Mollo tutto e cambio vita? Una giovane coppia di Johannensburg, Sud Africa, è la dimostrazione che l'utopia è possibile. Ma anche il sogno più bello può portare a un brusco risveglio. Stevo Dirnberger e Chanel Cartell, di 29 e 30 anni, avevano un'occupazione stabile come designer pubblicitari, ma hanno deciso di lasciare il lavoro per girare il mondo. Sul blog "How Far From Home", i due ragazzi pubblicano il conto dei chilometri che li separano da casa insieme agli scatti delle loro vacanze. Tra spiagge esotiche, città da esplorare e avventure emozionanti, la coppia sembra vivere esperienze da sogno. Le loro foto su Instagram lasciano a bocca aperta e scatenano l'invidia di numerosi professionisti incollati a una sedia su polverose scrivanie.

Sui social la coppia ha l'aria di divertirsi moltissimo e di godersi la vita, ma è davvero tutto rose e fiori? Sono gli stessi Chanel e Stevo a rivelarci l'amara verità. Dietro l'apparenza spensierata e easy c'è un "lavoro sporco" fatto di privazione di sonno, pasti frugali e mansioni non proprio qualificate. Per realizzare il proprio sogno i due hanno dovuto rimboccarsi le maniche, lavorando come volontari in campeggi e in un rifugio per husky nel Circolo Polare Artico in cambio di vitto e alloggio. Per riuscire a gestire la vita da globetrotter hanno dovuto pulire bagni, lucidare vetrine, spalare sterco di vacca, dormire in sistemazioni di fortuna.

Sui loro profili Twitter e Instagram (quest'ultimo ha quasi 10.000 follower) i due pubblicano consigli e dritte di viaggio, esprimendo numerosi desideri da realizzare: fare un selfie con un koala, pescare il salmone in Alaska, ammirare il panorama della costa di Positano, visitare i fiordi norvegesi e molto altro. Attualmente la coppia è in viaggio in Italia e presto lavorerà in un centro di addestramento per cani vicino Firenze. Malgrado la nostalgia dei comfort si faccia sentire, i due non hanno rimpianti sul loro stile di vita. Secondo Chanel, la loro è "un'avventura sicuramente faticosa, ma capace di farti vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo".