in foto: Montecristo. Foto da Wikipedia

Un luogo incantevole, un gioiello che brilla nel Mediterraneo. L'isola di Montecristo è un vero tesoro, tanto bella però quanto è inespugnabile, infatti, è visitabile solo da pochi fortunati. Scopriamo il perchè.

L'isola di Montecristo: chi può entrare.

Montecristo è una delle isole più selvagge e inaccessibili del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Si trova tra la costa della Sardegna e quella dell’Isola del Giglio ed è stata dichiarata Riserva Naturale Statale Integrale con decreto ministeriale del 4 marzo 1971 per tutelare la natura peculiare dell'isola e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal consiglio d'Europa dal 1988. Questo vuol dire che si tutela il patrimonio genetico delle specie animali e vegetali che sono presenti. Proprio per questo motivo visitare l'isola è un impresa ardua, se non impossibile. Il Consiglio d’Europa, per preservare la flora e la fauna ha imposto di non superare il limite di 1000 visitatori all'anno. In realtà, l'accesso è consentito soprattutto a studiosi, scienziati, ricercatori ed associazioni che si occupano du temi naturalistici. L'unico modo per intravedere l'Isola di Montecristo è l’approdo a Cala Maestra, da dove si può visitare la Villa Reale, all’orto botanico e il piccolo museo. Per partecipare ad un accesso basta contattare qualche associazione come Sentieri in Toscana e Toscana Trekking che li organizzano, di solito è previsto il pranzo a bordo dell’imbarcazione e un tuffo presso lo Scoglio D’Africa.

Da qualche anno, però, la politica che disciplina gli accessi all'Isola di Montecristo è cambiata. L’Ente Parco, infatti, sta promuovendo la visita fino a 100 persone all'anno per i soli abitanti dell’Isola d’Elba e Arcipelago Toscano. Bisogna sottolineare che, se da un lato, sia un peccato non poterla visitare, dall'altro questi impedimenti hanno favorito il prosperare della flora e della fauna di molte specie un tempo diffuse in tutta l’area dell’arcipelago. L'isola costituisce anche un’importante meta di uccelli migratori. Infine, grazie alla normativa di protezione per un miglio intorno all’isola, la vita marina è particolarmente ricca ed integra. Frequenti sono gli avvistamenti di balene ed altri cetacei.  Secondo alcune ricerche, sembra che le acque di Montecristo siano frequentate anche dal raro Zifio.

Il gioiello di Montecristo.

L’Isola di Montecristo è un gioiello nell’Arcipelago Toscano. Ha una superficie di 10 chilometri quadrati completamente disabitata, tranne i pressi della Villa Reale di Cala Maestra, dove vive la famiglia del guardiano dell’isola e alcuni agenti della Guardia Forestale. L'origine del nome deriva da una leggenda che narrà che nel V secolo il Vescovo di Palermo, Mamiliano, si rifugiò sull'isola dopo che i vandali saccheggiarono tutta la Sicilia. Mamiliano combatté ed uccise l'enorme drago che custodiva l'isola e fondò un imponente monastero e chiamò l'isola appunto Montecristo. Nel XVI secolo, Montecristo venne sequestrata dal pirata turco Oruç Reis, meglio conosciuto come Barbarossa, leggende narrano che il pirata abbia nascosto in una grotta dell'isola tutte le ricchezze da lui accumulate. Altre leggende parlano di un tesoro nascosto dai monaci di San Mamiliano quando Dragut saccheggiò il convento nel 1553. Oggi nella grotta sono presenti numerosi ex voto costituiscono la testimonianza del passaggio di generazioni di pellegrini e di marinai.

L'isola di Montecristo è diventata celebre grazie al famoso romanzo di Alexander Dumas “Il Conte di Montecristo” che racconta la storia di un leggendario tesoro nascosto proprio a Montecristo nell’Abbazia di San Mamiliano, costruita nel ‘600 da monaci benedettini. Montecristo è un'isola prevalentemente composta di granito grigio – rosa e visivamente ha una forma a piramide che dà l'idea di una fortezza inaccessibile. I sentieri presenti sono molto pochi e le sue coste a picco sul mare non permettono un facile approdo all'isola, infatti l'unico punto accessibile è Cala Maestra, sul versante occidentale.