Situata nel cuore dello Sri Lanka, Sigiriya è un'incantevole commistione tra paesaggio naturale e creatività umana: un'opera originale e a tratti surreale, celebrata dai locali come "l'ottava meraviglia del mondo". Si tratta forse dell'attrazione più visitata in Sri Lanka. Le sue innumerevoli bellezze le hanno aggiudicato nel 1982 il meritato riconoscimento di Patrimonio UNESCO.

in foto: La fortezza rocciosa di Sigiriya – Foto Wikimedia Commons

Questa spettacolare formazione geologica sorge su un'altura di 370 metri generata dal magma di un vulcano. Vedere la roccia di Sigiriya che si delinea all'orizzonte è un'emozione unica. Il complesso monumentale custodisce le rovine di un antico palazzo, edificato sotto il regno di re Kasyapa (477 – 495 d.C.) e circondato da un'estesa rete di fortificazioni, giardini, stagni, canali, viali e fontane. Come gigantesche sentinelle, due zampe a forma di leone scolpite nella roccia proteggono la scalinata che dà accesso alla fortezza: per questo motivo Sigiriya è nota anche come Lion Rock.

Secondo la leggenda, il re Kasyapa usurpò il trono con la forza al proprio fratello e uccise il loro padre. Decise così di costruire a Sigiriya una residenza sfarzosa e di stabilirvi la capitale del proprio regno. Ma il fratello tradito tornò a impossessarsi del trono e trasformò la fortezza di Sigiriya in un monastero. Qui rimangono infatti alcune grotte utilizzate nel III secolo dai monaci in ritiro spirituale. Nel periodo di massimo splendore, invece, il complesso comprendeva opere come giardini pensili, canali e fontane. Le rovine furono poi scoperte nel 1907 dall'esploratore britannico John Still.

L'escursione nel complesso archeologico si rivela piuttosto impegnativa. Attraversati i giardini acquatici, con piscine e vasche di marmo, si prosegue per il giardino roccioso. Partendo dal fossato più esterno è necessario affrontare una faticosa salita di circa 1200 gradini. A metà dell'impresa si raggiunge una serie di pitture murali ben conservati che raffigurano alcune fanciulle. Il re Kasyapa era infatti un estimatore della bellezza femminile e si presume che gli affreschi rappresentassero le sue numerose concubine.

In seguito si procede nel sentiero con il "muro dello specchio", chiamato così per la sua superficie liscia e riflettente che contiene i commenti dei visitatori di 1000 anni fa relativi alle pitture rupestri: un social network ante litteram? A questo punto, comunque, si può salire attraverso una scalinata di acciaio che conduce alla Porta dei Leoni, antico ingresso al palazzo reale. Le due massicce zampe sono tutto ciò che resta del monumento originario. Quest'ultimo comprendeva anche un'enorme testa di leone, la cui bocca spalancata costituiva l'accesso alla fortezza. Da un'ultima serie di scale è possibile raggiungere la vetta, per una vista che ripagherà di qualsiasi sforzo. Il panorama che si gode dalla cima del sito archeologico è davvero spettacolare.

Per scoprire le varie leggende legate al folklore locale può essere utile avvalersi dei servizi di una guida. Tuttavia, secondo nuovi studi condotti dall'archeologo Raja da Silva, il sito di Sigiriya non sarebbe stato la mitica capitale di un regno, ma un centro di monaci adepti del buddismo Mahayana, mentre le donne raffigurate nelle pitture murali non sarebbero altro che divinità femminili del pantheon buddista. E per finire, una curiosità: proprio a Sigiriya il celebre gruppo anni '80 dei Duran Duran ha girato il video di Save a Prayer.