Giorno 16: da Bunclody a Glendalough
Chilometri percorsi: 70 km

Sono le 7:30, sfuggo all'abbraccio del letto e faccio una doccia. Se pur mi trovo in un bed and breakfast salto la colazione, preferisco farla per strada. Mancano solo due giorni alla fine e preferisco stare più tempo possibile per strada. Abbondanata Bunclody trovo subito molto difficile spingere il monopattino, non ho dolori fisici, ma non sento forza, gli ultimi giorni sono sempre così la mente si scarica. È difficile trovare una motivazione quando la strada ti porta alla fine dell'avventura. Procedo molto lentamente, il paesaggio non mi aiuta molto essendo molto ripetitivo, colline su colline, per lo più terreni agricoli.

in foto: Upper Lake.

Non so davvero che faccia ho in questo momento, ma un auto mi supera e poi si ferma, quando la raggiungo mi chiede se sto bene e voglio un passaggio. Rifiuto spiegando che questa non è una bici e se sembravo stanco era per la posizione assunta, di fatto avevo la testa sul manubrio mentre spingevo con le gambe. Mi avvicino al parco di Wicklow e il paesaggio inizia a cambiare, aumentano gli alberi e la foresta si fa sempre più fitta, fino ad oscurare il sole. Di solito mi sentirei stimolato invece continua l'andatura da bradipo, mangio una barretta energetica e niente, non ho altra scelta devo ricorrere al "doping"! Tiro fuori le cuffie, metto su la musica più ritmata di cui dispongo e improvvisamente come un interruttore della luce mi accendo e parto a raffica. Tutte le energie rimaste sopite per tutta la giornata vengono fuori e comincio a spingere al massimo, attraverso la foresta a gran velocità, senza che neanche che me ne renda conto nel giro di un ora sono a destinazione.

Sono ancora le 17, ho tutto il tempo di esplorare con calma Glendalough, la valle dei due laghi nel parco di Wicklow. Cerco un luogo dove nascondere le borse per poter visitare in tutta leggerezza. Senza pesi percorro le stradine del parco, passo per il primo lago Lower Lake e poi per il sito monastico nel centro fino ad arrivare ad Upper Lake. Il paesaggio trasmette calma, quella calma che forse non ho mai avvertito nel mio viaggio, sempre frenetico, sempre vissuto nell'incertezza di dove sarei stato la sera, ma sono le incertezze che rendono bella l'avventura. Nel percorso di ritorno mi fermo in un angolo del Lower Lake e ripenso a quante ne ho passate, i momenti più belli da ricordare sono i più i difficili, ma l'avventura non è ancora finita, sono a 1600 km in 16 giorni ma ho un ultimo passo montuoso da superare domani, con dislivelli complessivi superiori al Conor Pass. Sarà l'ultima avventura in terra irlandese e l'ultima discesa che culminerà a Dublino. Devo rimettere la testa sul monopattino per viverla al massimo, per non passare una giornata come quella di oggi.