Ci sono due scuole di pensiero su Milano. La prima sostiene che sia una città fantastica, ricca di vita, intrattenimenti, centro culturale di rilievo internazionale e metropoli moderna. L'altra che Milano è grigia e triste dovunque la si guardi. In realtà la prima non esclude la seconda: l'opinione sulla qualità della vita del capoluogo lombardo non ha influenza su quella relativa all'aspetto estetico. E di fatto è questa è l'immagine più diffusa della città, sia tra i suoi visitatori che tra i residenti stessi. Questo nonostante vi sia un gran numero di spazi verdi (due tra tutti: il Parco Sempione e i Giardini di Indro Montanelli): ma evidentemente questi non riescono a contrastare l'immagine dei grossi palazzi di cemento o dei grattacieli di vetro dove si annidano gli uffici della Milano che è troppo impegnata a lavorare per apparire bella. Ed è qui che ci si sbaglia, perché anche se a guardarla nel complesso non si direbbe anche Milano può avere un suo profilo buono.

Il quartiere Maggiolina è uno dei lati meno conosciuti della città. O meglio, totalmente sconosciuto ai turisti, poiché è situato in posizione periferica, lontano dai punti di interesse del centro. Chi abita a Milano invece lo conosce bene… ma siamo sicuri che lo conoscano davvero tutti? Sarebbe interessante avere un'opinione in proposito dei milanesi all'ascolto. Chi lo conosce, alzi la mano. Chi ci è stato, alzi la mano. Chi ci vive, alzi la mano. Per chi non lo conoscesse, invece, è un'ottima occasione per farci un salto. Non troverete chiese o monumenti particolari di rilievo storico, ma il vostro sguardo sarà catturato da interessanti esempi di architettura moderna. No, davvero, non stiamo qua a fare un trattato sullo sviluppo urbanistico e gli stili architettonici, cose che solo gli addetti ai lavori possono capire. Ma siamo qui a ricordare come certe volte anche la semplice esplorazione dei lati sconosciuti della propria città possa riservare piacevoli sorprese.

Case igloo della Maggiolina, Milano

La Maggiolina, come viene chiamato il quartiere dal nome di un'antica cascina del XVI secolo, viene spesso confuso con il Villaggio dei Giornalisti. Questo perché hanno entrambi avuto uno sviluppo residenziale che li ha portati a mischiarsi e confondere i loro confini. Dobbiamo però immergerci nel suo centro per allontanarci dai condomini del quartiere attiguo e trovare quell'atmosfera particolare che ci ha indotto a una gita da queste parti. Abbandoniamo infatti i palazzi multipiano, per entrare in una zona dominata da villette a schiera a palazzine d'epoca, situate in una zona alberata e verdeggiante dove non si avverte più di tanto la presenza delle persone camminando per le strade. A dire il vero, non sembra nemmeno di stare nella seconda città più grande di Italia, ma più che altro in uno di quei sobborghi che caratterizzano alcune città europee. Ma camminando, incontreremo mano mano quelle sorprese di cui parlavamo prima.

Villa Mirabello è la prima. Si tratta di una vecchia cascina del Quattrocento che ci ha messo secoli prima di essere rivalutata e ristrutturata come la conosciamo oggi. La villa è infatti appartenuta a personaggi illustri dell'epoca, vicini alle famiglie di regnanti come gli Sforza. È grazie all'interesse dei suoi molti proprietari che, da semplice casa di campagna, si è via via trasformata in una dimora privata con una piccola riserva di caccia annessa. Successivamente, però, è stata utilizzata come piccola fattoria, e tale rimase fino all'inizio del Novecento, quando versava in uno stato di semi-abbandono. Fu col primo dopoguerra che la struttura trovò una seconda vita, e venne adibita come casa di ricovero dei ciechi di guerra. Rimase una struttura ospitante per anni, e per questo molti si dedicarono al suo restauro. Oggi la villa è sede di uffici e di una casa di riposo, e si fa notare tutta per il lavoro di recupero al quale è stata sottoposta durante il secolo scorso. Il suo bellissimo cortile interno e il giardino si distaccano di netto dai moderni casermoni che troviamo a soli pochi chilometri di distanza.

Case a funghi della Maggiolina, Milano

Ma sono le case dei puffi le vere star della Maggiolina. Siamo in via Lepanto: qui negli anni Quaranta un certo ingegnere Mario Cavallé si sbizzarrì nella progettazione di case a forma di fungo. Si, avete capito bene: proprio funghi, con gambo e cappello. Avete presente le abitazioni dei puffi? Persino la pittura era identica, e riprendeva i colori dell'Amanita Muscaria: un fungo tanto simpatico quanto velenoso, distinguibile per la testa rossa a pois bianchi. Peccato che queste case non siano più visibili come allora, perché negli anni Sessanta sono state riconvertite in abitazioni… a igloo! La pianta circolare e la struttura tondeggiante sono rimaste, e la via non ha perso la sua originalità. Queste case sono abitate, strutturare al loro interno in uno o più vani, e tutte con un secondo livello che funge da cantina. Sono circondate da un piccolo giardino che dà davvero l'impressione della dimora di una creatura dei boschi. Al di là di tutto, ci si chiede come i proprietari abbiano adattato la sistemazione dei mobili alle pareti ricurve.

Proseguendo oltre troviamo la Palafitta. Un'altra costruzione particolare che spicca in questo bel quartierino. Si tratta di quella che fu l'abitazione privata dell'architetto Luigi Figini e, sì, il nome le rende proprio giustizia. In un'epoca in cui dominava un'architettura di stampo classico Figini adottò per la sua casa le istanze del razionalismo, che vedeva un'abitazione dover soddisfare tutte le esigenze di chi la viveva. Per cui ampi spazi di arredo, grosse vetrate per la luce… e non sappiamo cosa gli fosse venuto in mente quando ha concepito la struttura su dei piloni che la rialzassero dal suolo, ma il risultato è straordinario, ed è tutt'oggi visibile. Questa sorta di moderna palafitta è elevata a un piano da terra e la si raggiunge tramite una scalinata interna che accede dal bellissimo giardino. Naturalmente è un'abitazione privata ma chissà, se bussate magari potreste chiedere al proprietario di farvela visitare…

Villa Figini (copyright Archivio Figini, AAF Milano, D 712)in foto: Villa Figini (copyright Archivio Figini, AAF Milano, D 712)

Per raggiungere il quartiere della Maggiolina dalla stazione centrale in piazza Duca D'Aosta non dovrete fare altro che prendere la linea 3 della metropolitana in direzione Comasina, e scendere a Zara o Sondrio: le due fermate sono entrambe a pochi passi dalla grande piazza Carbonari, vostro punto di riferimento per gli spostamenti in questo quartiere della periferia nord. Volendo però potete concedervi anche una passeggiata a piedi: in meno di mezz'ora siete arrivati. Al ritorno potete anche prendere la metro in via Melchiorre Gioia, che è collegata con la linea 2 alla stazione di Porta Garibaldi: che è quella più vicino a Corso Como, dove si concentra gran parte della nightlife milanese. Ritornare nel caotico centro ogni tanto fa anche bene.