Se pensate che un viaggio ai Caraibi offra solo mari turchesi e spiagge vergini vi sbagliate di grosso. Il vasto panorama delle Antille offre un'infinità di attrazioni naturali che rendono la vacanza molto più completa di quella che vi aspettereste. Un'esperienza tropicale a tutto tondo, fatta di foreste pluviali, escursioni su alti picchi, eruzioni vulcaniche e insomma tutto quello che un appassionato di viaggi con un po' di senso dell'avventura nel DNA vorrebbe ritrovare. Ma anche se assomigliate ben poco a Indiana Jones non preoccupatevi, perché le attrazioni che vi mostreremo sono alla portata di tutti. Il turismo di massa e i trasporti moderni hanno reso accessibili economicamente anche questi posti, in cui è possibile soggiornare facendo base in un hotel, in un villaggio, oppure solcandone i mari senza sosta come in crociera (anche per periodi brevi con navi MSC, ad esempio). Su ogni isola le guide locali si fanno in quattro per assicurarsi che i turisti non se ne vadano via insoddisfatti, e a volte basta poco per raggiungere un luogo che non vi aspettavate di trovare dietro l'angolo. Ecco quindi alcuni dei più bei scenari naturali delle Antille.

The Baths, Virgin Gorda.

Foto di Mathieu Nivelles

Su Virgin Gorda si trova l'attrazione naturale più amata di tutte le Isole Vergini britanniche. "The Baths", i bagni, sono un gruppo di massi che emergono dalla spiaggia e che, accatastati l'uno sull'altro, formano piccole piscine naturali, tunnel, archi e grotte aperte sul mare. Potreste metterci un'ora per visitarli tutti, ma si tratta di un'esplorazione all'insegna del divertimento: ci si arrampica sulle rocce, si striscia sotto di esse, ci si rilassa a mollo nelle piscine. La spiaggia è inoltre un paradiso per chi ama praticare snorkeling, perché grazie all'acqua bassa e all'assenza di correnti, ci si può immergere con tutta tranquillità per ammirare la fauna di pesci rari che popolano la barriera corallina.

Baia bioluminescente di Vieques.

Andate sull'isola di Vieques, nell'arcipelago di Porto Rico. Prendete una canoa e pagaiate in questa baia al chiaro di luna. Lo spettacolo al quale assisterete non avrà eguali: attorno a voi si creerà una luce naturale che illuminerà le acque nel momento stesso che le navigherete. Questo show vi è offerto da una colonia di protozoi che utilizzano la bioluminescenza come misura difensiva contro i predatori. E per un organismo unicellulare qualsiasi disturbo delle acque può significare un pericolo imminente. Ecco perché basta immergere una pagaia nell'acqua per vedere la scia azzurra muoversi mentre la infrangete. Ma non vi limitate a questo: tuffatevi nelle acque poco profonde della baia per essere avvolti dall'eterea luce prodotta da questi microscopici organismi.

Parco Nazionale Marino di Bonaire.

Bonaire National Marine Park

Foto di Snorkeling Dive

Nell'area dei Caraibi, dove praticamente ogni destinazione ha la sua barriera corallina e vanta una fauna marina invidiabile, Bonaire riesce a distinguersi per essere davvero la mecca degli scuba diver più entusiasti. L'isola delle Antille olandesi è completamente circondata dal National Marine Park, che è stato creato allo scopo di proteggere una delle barriere coralline più vaste e meglio preservate del pianeta. Ecco perché tutte le attività acquatiche qui sono rigidamente controllate, ma si possono praticare per la gioia degli appassionati: kayak, windsurf, snorkeling, diving vi vedranno in compagnia di miriadi di pesci colorati. E se non siete degli sportivi, potete "accontentarvi" di nuotare tra le acque più blu che abbiate mai visto.

El Yunque.

Foto di Jeff Gunn

Su Porto Rico si trova un'enorme foresta pluviale che, sebbene appaia solo un boschetto paragonata alle altre foreste pluviali nel mondo, può vantare di essere la più grande di tutti i Caraibi. Con i suoi 28.000 acri El Yunque è anche l'unica foresta tropicale classificata nel registro degli Stati Uniti, ed è casa di migliaia di piante indigene, e di centinaia di specie animali meravigliose: una biodiversità che attira 600.000 visitatori all'anno. Il parco è attrezzato per accogliere un numero così ingente di turisti con sentieri, aree di campeggio e zone di pesca autorizzate. Un'esperienza avventurosa che però rischia di perdere la sua essenza se si è troppo affollati: per evitare di dover fare la fila anche per un bagno sotto una cascata meglio visitare El Yunque in estate, quando il caldo è così insopportabile che la maggior parte della gente preferisce restare al mare.

Soufrière Hills.

