Un giro d’affari enorme, quello delle sagre in Umbria. Questo è quello che emerge dalla terza indagine annuale del Servizio Commercio della Regione Umbria. Viene fuori come le manifestazioni, legate alle tradizioni enogastronomiche delle varie località, promuovano l’immagine della regione con conseguente sviluppo del flusso turistico anche interno. Tanto è vero che risulta come il periodo privilegiato per le sagre sia quello estivo, da parte di comuni che ne organizzano anche 5 in un anno.

C’è da dire però che le sagre realizzate per promuovere eventi di volontariato o culturali in genere sono maggiori di quelle organizzate per la vendita e la rappresentazioni di prodotti tipici locali. In generale gli introiti vengono indirizzati a zone esterne, come per i terremotati dell’Abruzzo o la ricerca medico-scientifica. Se usati internamente invece sono destinate a opere di riqualificazione cittadina o per associazioni culturali o di beneficenza. L’utilizzo in questo senso dà ovviamente un enorme spinta al flusso turistico che continua quindi ad alimentare il circuito.

634 sono le sagre che si organizzano nella regione. Di queste due si svolgono da oltre cento anni, mentre alcune di quelle più vecchie ottengono un permesso speciale per durare più dei dieci giorni imposti dalla legge.

Giuseppe D'Angelo