Compagna di viaggio di tante avventure, le guide della Lonely Planet ne stanno vivendo una tutta loro. Quando nel 1973 Maureen e Tony Wheeler descrissero il proprio viaggio in Cina, certo non potevano immaginare che stavano costruendo un colosso dell'editoria. In Italia la traduzione e pubblicazione delle guide è affidata alla EDT, una casa editrice di Torino che prima della Lonely Planet rientrava tra i piccoli/piccolissimi editori e che invece oggi è una realtà consolidata. Nel 2007 la BBC Worldwide, dell'azienda radiotelevisiva BBC, acquistò il 75% della proprietà della Lonely e nel 2011 scalò e arrivò al 100%. Dopo appena due anni, in questi giorni, la BBC cede tutto il pacchetto ad un privato. Parte un fuoco di critiche che non solo contesta alla BBC di aver acquistato un prodotto a 130 milioni di sterline e di averlo rivenduto poco dopo a soli 75 milioni, ma che fa riemergere una vecchia polemica, ovvero l'acquisto da parte di un'azienda pubblica di un prodotto che per vocazione dovrebbe essere gestito da privati.

E alla fine la Lonely Planet torna ad essere di un privato. La BBC ha deciso di cederla perché, come si dice in gergo, non rientra nel suo core business, e in un periodo di crisi bisogna prima di tutto rinunciare alle zone periferiche dell'impresa. Con il mercato in fase restrittiva e con tanti licenziamenti già attuati, la BBC non solo ha reputato di dover cedere ma, anche, di farlo in una situazione di emergenza che ha inciso sul valore della trattativa. Ad acquistarlo per 75 milioni di sterline è stata la NC2 di Brad Kelley, imprenditore proprietario di immensi latifondi in Texas e non solo, emerso grazie alla produzione di tabacco ed ora impegnato nel settore immobiliare. Tra le sue aziende, anche OutWildTV, un sito che pubblica video di viaggi. Esperienza imprenditoriale evidentemente positiva che deve avere incoraggiato Kelley ad acquistare la guida turistica forse più nota al mondo.

[Foto di The wandering angel]