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10 Dicembre 2014
23:47

Stanchi delle donne? In Europa c’è una repubblica che non le fa entrare

Un luogo misterioso ed affascinante, dedicato alla preghiera ed alla devozione. Il Monte Athos è considerato come una sorta di paradiso in terra, dove regna il silenzio e la spiritualità dei monaci ortodossi che vivono nei 20 monasteri che si arrampicano fra le rocce. Curiosità: manco gli animali femmina possono entrare.
A cura di Stefania Lombardi
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Arrampicati tra le rocce greche, in un luogo spettacolare a strapiombo sulla vallata sottostante, sorgono monasteri misteriosi e suggestivi, dove vigono regole particolari e la vita scorre come in un'altra dimensione. Ancora oggi le donne non possono accedere a questo luogo sacro, considerati il cuore spirituale del cristianesimo ortodosso. Il Monte Athos forma una Repubblica autonoma dello stato Greco che occupa quello che viene definito il terzo dito, ossia la propaggine più orientale della penisola Calcidica. Sulla sommità di questa montagna sacra sorgono 20 monasteri abitati da più di 3 mila monaci. Formano uno dei luoghi sacri più affascinati ed inaccessibili del mondo, dove per poter accedere, oltre ad essere uomini, bisogna ottenere un permesso speciale che vale 4 giorni. Le donne sono del tutto escluse e possono ammirare questo luogo solo da lontano, infatti devono tenersi ad una certa distanza, poichè i monaci sostengono che la presenza delle donne li indurrebbe in tentazione, e dato che il Monte Athos è dedicato alla Vergine Maria, quella è anche l’unica divina presenza femminile consentita e che non va contaminata.

La Repubblica monastica del Monte Athos è la dimora di eremiti ortodossi, la cui regola fu approvata dall'imperatore d'Oriente Costantino. Tante storie e leggende sono legate a questo luogo, e recentemente è stato protagonista di una ribellione da parte dei monaci che si sono asserragliati nei loro luoghi sacri rispondendo ai tentativi di irruzione della polizia, con metodi poco ben poco ortodossi. I monaci, da sempre rispettosi di una rigida etica, hanno abbandonato le regole di non violenza lanciando pietre e bottiglie molotov alla polizia. Anche il modo per raggiungerlo è particolare, infatti non esistono strade, queste terminano nel piccolo paesino di Ouranoupolis, dal quale quotidianamente parte un traghetto che porta i turisti, dal quale possono scendere solo gli uomini. Sicuramente una visita insolita durante le vacanze in Grecia.

Le donne non possono entrare
La storia del luogo sacro
Come fare per visitare il Monte Athos
I 20 monasteri: la mappa
Dormire in un Monastero
L'autonomia della  Repubblica monastica del Monte Athos
Come arrivare al Monte Athos

Le donne non possono entrare

[Foto di Leon Hart]

Il Monte Athos è uno dei luoghi perfetti per chi cerca delle vacanze da eremita, peccato che a vivere questa esperienza possano essere solo gli uomini. Infatti, uno degli aspetti che rende la Repubblica Monastica del Monte Athos più particolari e misteriosi, è il divieto di accesso alle donne. Anche se per molti può sembrare ingiusto e discriminante questa regola vige dal 1046, e vieta l'ingresso non solo alle donne ma anche agli animali di sesso femminile, tranne i gatti per cui viene fatta un’eccezione. Le donne sono considerate un elemento di distrazione nel percorso spirituale dei monaci e forse questa regola non sarà mai abbandonata. All'imbarco per il Monte Athos viene fatto un rigido controllo e le leggende narrano che il divieto è stato infranto solo una volta, da una donna che travestita da uomo riusci ad entrare in contatto con i monaci, poi scoperta fu immediatamente cacciata via. Si tratta dell'unico luogo al mondo totalmente proibito alle donne, che possono solo contemplarlo da lontano, infatti devono tenersi ad una distanza di 500 metri. La Chiesa ha chiesto più volte alla comunità di porre fine a questa discriminazione, ma il consiglio dei monaci ed il governatore Aristos Kasmiroglou non hanno voluto lasciare questa tradizione.

