Vacanza di coppia alle isole Samoa

Il video di viaggio di una coppia alle prese con le bellezze dello stato insulare della Polinesia

In quella vastissima regione geografica che è la Polinesia tra i tanti arcipelaghi troviamo sempre terre di infinita bellezza, che pur se modificate radicalmente in molti aspetti a causa dell'arrivo dell'uomo occidentale, rimangono inalterate nella loro purezza. E non parliamo solamente da un punto di vista paesaggistico, che purtroppo subisce sempre gli effetti devastanti della modernizzazione; quanto della cultura che, custodita da patriarchi, si tramanda nel corso dei secoli nella sua integrità tra le popolazioni indigene. E questo è il caso delle Samoa, le isole che sono rette ancora da un particolare sistema culturale, chiamato fa'a Samoa, letteralmente "lo stile samoano", che gestisce tutti gli aspetti della vita sociale della popolazione locale. L'arcipelago è diviso in due parti: lo Stato insulare delle Samoa, con capitale Apia, un tempo conosciute come Samoa Occidentali; e le Samoa Americane, dette anche Samoa orientali. In questa prima guida di viaggio alle Samoa ci concentreremo sullo stato, per poi spostarci in futuro verso la parte orientale.

LO STATO E LA CULTURA SAMOANA.

Isola di Namua, Samoa

Foto di whl travel

Le Samoa si trovano nel continente Oceanico a metà strada tra la Nuova Zelanda e le isole Hawaii. Lo stato insulare è diviso in due isole principali, Upolu e Savaii. Sulla prima isola si trovano l'aeroporto internazionale e la capitale Apia, che con i suoi 40.000 abitanti è l'unico centro abitato che si possa definire davvero una città. Essa ritiene dentro di sé gli elementi tipici della "civiltà": banche, catene di fast food, e persino tre università, in uno stato in cui il livello di istruzione è molto elevato. Ma conserva un fascino particolare che mette in evidenza il suo passato coloniale, quando era porto di pirati, missionari, commercianti e persino soldati durante le due Guerre. Ottenuta l'indipendenza, Samoa vive adesso in pace retta dal suo monarca, seguendo le sue istituzioni sociali e gerarchiche, e vivendo naturalmente dei frutti della contaminazione occidentale. Samoa affianca le proprie tradizioni agricole al turismo, come fonte economica dell'isola, seguendo un programma comune a tutte le isole della Polinesia. Ma non sono stati loro ad adattarsi allo stile di vita dell'uomo bianco, bensì il contrario: ogni novità o elemento culturale proveniente dall'esterno è stato trapiantato e rivisto secondo una personalissima ottica samoana. Ad esempio nei giochi e nello sport. Il cricket, il tipico sport degli inglesi, è stato reinventato nel kilikiti, diventando più che uno sport una festa: squadre che non pongono limite al numero di giocatori, accogliendo chiunque voglia partecipare; regole, se esistenti, comprensibili soli ai samoani; ritrovi collettivi di squadre per eventi di gioco che durano giorni tanto da trasformarsi in un festival, con tanto di canti, balli e cibo con una regola ben precisa: la squadra che non può fornire abbastanza roba da mangiare automaticamente perde la partita. Di contro, i samoani sono grandi campioni di wrestling e di rugby: in quest'ultimo sport la squadra nazionale ha sempre avuto accesso alla Coppa del Mondo.

Anche la religione è stata reinterpretata: Samoa è un paese per lo più cristiano (anche se al suo interno la popolazione segue varie correnti del cristianesimo), ma anche il modo tutto indigeno con cui viene osservata la religione lascia spesso perplessi gli stranieri. E nonostante ciò i samoani sono ferventi credenti, e le loro cerimonie molto solenni. Ma ancora più solenne è il sistema della fa'amatai, che governa i rapporti sociali all'interno delle famiglie e tra di loro. Il matai è il capo patriarca della ‘aiga, una famiglia allargata. Egli è il custode delle tradizioni e fà sì che vengano osservate e rispettate. Gestisce beni, ricchezze e cibo e si assicura che tutti abbiano un'equa parte. Tutto il metodo di vita samoano prevede una serie di regole e norme comportamentali che osservare è un obbligo, e spesso vanno al di là della comune etichetta. Un samoano è inoltre responsabile per il comportamento di un suo ospite, e se quest'ultio disattende un'osservanza, l'altro può incorrere in una multa. Nonostante ciò il popolo samoano è ospitale e accogliente, e si aspetta che il suo atteggiamento benevolo venga appunto ricambiato con l'assoluto rispetto per il suo stile di vita.

COSA VEDERE E COSA FARE.

