Cercate un posto tranquillo dove ricaricare le batterie e respirare aria purissima? Fiondatevi nella Pumphouse, situata nella natura più selvaggia della Tasmania. Non lasciatevi ingannare dal nome, il posto non ha nessuna connotazione sensuale o maliziosa, ma è una semplice struttura alberghiera. Che però spicca per il suo scenario mozzafiato: è situata in mezzo al lago più profondo dell'Australia, il St. Clair. La Pumphouse è un ex edificio industriale trasformato in struttura alberghiera, un luogo isolato dove trovare un po' di pace e riconnettersi con la parte più profonda di se stessi. Un tempo usato per ospitare turbine e pompe di una centrale idroelettrica poco distante, questo edificio Art Déco è stato abbandonato negli anni Novanta, ma oggi è rinato a nuova vita. L'avventura inizia fin dall'arrivo in hotel: la struttura è collegata alla terraferma per mezzo di un pontile di legno lungo 250 metri.

La struttura offre un panorama mozzafiato, interamente circondato dalle montagne. La location serve da punto di partenza per esplorare i dintorni, ricchi di natura lussureggiante. Passeggiando per i dintorni si può andare a pesca di trote o scoprire le meraviglie della flora e fauna locale. Il luogo è un paradiso per gli amanti della fotografia e consente di avvistare animali locali come wallaby, wombati, echidne e perfino il famoso diavolo della Tasmania. Lo scenario incantevole si presta ad escursioni in bici o trekking, ma anche alla contemplazione dei luccicanti riflessi del lago. Inoltre la struttura dà vita al complesso del Pumphouse Point insieme alla ShoreHouse, una casa quasi gemella, che ospitava la sede della centrale elettrica e oggi è sede di un ristorante dove degustare piatti a base di carne in condivisione con gli altri ospiti. Il costo delle camere è 230 euro a notte, 340 per quelle ai piani più alti.