Sciare in Sardegna | Trekking e arrampicate | Kayak | Nuraghi in montagna

in foto: Monte Spada da Fonni (foto di Max Oppo).

Regione prevalentemente collinare, la Sardegna può comunque vantare importanti rilievi sopra i 1.500 metri di altezza, che ai sardi danno la possibilità di dedicarsi agli sport invernali dopo la bellezza del mare goduta in estate. A svettare sull'isola, elevandosi dal suo cuore, troviamo il Massiccio del Gennargentu. Il rilievo più alto si trova proprio qui ed è Punta La Marmora (1.834 metri), seguito da Bruncu Spina (1.829 metri) che non avrà il primato per soli 5 metri, ma che può vantare il comprensorio sciistico della regione. A parte le vette, le caratteristiche morfologiche della Sardegna offrono al visitatore paesaggi suggestivi da apprezzare con gli occhi, da attraversare con gli scarponi da trekking e da portare nel cuore per sempre. Ci si troverà su altipiani su cui muoversi mollemente e pareti rocciose che solo gli esperti potranno scalare. Ci sono montagne che muoiono nel mare e fianchi di montagna su cui scorrono torrenti che generosi si offrono al rafting. E poi c'è l'antichità nuragica che si è difesa dai Cartaginesi prima e dai Romani poi celandosi dietro i monti della Barbagia (il cui nome deriva da "Barbaria", come venne chiamata dai latini).

Sciare in Sardegna: Bruncu Spina e Monte Spada.

Skilift sul Monte Bruncu Spina (Foto di Daniele Pistis).in foto: Skilift sul Monte Bruncu Spina (Foto di Daniele Pistis).

Sul Bruncu Spina lo spessore della neve può essere anche di un metro e, in base a quelle che sono le caratteristiche climatiche dell'anno, la neve può imbiancare questo rilievo fino agli inizi della primavera. Il punto di accesso alle piste è nella località Fonni, a circa 1.000 metri di altitudine. Da qui si può prendere lo skilift o la manovia che portano fino a 1.820 metri. Ci sono tre piste e un percorso dedicato agli slittini.

Sul Monte Spada (1.595 metri), nei pressi del parco Donnortei e non lontano da Fonni, si accede ad altre piste da sci. Siamo a 1.320 metri, a cui ci portano due manovie. Ci sono due piste e sono l'ideale per principianti e bambini.

Trekking dal mare al monte.

Gola di Gorropu (Foto di Pigiosu).in foto: Gola di Gorropu (Foto di Pigiosu).

La provincia di Baunei si colloca in un'area della Sardegna famosa anche per il suo mare: l'Ogliastra. Alcune tra le spiagge più belle d'Italia si trovano proprio nell'Ogliastra, eppure questa provincia vanta anche percorsi montuosi particolarmente interessanti per gli amanti del trekking. Ciò che rende spettacolari le sue spiagge, del resto, è proprio la natura della roccia che rapidamente scende dai 500 metri di altezza fino al mare. I più sportivi possono muoversi della Cala Mariolu fino a salire. Alcuni punti del Supramonte del Baunei sono particolarmente pericolosi e per essere attraversati richiedono attrezzatura adeguata e grande esperienza. Un esempio ne sono il Bacu s'orruargiu e la S'istrada Longa. Eccezionali anche le gole che qui – come in altri luoghi del Supramonte – fanno muovere gli avventurosi in un vero e proprio canyon. La Gola di Gurropu, visibile in apertura di paragrafo, ne è un esempio, ma bisogna ricordare anche le grotte di Su Marmuri e il ricordo di Maria Lai.

Luoghi ideali per trekking e arrampicate sono, ancora nell'Ogliastra, lungo il Supramonte di Urzulei, dove è possibile contemplare una natura giurassica. Tra la Barbagia di Ollolai e quella di Belvì si snoda la Valle di Aratu, ridefinita "Valle incantata" con riferimento alle bellezze geologiche, faunistiche e archeologiche che è possibile osservare lungo il percorso. Infine, in provincia di Olbia tra la Gallura e il Logudoro, nel nord dell'isola, sorge il Monte Limbara, sulle cui granitiche pendici è possibile impegnarsi in arrampicate che, metro dopo metro, faranno guadagnare alla scalatore una vetta da cui godere di un paesaggio mozzafiato.

Escursioni in kayak e rafting.

La montagna sarda offre anche la possibilità di godere della natura del posto anche a bordo di una canoa o di un kayak. Il Fiume Coghinas, che sfocia nel nord dell'isola, dà la possibilità di placide escursioni in kayak. Lo stesso si dica del Lago di Gusana, nella Barbagia. Tanta adrenalina sul Fiume Tirso che sorge sul Massiccio del Gennargentu e su cui vengono organizzate discese in rafting che durano un'ora e conducono alle terme di Fordongianus.

Sulle orme della civiltà nuragica sulle montagne sarde.

Reggia nuragica di Santu Antine (Foto di Royonx).in foto: Reggia nuragica di Santu Antine (Foto di Royonx).

Vi era un tempo – collocato tra il 1800 a. C. e il 100 a.C. – in cui le popolazioni autoctone sarde facevano tremare le potenze militari del Mediterraneo. La civiltà nuragica nacque su quest'isola, entrò in contatto con fenici, greci ed egiziani e oppose strenua resistenza a cartaginesi e romani. Oggi è possibile osservare reperti di questa civiltà pressoché ovunque in Sardegna. La montagna fu scudo naturale e alcuni tra i più interessanti nuraghi si trovano lontano dal mare. A Torralba, in provincia di Sassari a circa 450 metri dal mare, troviamo uno dei nuraghi più imponenti, tanto da diventare noto come "Reggia nuragica di Santu Antine". Il più grande nuraghe si trova nella zona di Narcidano, ad Orroli, nei cui pressi troviamo anche una delle più interessanti necropoli del neolitico. In provincia di Nuoro, ad oltre 700 metri di altitudine, si giunge invece ad Orune, dove sorge un tempio dell'Età del Bronzo destinato probabilmente al culto delle acque: la Fonte sacra Su Tempiesu.