Mont Saint-Michel, viaggio nell'isola dell'abbazia

Il suggestivo borgo preda delle maree prima visto da lontano e poi passeggiando per le sue pittoresche stradine.

Nel nord della Francia, tra la Bretagna e la Normandia, trova luogo, grazie a fenomeni naturali e all’opera dell’uomo, la magia. A pochi chilometri da Saint Malo sorge una montagna intorno a cui si avvita una magnifica abbazia. Si tratta di Mont Saint-Michel, che si direbbe essere un’isola se non fosse legata alla terraferma da una sottile striscia di terra che, con il crepuscolo, scompare. Le maree del Nord, infatti, portano la terra a sparire sotto le proprie acque, mentre restano il piccolo monte e la cittadina a difesa della Normandia. Questo, infatti, uno degli scopi di Mont Saint-Michel, che prima dell’anno mille diede collocazione a monaci cattolici, il cui sguardo scrutava l’orizzonte minacciato dagli eretici inglesi. E se quelle acque erano offese dalla Gran Bretagna, furono la Rivoluzione francese e gli esecutori giacobini a scalzare i monaci dal monte, adibito per loro stessi a carcere.

in foto: Mont Saint–Michel

Oggi Mont Saint-Michel è Patrimonio dell’Umanità Unesco e destinazione di un numero – forse fisicamente e naturalmente insostenibile – di turisti. Tutta la zona settentrionale della Francia, e particolarmente quella compresa tra Bretagna e Normandia, è meta estiva dei viaggiatori inglesi, che animano le strette e faticose strade del borgo; il quale, del resto, riflette ai turisti la stessa attenzione, proponendo loro gadget, souvenir, oggetti e chincaglierie varie. A prezzi ovviamente maggiorati rispetto alla pur costosa Saint Malo, altro gioiello normanno dei dintorni. Il sovraffollamento lo ritroverete nella estenuante calca di agosto che riempie i caratteristici vicoli del paesino sul monte: quasi non si può camminare, e anzi si rischia di rimanere avvinghiati nella massa esattamente come nelle vicine sabbie mobili. Con la differenza che queste ultime sono chiuse da transenne e controlli.

Quando andare a Mont Saint-Michel, quindi? Folla a parte, la stagione migliore è proprio l'estate, e non è un caso che sia la più frequentata. Le temperature sono ottimali grazie all'influsso del mare che mitiga il clima oceanico, e non sono mai troppo elevate. Per evitare la ressa, però, il periodo migliore è la primavera, con clima mite anche se piovoso. Piogge più intense si hanno in autunno e in inverno, stagioni più umide e nebbiose: ma il vero gelo arriva solo per pochi giorni. Tutto l'anno si assiste al fenomeno delle maree di Mont Saint-Michel. Quelle che si possono vedere da queste parti sono impressionanti, poiché il dislivello tra l'una e l'altra può arrivare anche a 15 metri (ma è raro che ciò accada due volte di seguito). È questa la straordinarietà dell'isola su cui si erge il paese, definita tidale proprio a causa di questo fenomeno. Quando la marea si ritira, la piana circostante è larga anche 15 km: lì è dove non bisogna avventurarsi, per non correre il rischio di rimanere invischiati nelle sabbie mobili o di essere sorpresi dalla marea di ritorno. Ma nella fase di alta marea al suo culmine Mont Saint-Michel è completamente circondata dalle acque, e solo un lungo tombolo, un istmo sabbioso, la collega con la terra ferma.

Mont Saint-Michel, abbazia

Foto di Ben Bowes

Per arrivare a Mont Saint-Michel il tombolo era l'unica via di accesso: consentito però ora ai soli autobus. Fino a poco fa, infatti, si poteva arrivare al borgo tramite auto e lasciarla in un parcheggio apposito ai piedi del paese (col rischio spesso di perdere la macchina a causa della marea). Con il divieto di accesso alle automobili è partito ora un progetto per ripristinare il promontorio alla sua condizione originaria di "isola", che rischiava di perdere. Questo a causa degli insediamenti umani ai lati del parcheggio; e del fiume Couesnon, che lungo il suo corso trascinava detriti che depositava ai piedi della montagna. L'azione combinata dell'uomo con la natura stava creando un istmo che snaturava l'originalità del luogo.

Ora il corso del fiume è stato deviato con una diga; e un nuovo parcheggio è stato costruito a 3 km di distanza, sulla terraferma. Oggi, per raggiungere Mont Saint-Michel senza l'auto si può prendere il treno da Parigi (stazione ferroviaria Gare Montparnasse) fino ad arrivare alla città di Rennes; da lì partono i bus navetta che nel giro di un'ora raggiungono lo spettacolare promontorio.

Il ponte di Saint–Michel
in foto: Il ponte di Saint–Michel

Il 22 luglio 2014 è stato inaugurato il ponte che rivoluziona un po' questo luogo magico. L'abbazia non dovrà più essere abbandonata entro un certo orario, perché con questa nuova costruzione l'acqua scorre docilmente sotto le volte di acciaio e legno anche nelle ore di alta marea. In questo modo, però, è stato possibile risolvere il problema dei parcheggi con una soluzione che non ha mancato di far sollevare ulteriori critiche, perché ora l'auto dovrà essere spenta a tre chilometri di distanza dall'abbazia. Va ricordato tuttavia che la soluzione adottata in passato, quella delle auto parcheggiate sulla spiaggia, implicava incolonnamenti esasperanti che rompevano con l'incanto del posto.

Mont Saint-Michel, Normandia

Foto di afloresm

L'abbazia di Mont Saint-Michel vi accoglierà da lontano col suo profilo inconfondibile regalandovi più di un brivido. Non è solo il fenomeno delle maree il fascino che caratterizza questo paesino abbarbicato sul monte, ma il borgo stesso. Tra bastioni e chiese vi ritroverete all'interno di un gioiello gotico, e solo osservando il panorama da dentro capirete il perché fosse così naturale all'epoca scegliere posti come questo per arroccarsi in una fortezza. Purtroppo lo sfruttamento turistico che si è fatto di questo posto gli ha sottratto gran parte del suo aspetto primigenio, e sono pochi gli abitanti originali rimasti a dormire ancora qui. La Grand Rue, la via principale, è un brulicare di commercio turistico tra negozi di souvenir, hotel e ristoranti. Il progetto di cui parlavamo prima vuole restituire a Mont Saint-Michel la sua antica bellezza. Speriamo che ci riesca non solo dal punto di vista naturalistico ma anche da uno un po' più umano.

Mont Saint-Michel, notturna

Foto di Albert Vieten

[Foto in apertura di Marty B]