Cascate di Upolu, Samoa

Foto di Anna

Siamo in un paradiso tropicale. Le spiagge sono la nostra meta principale. Molte di queste però non sono adatte al nuoto, quanto semmai all'attività di snorkeling grazie alla ricca fauna ittica della barriera corallina. Per lo stesso motivo attività sportive come il surf non sono consigliate, anche se molti appassionati decidono comunque di sfruttare le condizioni atmosferiche al di là della barriera. Ma in una vacanza alle Samoa il tempo dedicato esclusivamente all'abbronzatura sulla spiaggia è sprecato. Bisogna muoversi e visitare le due isole principali, che offrono ricchezze naturali inestimabili. Soprattutto Savai, che è quella più tradizionalista e meglio conservata, poiché ha subito di meno l'influenza dell'uomo bianco. Laddove Upolu, essendo anche sede della capitale e del governo amministrativo, è un po' più moderna e anche più tollerante nei confronti del turista e della sua osservanza delle regole locali (ma attenzione, poiché su alcune non si eccepisce assolutamente: il topless in spiaggia, ad esempio, è severamente proibito). Apia è una città che va visitata per il semplice fatto di essere la capitale, ma non offre granché di interessante a parte gli edifici amministrativi e il Museo di Samoa. Vale la pena però una bella passeggiata sul lungomare. La città è comunque il punto di partenza per le numerose escursioni. Recatevi intanto al vicino villaggio di Valima, che fu l'ultima residenza del celebre scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (L'isola del tesoro, per intenderci). A Valima visse gli ultimi quattro anni della sua vita, e la sua casa è stata trasformata in un museo molto ben curato. Salendo poi sul monte Vaea, che sovrasta Apia, si può accedere alla sua tomba.

Entrambe le isole di Upolu e Savaii sono ricche di foreste pluviali, cascate, parchi nazionali, caverne, e altri siti naturali. Chi vuole immergersi nella natura più totale e allontanarsi dalle modernità occidentali dovrà fare un salto sulla più grande isola di Savaii. L'isola si caratterizza soprattutto per i siti originatesi grazie all'attività vulcanica del monte Matavanu: i campi di lava creatisi con le eruzioni del 1905-11 e i soffioni lavici di Taga. Le Caverne dei Nani e quelle di Peapea sono vaste e profonde, e occorre una guida esperta per visitarle. Le riserve naturali della foresta pluviale della penisola di Tafua offre un'eccellente birdwatching. Le cascate di Olemoe sono tra le più belle che potete trovare a Savaii. D'altro canto la piccola isola di Upolu non è da meno in quanto a bellezze naturalistiche. Il parco nazionale di O Le Pupu-Pui è la sede del monte Fito, il più alto delle Samoa con i suoi 1100 metri. Le cascate qui sono più accessibili, e tra queste ci sono le divertentissime Papase'ea: uno scivolo naturale vi permetterà di tuffarvi direttamente dalle cascate nella piscina sottostante. Ancora più spettacolari sono quelle di Papapapai-Tai, con il loro salto di 100 metri. Inoltre da Upolu si possono raggiungere, tramite imbarcazioni private, numerose piccole isole vicine come Manomo, Apollima e Namua. Si tratta di piccoli atolli incontaminati dove vivono pochissime persone nelle loro fale, le abitazioni tipiche samoane: sarete totalmente a contatto con le Samoa più primitive, e per questo dovrete sforzarvi ancora di più di rispettare la cultura locale, in quanto questi non sono luoghi turistici. Ma ne vale la pena per le spiagge uniche dove potrete fare il bagno. A proposito di spiagge: dovunque andrete esse appartengono tutte al villaggio più vicino, per cui ogni volta che vorrete accedervi dovrete chiedere il permesso e pagare una piccola somma agli abitanti.

QUANDO ANDARE E COME ARRIVARE.

spiaggia delle Samoa

Foto di Marques Stewart

Le Samoa godono di un clima ottimale tutto l'anno: la temperatura più bassa è quella di 20°, mentre quella più alta può arrivare anche ai 48°. Le isole però soffrono il problema dei monsoni, quindi per non rovinare le vostre vacanze al mare meglio non a dicembre o gennaio ed evitare la stagione umida tra novembre e aprile. Il periodo tra maggio e ottobre è il migliore, e infatti è quello dove si svolgono i maggiori eventi, come il Teuila Festival, un enorme appuntamento con la cultura popolare. Per poter atterrare all'aeroporto internazionale di Faleolo, 35 km da Apia, dovete necessariamente passare prima per la Nuova Zelanda, l'Australia, le Fiji, le Hawaii o Los Angeles, gli unici aeroporti da dove partono voli diretti per Samoa. I collegamenti aerei tra Upolu e Savaii avvengono tra gli aeroporti rispettivamente di Fagali’i e Ma’ota. In alternativa potete affittare delle imbarcazioni, da soli o all'interno di escursioni. Nelle isole ci sono servizi di autobus e taxi, ma sono alquanto irregolari, quindi meglio noleggiare un auto in proprio.

[In apertura: foto di Matti]