La storia del luogo sacro

[Foto di someone10x]

La Repubblica Monastica del Monte Athos come luogo di spiritualità e meditazione ha un'origine antichissima. Il suo nome deriva da uno dei giganti che presero parte alla ribellione contro i dei dell'Olimpo ed oggi è sede di 20 monasteri dedicati alla religione ortodossa. Le fonti narrano che su questo monte si trovo di passaggio la Madonna diretta in visita a Lazzaro e rimase talmente colpita dalla bellezza e dalla suggestione del posto che espresse il desiderio che fosse costruito un luogo di culto. Per questo il monte Athos è dedicato alla Madre di Dio e qui è presente il Giardino della Vergine, unica figura femminile che si trova sul Monte Athos. All'epoca di Costantino iniziarono a sorgere molte Chiese di cui la più importante fu la Grande Lavra, ancora oggi il più grande dei monasteri abitati dai monaci. Molti di questi provenivano dall'Egitto, da dove erano costretti a fuggire per l'avanzata verso nord degli arabi e dell'Islam. Questi luoghi si sono trasformati in piccole cittadine medioevale chiuse in possenti mura, in cui vivevano migliaia di religiosi dediti alla meditazione ed alla preghiera.

Il numero dei monaci, nel tempo si è ridotto ed ad oggi sono circa 2000, ma continuano a rispettare le loro rigide regole ed a garantire la sopravvivenza di questo luogo unico al mondo. Oltre ai monasteri ci sono anche tredici skite, che costituiscono una via intermedia tra il monachesimo collettivo e l'eremitaggio individuale. Il territorio è poi punteggiato da centinaia di celle, che vanno dalle grotte degli anacoreti agli agriturismi spirituali dei monaci che si dedicano alla produzione del vino ed ai prodotti tipici. Ognuna di queste aree appartiene ad un monastero e costituiscono una giurisdizione autonoma guidata da un abate. A loro volta tutti i monasteri formano la repubblica monastica autonoma del Monte Athos, retta da un parlamento di venti rappresentanti, uno per ciascun monastero, da un governo quadrumviro e da un primo ministro, chiamato protos. Insomma un angolo di paradiso dove essere soli con i propri pensieri, immersi nella natura, dimenticati da tutti, dove si può scoprire se stessi, sempre se siete uomini.

Come fare per visitare il Monte Athos

[Foto di someone10x]

Essere uomini non è l'unico requisito per accedere al Monte Sacro, ma bisogna ottenere un permesso speciale. Prima di arrivare sul monte sacro del cristianesimo ortodosso, infatti, i visitatori devono fare richiesta del Dhiamonitirion, un particolare visto per il soggiorno e la visita nel luogo. Solo con questo si può mettere piede nella Repubblica monastica del Monte Athos ed entrare in contatto con i monaci. Il permesso vale per quattro giorni, e per averlo bisognerà pagare 30 euro, ma può essere esteso per altre 48 ore facendone richiesta sul posto. Sulla montagna sacra ogni giorno sono ammessi pochissimi visitatori ed il permesso non viene concesso a tutti, infatti bisogna dimostrare che la visita ha motivi particolari, come ad esempio di studio, religioso, culturale ecc. Per ottenere questo visto speciale bisogna fare richiesta al consolato Greco in Italia, che presenterà la lettera al Ministero degli Affari Esteri di Atene o in alternativa alle autorità regionali competenti e cioè il Ministero di Macedenia e Tracia a Salonicco. Le donne dovranno accontentarsi del panorama visto dal mare, ed aspettare che il ritorno degli uomini che hanno ottenuto il permesso, non essendo gradite dai monaci.

La mappa dei 20 Monasteri del Monte Athos

Se siete tra i fortunati che potranno mettere piede sul Monte Athos, potrete visitare luoghi dal fascino incredibile, nascosti in questo lembo di terra, che sembra far parte di un altro pianeta. In cima al Monte sorgono 20 monasteri guidati da monaci che vivono rispettando con rigidità le regole del loro credo. Il Monastero più antico ed il più grande è il Grande Lavra, che risale al 963 d. c. e si trova sull'estremità orientale della penisola. E' una struttura austera racchiusa da possenti mura che sembra celare misteri e segreti. All'interno si trova un enorme cortile ai lati del quale c'è la chiesa ed il refettorio, il tutto circondato da cipressi. I visitatori all'arrivo vengono accolti da un monaco che controlla scrupolosamente il visto speciale. Se tutto sarà in regola il monaco tornerà con un bicchiere di liquore all'anice come segno di benvenuto. Altro monastero molto bello e suggestivo è quello di Esphigmenou, famoso per la dura resistenza dei monaci contro la polizia. Infatti dentro le mura di questo monastero i monaci si sono asserragliati per ribellarsi all'ingiunzione di sfratto richiesta della Chiesa Ortodossa, utilizzando anche metodi poco ortodossi, come lanci di pietre e bottiglie molotov.

