in foto: Museo Horne

Di Firenze e della sua magia si è detto e scritto di tutto. Monumenti come il Duomo, Ponte Vecchio o Santa Maria Novella sono ormai entrati nell'immaginario collettivo come icone di bellezza immortale, per non parlare dei meravigliosi dipinti custoditi nelle sale degli Uffizi, uno dei musei più visitati al mondo. Eppure la culla del Rinascimento sembra non aver esaurito le frecce al suo arco e continua a riservare nuove sorprese a chi sa osservarla con l'occhio dello studioso e il cuore dell'appassionato. Esistono infatti diverse meraviglie che, spesso a torto, passano in secondo piano rispetto ad attrazioni più note. L'obiettivo di questa rubrica è offrire a chi legge il ritratto di una Firenze inedita, fuori dai consueti itinerari ma ugualmente bella. Anzi, forse, ancora più sorprendente.

Museo Hornein foto: Museo Horne

Il capoluogo toscano è per antonomasia la città dei Medici, nonché di artisti come Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. L'aria rinascimentale si respira a ogni angolo, cattura e rapisce senza riscatto. Passeggiare tra le strade che costeggiano il Duomo annulla le coordinate spazio-temporali: ci si aspetta di sentire in lontananza le note suadenti di un liuto, o che da un momento all'altro saltino fuori uomini in farsetto e calzamaglia, o dame avvolte in ampie vesti ricamate. Ma esiste un modo più semplice per fare un viaggio indietro nel tempo: visitare il Museo Horne. Questo edificio sembra essersi cristallizzato nel XVI secolo. Ampie sale dotate di camino, stipi e teche intarsiate ci illustrano gli interni di una casa fiorentina del Rinascimento. Gli arredi in legno, i cassoni decorati e le statuine in bronzo ci parlano di un'epoca lontana, ma che riesce a ancora a spandere l'eco delle sue vibrazioni. Entrare nelle sue sale significa intraprendere un'emozionante viaggio nel passato.

Museo Hornein foto: Museo Horne

Il Palazzo Corsi, che ospita il museo, si trova tra via de' Benci e Corso dei Tintori, in prossimità del Ponte alle Grazie. Risalente al XIV secolo, venne poi ampliato nel 1495-1502 secondo i dettami rinascimentali. Inizialmente di proprietà degli Alberti, il palazzo passò in seguito alla famiglia Corsi. Il museo nasce grazie a Herbert Horne, storico dell'arte nato a Londra nel 1864 e morto a Firenze nel 1916. Dopo vari ammodernamenti succedutisi nel corso dei secoli, la struttura venne acquistata nel 1911 da Horne, che nei due anni successivi la sottopose a copiosi lavori di restauro. Lo studioso inglese intraprese due viaggi a Firenze, ma ben presto ne rimase folgorato e decise di trasferirsi nel capoluogo toscano.

Museo Horne, Stendardo di Filippino Lippiin foto: Museo Horne, Stendardo di Filippino Lippi

Collezionista appassionato, Horne aveva un raffinato gusto da esteta e amava circondarsi di opere d'arte. Scrisse diversi saggi dedicati a grandi artisti come Leonardo Da Vinci e Piero di Cosimo, oltre alla monografia su Sandro Botticelli che è a tutt'oggi una pietra miliare del settore. I suoi studi lo portarono ad identificarsi con un vero uomo del Rinascimento. Animato da una passione inarrestabile, nel primo decennio del XX secolo il collezionista acquistò numerosi dipinti per ricreare il suo ambiente ideale. Alla sua morte Horne lasciò la propria raccolta allo Stato italiano, dando origine a una fondazione. Oggi infatti il museo ospita capolavori di grandi artisti del XIV-XV secolo: tra i pezzi da novanta spiccano il "Santo Stefano" di Giotto, l'"Allegoria della musica" di Dosso Dossi, il "San Girolamo in meditazione" di Piero di Cosimo, il "Cristo in Pietà" di Filippo Lippi, "La Regina Vasti lascia il Palazzo reale" di Filippino Lippi (su ideazione di Sandro Botticelli). Ci sono anche dipinti di Simone Martini, Lorenzo di Credi e Benozzo Gozzoli. Molto interessante la sala relativa agli utensili domestici, come posate o accessori femminili, ma anche strumenti da lavoro manuale.

Il Museo Horne possiede un'interessante raccolta di disegni e stampe e al suo interno si tengono mostre temporanee. Ospita inoltre una vasta biblioteca dotata di oltre cinquemila volumi, perlopiù di argomento artistico, tra cui spiccano alcuni codici miniati. Il museo è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10:00 alle 14:00, chiuso il mercoledì. Biglietto intero 7€, ridotto 5€. La mostra su Tiepolo, attualmente in corso, è prorogata fino a Pasqua: in questo periodo si terranno visite guidate gratuite durante il weekend.