in foto: Grotte di Frasassi – Foto Wikipedia

Nel cuore delle Marche sorge il comune di Genga: un luogo immerso nella campagna lussureggiante tra colline e pianura. Questa cittadina in provincia di Ancona riserva numerose sorprese: storia e natura hanno lasciato le loro tracce nel corso dei secoli e si fondono in un connubio entusiasmante per accogliere i numerosi esploratori che ogni anno si addentrano nei suoi misteri.

Genga è nota per ospitare il complesso carsico sotterraneo più importante dell'Italia centro-settentrionale, le Grotte di Frasassi. Situate nel Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, figurano sicuramente tra le grotte più belle d'Italia.

Abisso Ancona – Foto Wikipediain foto: Abisso Ancona – Foto Wikipedia

Il percorso si fa sempre più suggestivo man mano che ci si addentra nel complesso carsico, tra impressionanti stalattiti che pendono dal soffitto e stalagmiti acuminati che affiorano dal basso. La prima sala, Abisso Ancona, ha un'estensione di 180 x 120 m ed un'altezza di 200 m; è talmente ampia (oltre 2 milioni di metri cubi di volume) da poter ospitare il Duomo di Milano. Abisso Ancona contiene formazioni a dir poco bizzarre come la "Cascata del Niagara", una colata bianchissima di calcite allo stato puro, il cosiddetto "Castello della Fatina" e "I Giganti", un gruppo di imponenti stalagmiti millenarie. Tra le sale più popolari la "Sala delle candeline" per via delle formazioni rocciose dalle dimensioni ridotte, e le "Canne d'organo" che risuonano se colpite delicatamente.

Raggiungere le grotte è molto semplice: una volta lasciata la propria auto nel parcheggio gratuito, basta salire su un comodo bus navetta e in 10 minuti si raggiunge l'ingresso delle grotte. Il biglietto di 18€ comprende la visita guidata e l'ingresso in due musei.

Tempio del Valadier – Foto Wikipediain foto: Tempio del Valadier – Foto Wikipedia

Nelle vicinanze delle Grotte di Frasassi è possibile visitare altre meravigliose attrazioni. Sul versante sinistro della Gola di Frasassi è situato l'Eremo di Santa Maria Infra Saxa. Documentato fin dal 1029, il luogo era associato a un convento di monache benedettine e venne in seguito utilizzato come monastero di clausura. Un altro edificio degno di nota è il Tempio del Valadier, una chiesetta incastonata nella roccia. L'edificio venne costruito nel 1828 per volere di papa Leone XII sulla base di un progetto stilato dall’architetto Giuseppe Valadier. Con la sua forma neoclassica, di pianta ottagonale,

All'interno della Gola di Frasassi ogni Natale si tiene il presepe vivente più grande del mondo per estensione: copre infatti una superficie di 30.000 metri quadri, mentre vi partecipano circa 300 figuranti.

Genga – Foto Wikimedia Commonsin foto: Genga – Foto Wikimedia Commons

Per conoscere meglio l'arte e le tradizioni locali, vale la pena di visitare il Museo di Genga, istituito nel 1980 all'interno della chiesa di San Clemente. Il museo racchiude al suo interno dipinti, sculture, varie suppellettili e oggetti di culto provenienti dalle chiese del territorio come reliquiari o libri liturgici. La stessa chiesa di San Clemente custodisce tesori d'arte realizzati tra il XV e il XVI secolo.

Genga possiede un Castello medievale le cui origini si perdono nel mito. Il piccolo maniero spicca come una gemma incastonata tra la natura selvaggia. In passato fu di proprietà dei Conti di Genga, passando poi nelle mani di altri illustri personaggi e guerrieri. Secondo una leggenda, il castello venne edificato ai tempi di Pirro, re dell'Epiro, quando un certo Lucio Sentinate acquistò il Monte Giunguno e vi edificò il Castello di Genga. Un racconto decisamente più romantico narra di una fanciulla di nome Genga che si innamorò del tedesco Gallo, lo sposò e diede origine al nobile casato.

Per chi ha voglia di una meritata pausa relax dopo tanto camminare, ecco le terme di San Vittore. Il complesso termale, immerso in una lussureggiante pineta, presenta un'acqua di tipo minerale solfureo-sodica, ideale contro le patologie delle vie respiratorie e i reumatismi. Ma le sorprese non sono finite: appena fuori dallo stabilimento si trova la chiesa di San Vittore alle Chiuse, capolavoro di arte romanica risalente all'XI secolo e realizzata in pietra calcarea.