Si prosegue per il monastero di Simonpetra, uno dei più recenti, ma costruito in una posizione spettacolare, come quello di Grigorius, che appare tra le rocce, quasi a formare un tutt'uno con la montagna. Suggestivo è anche il complesso di Agiou Dionisiou che sembra quasi sospeso sul nulla ad un'altezza di ottanta metri sul livello del mare. Affacciato sul mare è il Dochiariou, che ospita la chiesa più grande del monte Sacro. Da visitare anche l'Iviron, retto da monaci georgiani, celebre per la biblioteca più antica della Repubblica monastica del Monte Athos, con 1381 manoscritti. In definitiva, per la loro posizione, per la loro storia e l'aria mistica che si respira, ognuno dei venti monasteri vale una visita. Oltre ai monasteri si contano circa 20 Skiti, delle piccole comunità costituite da monaci, che si trovano in luoghi quasi inaccessibili.

Dormire in un monastero

[Foto di Πεζοπορικός Όμιλος]

Chi riceverà il prezioso visto per visitare il Monte Athos potrà vivere appieno la vita monastica trascorrendo anche la notte in uno dei venti monasteri. In monaci infatti anche se accolgono pochi visitatori sono molto ospitali verso di loro. Per chi lo desidera per qualche giorno dovrà abbandonare le normali abitudini ma adattarsi alla vita dei monaci, per i quali il tramonto coincide con la mezzanotte e le prime luci dell'alba con l'ora della prima preghiera mattutina.  Il pranzo avviene verso le 11 e la cena verso le 17. Tutti i visitatori dovranno accettare queste regole e mangiare al tavolo con i monaci, i cui pranzi e cene di solito non durano più di 15 minuti.

L'autonomia della Repubblica monastica del Monte Athos

[Foto di Niz Mohamed]

Il Monte Athos è un territorio autonomo della repubblica ellenica, con statuto speciale. La repubblica ha una completa autonomia fiscale e doganale, una propria polizia che provvede alla sicurezza pubblica e leggi rigorosamente autonome. Ogni monastero è guidato da un'abate, eletto a vita dai propri monaci che guida la sua comunità che elegge ogni anno un proprio rappresentante all’assemblea di Karies riunendosi due volte la settimana come parlamento. I 20 abati invece si riuniscono 2 volte all'anno, mentre l’autorità civile dal 1926 rappresentata un Governatore greco che cura gli affari generali, nominalmente sottoposto all'assemblea dei priori delle comunità monastiche che hanno peraltro una loro  precisa scala gerarchica. Inoltre la Repubblica monastica del Monte Athos fa parte dell'area di Schengen, nonostante la contrarietà dei monaci all'ingresso della Grecia all'Ue, per il timore che potesse essere rimosso il divieto contro le donne. Negli anni questo divieto è stato duramente criticato dal Parlamento Europeo, indicandolo come una violazione della parità tra sessi e della libertà religiosa dei cittadini e delle cittadine, senza però riuscire a modificare la situazione.

Come arrivare al Monte Athos

Il Monte Athos si trova nella parte più orientale della Penisola Calcidica. Per raggiungere e visitare i luoghi sacri, o ammirarli solo da lontano per chi non può, si possono utilizzare delle imbarcazioni. Infatti non esistono strade che arrivano fino a questo luogo. Il traghetto proviene dalla città di Ouranopoli ed arriva al porto di Dafni, da dove una corriera porta alla minuscola capitale, Karyè. Ouranopoli si raggiunge facilmente in pullman da Salonicco. Per spostarsi tra i vari monasteri occorre fare affidamento agli stessi mezzi di trasporto dei monasteri, che all'occorrenza trasportano i visitatori, sui battelli che collegano i monasteri o le skiti sulla costa. I sentieri che collegano le varie zone sono spesso impervi e pericolosi da percorrere. Se si visita la località solo in barca, senza attraccare, esistono due tipi di escursioni che si possono compiere. La classica porta alla scoperta della porzione occidentale della penisola, mentre la seconda ruota intorno anche al lato orientale, e dura tutta la giornata.

[Foto principale di Malenki]

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