in foto: Civita di Bagnoregio. Foto da Flickr

Sono rimasti in 10, cercano di sopravvivere in questo posto che in realtà sta per morire. Sembra la trama di un nuovo reality show, in verità questo posto esiste davvero, ma potrebbe vivere ancora per poco. 10 sono gli abitanti che sono rimasti a Civita di Bagnoregio, un borgo da favola che si trova in provincia di Viterbo. Un paese arroccato su un colle di tufo continuamente minacciato da frane e spopolamento. Nonostante questo, la bellezza del posto fa si che ogni anno ci siamo circa trecentomila visitatori. La visione del posto è super suggestiva, infatti, a causa della sua posizione continuamente soggetta all'erosione, lo sperone di roccia su cui è adagiata la città va mano mano assottigliandosi.

Non si sa di preciso quando e se morirà, ma nel dubbio, meglio non tralasciare un tesoro del genere e visitarlo il prima possibile. Come è facile da intuire si raggiunge solo a piedi.

La magia del borgo
Come salvare Civita
Come raggiungere il borgo

La magia del borgo.

il paese che muore. Foto di Luigi Alesiin foto: il paese che muore. Foto di Luigi Alesi

La totale assenza di automobili rende l'atmosfera all'interno di Civita ancora più irreale. Il borgo di Civita di Bagnoregio, che è ancora in piedi, è incantevole da visitare. Esistono ancora le case medievali che oggi sono abitate dalle poche famiglie rimaste, tutto immerso in uno scenario magico dei calanchi argillosi, formatisi spontaneamente. Considerato uno dei borghi più belli d'Italia, appare come un mondo isolato da tutto e da tutti, la si raggiunge solo tramite un ponte pedonale in cemento armato di recente costruzione. Grazie alla sua particolarità il turismo è tanto. Ma si contano sulle dita di due mani quelli che vi abitano davvero. Un giorno il loro numero si ridurrà a zero.

Tra i monumenti c'è la Chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza principale e custodisce al suo interno il Crocifisso ligneo quattrocentesco, ritenuto miracoloso, cui è legata la processione del Cristo morto. La sera del venerdì santo la scultura viene portata in processione a Bagnoregio ma la tradizione vuole che essa ritorni assolutamente entro mezzanotte a Civita, pena la sua acquisizione della stessa dai bagnoresi.

La Porta di Santa Maria è stata attribuita al Vignola ed composta da due bassorilievi che raffigurano un leone che tiene un uomo con gli artigli, metafora della cacciata dei Monaldeschi. Da vedere anche il Palazzo vescovile, un antico mulino del XVI secolo e la casa natale di San Bonaventura. Degna di nota la Chiesa romanico-gotica dell'Annunziata, affiancata da uno slanciato campanile del 1735 e ricca di opere pittoriche.

Assolutamente da non perdere è il Belvedere, un balcone naturale dal quale ammirare il paesaggio irreale dei calanchi argillosi. Sul bordo orientale del Belvedere, dove c´era il convento francescano, è scavata nel tufo una grotta detta di S. Bonaventura.

Come salvare Civita.

La strada per Civita. Foto da Flickrin foto: La strada per Civita. Foto da Flickr

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Il nome di "Città che muore" fu dato da Bonaventura Tecchi, che aveva previsto una sorte che oggi diventa sempre più realistica e vicina. Questo gioiello incastonato nel colle tufaceo, colpito dall'erosione di due torrenti che scorrono nelle valli sottostanti, dalle piogge e dal vento, non può sopravvivere solo con la sua forza. La sua resistenza infatti necessita di un'enorme opera di manutenzione per difenderlo dalla natura stessa. Per salvare questo tesoro si è attivato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con un appello all'unesco, affinché, Civita e la Valle dei calanchi diventino Patrimonio dell’umanità.

Come raggiungere il borgo.

Bagnoregio si trova al confine fra Lazio e Umbria. Vi si arriva percorrendo la S.S. Cassia fino a Montefiascone e poi dirigendosi verso Orvieto, per incontrare dopo 10 chilometri il bivio da cui, a destra si prende la strada per Bagnoregio. Il borgo si può anche raggiungere da Viterbo, per mezzo della S.P. Teverina, parallela al corso del Tevere, o anche con l'Autostrada del Sole, uscendo al casello di Orvieto.

Con la macchina è possibile parcheggiare in Piazzale Battaglini o in una delle aree di sosta. Successivamente, una navetta predisposta conduce fino al ponte. Il biglietto si può acquistare a bordo al costo di un 1 euro.

In treno o bus si può scegliere o la stazione di Orvieto o quella di Viterbo.