in foto: Capo Horn – Foto Wikimedia Commons

Sommersi dallo stress e dagli impegni che si accumulano senza sosta, quante volte avrete desiderato staccare con la quotidianità? Certo, lo scenario ideale che si materializza nella vostra testa è la classica isola tropicale ricca di palme lussureggianti.  Ma se amate le scelte radicali, le isole che vi proponiamo possono essere un modo di tagliare drasticamente i ponti con la civiltà. Remote, isolate e refrattarie agli insediamenti umani, sono considerate le isole più inaccessibili del mondo. Ecco un tour tra gli "eremi galleggianti" del pianeta.

Tristan da Cunha, Regno Unito.

Veduta di Tristan da Cunha – Foto di Brian Gratwickein foto: Veduta di Tristan da Cunha – Foto di Brian Gratwicke

L'arcipelago di Tristan da Cunha, nell'Oceano Atlantico, è il luogo abitato più distante dalla terraferma in assoluto. L'unico modo per raggiungerlo è affrontare una traversata via mare di sette giorni con partenza da Città del Capo. Per questo, un paio d'anni fa, ha fatto notizia un annuncio di lavoro molto speciale: la ricerca di quattro insegnanti per fornire un'istruzione ai 23 bambini dell'isola. Oltre all'omonima isola principale, l'unica abitata dall'uomo, l'arcipelago comprende anche l'Isola Inaccessibile, l'isola Gough e le isole Nightingale. Una curiosità: due degli otto cognomi presenti sull'isola (Lavarello e Repetto) sono di origine ligure.

Bouvet, Norvegia.

Bouvet – Foto Wikimedia Commonsin foto: Bouvet – Foto Wikimedia Commons

È considerata il luogo più remoto del pianeta: il centro abitato più vicino (Cape Agulhas, Sudafrica) si trova a oltre 2.000 km di distanza. L'isola prende il nome dal comandante Jean Baptiste Charles Bouvet de Lozier, che la scoprì nel 1739. Situata a sud dell'Oceano Atlantico, il suo territorio è interamente coperto da ghiacciai. La popolano tuttavia numerose specie animali come gabbiani, foche, leoni marini e pinguini, oltre a specie vegetali come muschi e licheni. Al centro dell'isola si trova il cratere del vulcano inattivo Wilhelm. Geograficamente si trova a sud del Capo di Buona Speranza (Sudafrica), ma politicamente appartiene alla Norvegia. Poiché non esiste un porto né un attracco per le navi, raggiungere Bouvet è un'impresa davvero ardua. Questo luogo inospitale regala più di un brivido agli incauti esploratori: nel 1964 il tenente comandante Allan Crawford si imbatté in una scialuppa di salvataggio che galleggiava placida nelle acque di un lago, senza il minimo segno della presenza umana. Una scialuppa fantasma? Fatto sta che questo territorio ai confini del mondo trasmette un innegabile senso di inquietudine. Il mood perfetto per un film fanta-horror: nel 2004 l'isola divenne il set di Alien vs. Predator.

Lampione, Italia.

Lampione – Foto Wikipediain foto: Lampione – Foto Wikipedia

L'isola di Lampione è la più piccola delle tre isole Pelagie, in Sicilia. Se amministrativamente appartiene a Lampedusa e Linosa, comune italiano della provinciadi Agrigento, geologicamente appartiene alla placca continentale africana. Lunga 200 metri e larga 180, l'isola può essere raggiunta solo da imbarcazioni private. Interamente disabitata, l'unico segno visibile della presenza umana è un faro automatico. Unici inquilini gli uccelli migratori, per i quali Lampione costituisce un approdo privilegiato. Le sue origini risalgono a 5,332 milioni di anni fa e affondano le radici nella leggenda: si narra che l'isola sia uno dei massi scagliati alla cieca dal ciclope Polifemo contro Ulisse. Una curiosità: nel 2007 Lampione venne selezionata come ambientazione naturale per la popolare soap CentoVetrine. Tuttavia l'inaccessibilità del luogo ha convinto la troupe a spostare il set nella vicina e più accessibile Lampedusa.

Isola di Capo Horn, Cile.

Capo Horn – Foto Wikimedia Commonsin foto: Capo Horn – Foto Wikimedia Commons

Tradizionalmente considerato il lembo di terra più meridionale del Sud America, Capo Horn è un luogo estremo e inospitale. È situato nell'arcipelago della Terra del Fuoco, su un'isola rocciosa. Lo Stretto di Drake, il braccio di mare in cui si trova, è attraversato da correnti impetuose, forti venti e onde anomale. Le avverse condizioni climatiche rendono quasi impossibili lo sbarco o l'atterraggio.

Macquarie, Australia.

Macquarie – Foto Wikimedia Commonsin foto: Macquarie – Foto Wikimedia Commons

Un'isola dominata da rigide temperature: siamo nell'estrema punta meridionale dell'Australia, tra la Nuova Zelanda e il Polo Sud. Le condizioni proibitive scoraggiano il turismo e gli insediamenti umani in generale: qui risiedono solo una trentina di persone che presidiano la base permanente della divisione antartica australiana. Tuttavia il luogo presenta paesaggi spettacolari ed è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Attu, USA.

Attu – Foto Wikimedia Commonsin foto: Attu – Foto Wikimedia Commons

Prendendo come riferimento la linea internazionale del cambio di data, l'isola coincide con il punto terrestre più a ovest del mondo. Si trova in Alaska e ha una particolarità: è l'unico territorio sul suolo americano dove si sia combattuta una battaglia durante la Seconda guerra mondiale. Attu è stata popolata fino al 2010, quando gli ultimi venti abitanti hanno deciso di trasferirsi altrove, anche a causa della cessata attività della guardia costiera nazionale.

Hopen, Norvegia.

Hopen – Foto Wikimedia Commonsin foto: Hopen – Foto Wikimedia Commons

Questo isolotto roccioso fa parte dell'arcipelago delle Svalbard, le isole abitate più vicine al Polo Nord. Possiede una superficie di circa 60 km² ed è popolata da uccelli autoctoni. In più, Hopen ospita quattro scienziati, inviati dall'Istituto Meteorologico Norvegese per sostare sull'isola sei mesi l'anno e svolgere attività di osservazione e manutenzione.