Cartina alla mano e via, alla scoperta di una regione, un sito archeologico, o una capitale europea: è questo il ruolo fondamentale delle guide turistiche, senza le quali spesso e volentieri saremmo perduti. Non tanto perché ci sentiamo privati del nostro senso dell'orientamento, quanto perché andare a visitare una città senza avere la minima idea di cosa vedere ci può far sentire dei pesci fuor d'acqua. Spaesati e confusi, e alla fine torniamo a casa con la bruttissima sensazione di aver sprecato un viaggio. Ecco perché una guida è fondamentale: non solo perché ci dice come muoverci e cosa vedere, ma anche perché mette in luce particolari storici e culturali di rilevanza relativi a edifici e attrazioni che probabilmente a noi sembrerebbero privi di significato. Oltre a fornire degli spunti interessanti e degli utilissimi consigli di viaggio.

Senza dubbio le più popolari sono quelle della Lonely Planet. Pratiche, colorate e ricche di informazioni, sono tradotte in tantissime lingue. L'autorevolezza acquisita nel corso degli anni ha fatto sì che la casa editrice australiana diventasse il principale punto di riferimento dei viaggiatori. Specialmente perché, da guide per viaggi economici e zaino in spalla quali erano, si sono estese a comprendere anche alberghi e soluzioni più lussuose. Questa piccola svolta ha sollevato un po' le perplessità di alcuni detrattori, che le ritengono troppo commerciali e sostengono che le Lonely Planet si limitino a fornire indicazioni sui punti di interesse più famosi, invece di consigliare anche località più sconosciute e suggerire trucchetti per i viaggiatori.

Da questo punto di vista molto apprezzate sono le Rough Guides: ormai tradotte anche in Italia, grazie alla Vallardi Editore, le guide si presentano come degli strumenti per ogni tipo di viaggiatore, senza considerare il budget. Si tengono quindi in considerazione soluzioni costose ed economiche, a discrezione del cliente. La buona cosa di queste guide è che parte dei loro contenuti sono disponibili anche online. Anche se ovviamente non c'è niente come un buon libro alla mano da sfogliare a seconda delle circostanze quando si è in viaggio.

Le Guide Michelin, partorite dalla stessa casa che produce gli omonimi pneumatici, hanno una loro grossa fetta di pubblico grazie alla loro organizzazione settoriale. Tra le più rinomate vi sono infatti quelle dedicate ai migliori ristoranti: e diciamoci la verità, una delle prime cose a cui si pensa quando si viaggia è dove e cosa mangiare ma soprattutto… quanto spendere per il cibo. Ma vi sono anche le guide turistiche classiche, che portano alla scoperta di itinerari approfonditi o di percorsi più brevi da poter sfruttare in un weekend.

Infine le guide turistiche Mondadori sono particolarmente care ai turisti vecchio stampo: quelli che desiderano la maggior quantità di informazioni nel giro di poche pagine. Queste guide infatti dedicano poche righe a ogni sito di interesse e sono piene di immagini. Il lettore è praticamente affascinato dall'impatto visivo che hanno su di lui, dal momento che può così immediatamente identificare i luoghi di cui si parla. Non sono proprio degli strumenti per dei viaggiatori che vogliono esplorare ogni aspetto geografico, storico, e culturale del posto che visitano, quindi; ma d'altronde non tutti sentono questo bisogno e il viaggio deve poter essere un'esperienza alla portata di tutti. Queste guide vengono quindi incontro alle esigenze di chi dal viaggio non pretende il tutto per tutto ma sa anche godersi i momenti di relax.

[Foto in apertura di Marco/Zak]