Soufrière Hills, Montserrat

Foto di David Stanley

La magnificenza di questa meraviglia naturale è pari alla paura che desta: il Soufrière Hills è un vulcano dell'isola di Montserrat che è stato per lungo tempo in fase di quiescenza. Ma nel 1995 si è improvvisamente svegliato, e lo ha fatto nella maniera più rabbiosa: una violenta esplosione ha devastato metà dell'isola, distruggendo la capitale Plymouth e uccidendo 18 persone. Due terzi della popolazione di Montserrat hanno lasciato l'isola, mentre il resto degli abitanti è rimasto tenacemente ancorato alla propria terra d'origine nonostante da allora il vulcano non abbia smesso di eruttare. Il Soufrière Hills infatti è in stato costante di attività, ed è uno dei vulcani più pericolosi del mondo, tenuto sotto controllo dall'osservatorio locale. La catastrofe si è trasformata in una fonte di guadagno per l'isola, che viene frequentata dai turisti desiderosi di vedere le continue eruzioni e i resti delle città sepolte dalla colata lavica.

Pitons.

Foto di Mike Fleming

Dopo il vulcano di Soufrière Hills i Pitons, sull'isola di Santa Lucia, sono le montagne più spettacolari che si possono vedere nelle Antille. Anche qui parliamo di due formazioni di origine vulcanica: due neck, ovvero una montagna creata dalla solidificazione del magma che fuoriesce dal cono. La lava però è attiva e bollente e fuoriesce dalla frattura che collega le due montagne. I Pitons sono un Patrimonio dell'Umanità Unesco, e sono talmente popolari che compaiono sulla bandiera stessa dell'isola. Oltre che su un numero indefinito di souvenir e magliette. Il Gros Piton, il più alto, arriva a 770 metri: nonostante il suo aspetto imponente e massiccio, raggiungerne la cima è un semplice hiking di un paio d'ore. La fatica viene ricompensata da una vista estrema. I più avventurosi cercano di scalare il Petit Piton, alto 743 metri. Il suo terreno instabile dovuto all'azione erosiva del magma, nonché la verticalità della roccia, rendono la salita e la discesa un'impresa d'azzardo, e tecnicamente non legale. Il che non impedisce alle guide locali di accompagnare gli aspiranti scalatori e di pubblicizzarsi persino sul web.

Tierra de Brea.

Lago di asfalto di Trinidad

Foto di Shriram Rajagopalan

Non si può certo considerare l'attrazione più bella delle Antille: ciò nonostante, il lago di asfalto di Trinidad attira più di 20.000 visitatori ogni anno. È il più grande deposito di bitume del mondo, vasto 100 acri e in alcuni punti profondo fino a 75 metri. Anche se in alcuni punti l'asfalto liquido è talmente indurito che ci si può camminare sopra. Ovviamente scortati dalle immancabili guide locali, che vi mostreranno come il liquame viscoso inghiotte quello che si trova sul cammino ed espelle altri rifiuti in altri punti differenti, tra bolle e sibili. Il lago è in costante movimento e viene continuamente rifornito dalle vene che giacciono nelle profondità della terra: si stima contenga 6 milione di tonnellate di asfalto. A primo impatto forse può sembrare nient'altro che un grande parcheggio.

Boiling Lake.

 

Boiling Lake, Dominica

Foto di Titanium the Dog

Se siete di quelli che farebbero i salti mortali per andare alle terme questo è il posto che fa per voi. Sull'isola di Dominica si trova la seconda più grande fonte termale naturale del mondo: il Boiling Lake. Non è una passeggiata arrivarci, o meglio lo è, ma non di quelle facili: un percorso di almeno tre ore dalla capitale Roseau vi porterà all'interno del Morne Trois Pitons National Park, un altro grande Patrimonio dell'Umanità Unesco. Qui vedrete la testimonianza più evidente dell'attività vulcanica dell'isola: un lago che si estende per sette miglia e che emana costantemente vapore e un calore intenso registrato a una temperatura che supera i 90°. Non proprio adatto per un bagno, a meno che non vogliate fare la fine di un uovo sodo. Ma non è solo lo spettacolo finale che merita la fatica dell'escursione. Lungo il vostro cammino vi troverete a passare attraverso scenari tropicali da sogno. Come la Titou Gorge, dove potrete rinfrescarvi con un tuffo nelle piscine naturali create dalla cascata. La Valle della Desolazione, dove i vapori sulfurei dal sottosuolo creano un'atmosfera deserta e spettrale, ma potrete farvi delle magnifiche maschere di fango. E il villaggio di Laudat che, situato su 365 metri d'altezza, permette di avere un panorama spettacolare dell'isola. Più di così.

[In apertura: foto di Daniel Lobo]