Ci sono luoghi talmente suggestivi che superano perfino la fantasia di un pittore paesaggista o di un regista ispirato. L'immaginazione visionaria si materializza davanti ai nostri occhi nel borgo di Rasiglia, frazione montana di Foligno (PG). La località sorge a 640 metri di altitudine e si presenta come un piccolo presepe circondato da ruscelli e sorgenti. Una cinquantina di casette disposte a mo' di anfiteatro in uno scenario immerso nei boschi, mentre a dominare il paesaggio è l'acqua in ogni sua possibile forma.

in foto: Rasiglia – Foto Wikimedia Commons

Una volta giunti a Rasiglia, lo scorrere dell'acqua accarezzerà il nostro udito come un sottofondo melodioso. Limpidi ruscelli sono collegati tra loro da ponti in legno, formando cascatelle e rivoli dall'aspetto pittoresco. Il luogo nasce intorno alla sorgente di Capovena che insieme alle altre due sorgenti Alzabove e Venarella contribuisce a creare una spettacolare location.

Il borgo ha origini molto antiche, e la documentazione pervenuta fino a noi comprova la sua esistenza già nel XIII secolo. Nel XIV vennero costruite diverse fortificazioni come il Castello, di proprietà della nobile famiglia dei Trinci. Rasiglia, comunque, ha fatto sempre affidamento sulle attività artigianali. Grazie all'abbondanza di risorse idriche provenienti dal fiume Menotre, nel XV secolo iniziarono a sorgere mulini a vento e opifici tessili. Nei duecento anni successivi il borgo divenne sempre più florido grazie all'apertura di nuovi mulini, opifici e lanifici. Nell'Ottocento Rasiglia contava due lanifici, otto mulini, quattro banche ed un ufficio postale. Il declino iniziò nel secolo successivo quando fabbriche ed esercizi si spostarono nella più economica Foligno, abbandonando progressivamente il paese. Anche il terremoto del 1997 contribuì allo spopolamento di Rasiglia, che però negli ultimi tempi sembra aver riguadagnato terreno in termini di appeal turistico. La sua bellezza, infatti, non passa inosservata e oggi si tengono manifestazioni quali il presepe vivente nel periodo natalizio e "Penelope a Rasiglia", nel mese di giugno, dedicata agli antichi mestieri della tessitura: antichi telai vengono addirittura rimessi in attività. Tra il nove e il dieci dicembre è la volta della tradizionale Festa della Venuta che prevede l'accensione di fiammeggianti falò.

Gli abitanti di Rasiglia sono appena una cinquantina. Non ci sono né bar, né ristoranti, né negozi. L'unico ufficio postale apre una volta alla settimana. Eppure questo centro medievale emana un fascino magnetico e irresistibile. Sopra la sorgente di Capovena, a 636 metri s.l.m, si erge il Castello di Rasiglia di proprietà dei Trinci, signori di Foligno; il maniero non aveva solamente funzioni difensive, ma anche di residenza.  Al di sopra del lavatoio si trova l'antico santuario di Santa Maria delle Grazie. L'edificio di culto venne fondato nel 1450, in seguito al ritrovamento di una statua di terracotta della Vergine adorante il Bambino. Nonostante il successivo spostamento in altre diocesi, la scultura ritornava sempre al luogo d'origine: così, dato l'evento prodigioso, si decise di erigere una chiesa in onore della Madonna. All'esterno si può ammirare un Crocifisso di ferro alto tre metri, mentre l'interno ospita affreschi risalenti al XV secolo tra cui la Madonna della Misericordia che protegge dalla peste i fedeli con il suo manto: un'iconografia diffusa, che possiamo ritrovare in altre località tra cui Firenze, all'interno del Museo del Bigallo. Rasiglia è famosa per un illustre concittadino, il poeta Marco da Rasiglia al quale è dedicata una lapide.

Se volete fare escursioni nei dintorni, optate per il Parco dell'Altolina, dal paesaggio ricco di biodiversità: ammirate lo spettacolo delle Cascate del Menotre e non perdete le Grotte dell'Abbadessa, di origine carsica, con suggestive formazioni di stalattiti e stalagmiti. Visitate inoltre il Castello di Scopoli, un luogo ricco di storia e silenzio.