in foto: Rocchetta Mattei. Foto da Pixabay

I luoghi incantati non solo lontani, ma si può girare l'angolo e ritrovarsi nel mondo delle fiabe, così senza accorgersene. E' quello che succede a Bologna, dove immerso nell'Appennino si trova una rocca, molo suggestiva che fa capolino tra le montagne. Questo splendore si chiama Rocchetta Mattei ed è un mix tra lo stile medievale e quello moresco. La dimora che oggi appare strappata ad un libro di fiabe è stata l'abitazione del conte Cesare Mattei, letterato e politico insignito di questo titolo da papa Pio IX. Ma non solo nel Castello sono stati ospitati molti personaggi illustri, da Ludovico III di Baviera e lo zar Alessandro II. I soggiorni erano dovuti alla fantastica posizione della rocca, da cui si possono ammirare scenari incantevoli, ma anche per le doti mediche miracolose del conte.

La storia della Rocchetta
Il Castello: curiosità e bellezze
Come arrivare

La storia della Rocchetta.

Interno Rocchetta Mattei. Foto da pixabayin foto: Interno Rocchetta Mattei. Foto da pixabay

La storia del Castello risale al 1850, anno in cui Cesare Mattei acquistò i terreni e pose per le prime pietre per la costruzione del castello che avrebbe chiamato Rocchetta. La sua passione per la medicina risale alla morte della madre, nel 1844 dalla quale fu molto provato e incolpò di tutto la medicina classica dell'epoca che, a suo dire, non seppe fare nulla per curare la madre ne per alleviarne il dolore. Per questo iniziò a studiare una "nuova medicina" che fosse maggiormente efficace, dedicandogli tutta la sua vita. La scienza che studiava è denominata Elettromeopatia e divenne così esperto che le sue doti furono conosciute in tutto il mondo. Anche dopo la sua morte, avvenuta, il 3 Aprile 1896, gli eredi continuarono la produzione e distribuzione dei "Rimedi Mattei" fino al 1959 quando per vari motivi i laboratori furono costretti a chiudere.

Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedeschi la occuparono e danneggiarono gravemente, tanto che gli eredi del Conte tentarono di donarla al Comune di Bologna, che non accettò la donazione. Il Castello poi è stato acquistato da un commerciante locale Primo Stefanelli detto "Il Mercantone". Quest'ultimo dopo aver aggiunto particolari inesistenti in precedenza come prigioni, pozzo a rasoio ecc. lo gestì come attrazione fino a quando non venne chiusa per problemi di stabilità e sicurezza. Nel 2005 la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha acquistato il castello e dopo un accurato studio progettuale ha realizzato una ristrutturazione ed un fedele restauro. Nel 2015 è stata riaperta al pubblico, ed è visitabile.

Il Castello: curiosità e bellezze.

Rocchetta Mattei. Foto da Wikipediain foto: Rocchetta Mattei. Foto da Wikipedia

La visita al bel Castello è davvero suggestiva. La sua struttura si trova in un complesso medievale situato su di un’altura posta a 407 metri sul mare. Di Rocchetta Matti spicca la bella scala della Torre che, attraverso un Ponte Levatoio porta alla stanza che fu la camera da letto del conte, con i suoi mobili originali. E poi c’è la scala delle visioni con delle immagini allegoriche. Magiche sono anche la stanza degli archi bianconeri, il salone della musica con le sue pareti sbilanciate, il pavimento in conchiglie del corridoio ed il soffitto in cartapesta dello studio. Dalla sua riapertura nel Castello sono previste molte novità, infatti, al suo interno sarà possibile celebrare il matrimonio con rito civile nella Sala dei Novanta e noleggiare per quattro ore l'intero castello.

Come arrivare.

Per arrivare alla Rocchetta Mattei dovete percorrere la statale che collega Bologna a Pistoia, quindi all’altezza di Vergato, deviare verso Riola, dopo pochissimi chilometri troverete l’ingresso del castello sulla vostra destra. La Rocchetta è facilmente raggiungibile anche in treno mediante la linea ferroviaria Porrettana con partenza dal piazzale ovest della Stazione centrale di Bologna ed arrivo in un’ora di viaggio alla stazione di Riola, dalla quale il castello dista poco più di un chilometro. E’ anche possibile arrivare a Riola da Pistoia lungo la stessa linea, con cambio a Porretta Terme.