più: è il Sentiero del Fumetto, o Parcours BD de Bruxelles. L'intero centro storico è decorato da oltre 50 murales che raffigurano i personaggi delle strisce più popolari in Belgio. Non solo fumetti autoctoni, quindi, ma anche presenze straniere come Asterix e Corto Maltese.

L'iniziativa è nata nel 1991 per volere delle autorità municipali, proprio in collaborazione con il Centro del Fumetto. Quello che all'inizio era solo un modo simpatico di imbellire le strade del centro è diventato col tempo un grande progetto per valorizzare l'arte più riconosciuta e apprezzata del paese. Ogni anno si aggiungono tre opere all'impressionante carnet già presente.

Hergé, murales del fumetto a Bruxelles

La maggior parte dei murales si trova nel cosiddetto Pentagono, l'area interna del centro storico così chiamata per la sua forma. Altre sono presenti nei quartieri più periferici di Laeken e Auderghem. I dipinti non sono tutti così evidenti, ma si nascondono spesso nelle strade più interne. L'idea è quella di invogliare il turista a esplorare Bruxelles andando oltre le attrazioni più conosciute, come la Grand Place o il già citato Manneken Pis. Un ottimo contributo per rendersi conto che la capitale belga è molto di più di una coppia di stereotipi. Anche se il waffle con la Nutella è la fine del mondo, e quella spaccata sui due camion era davvero eccezionale.