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Volare dopo l’11 settembre tra paura, burocrazia e raggi X

Dieci anni fa la disgrazia ha colpito gli Stati Uniti dal cielo. L'11 settembre ha cambiato la percezione del mondo negli occidentali, influenzando profondamente anche il nostro modo di volare.

Volare dopo l'11 settembre tra paura, burocrazia e raggi X.

Quell’11 settembre la superpotenza non venne colpita con missili nucleari, come si poteva paventare un decennio prima, né in avamposti dislocati in Medio Oriente come è accaduto quotidianamente nel decennio successivo. Si adottarono mezzi civili per colpire edifici civili e mentre la televisione riprendeva tutto in diretta, per filo e per segno, si aveva la certezza, anche prima del Grande Crollo, che ai terroristi fosse riuscita l’impresa. L’Occidentale era stato colpito nella sua quotidianità. E aveva paura.

Da quel giorno il mondo è cambiato. Non solo gli Stati Uniti hanno deciso di adottare una particolare strategia di politica estera, ma anche la vita di tutti i giorni ha subito cambiamenti impercettibili, ma determinanti nella loro somma. Negli aeroporti si ha la misura più evidente di tale cambiamento: ogni passeggero, pur sottoponendosi con indolenza e distrazione ai controlli, sa qual è l’origine di tanta attenzione. E accetta tanta pignoleria perché ha ben vive nella memoria le immagini dell’11 settembre 2001.

Del resto, i terroristi dirottarono quattro aerei, superando i metal detector con coltelli e spray urticanti. A cadere nell’ondata polemica furono dunque – tra le altre – le compagnie aeree e le società che gestivano le diverse fasi di imbarco. Le misure immediatamente successive furono mirate ad intensificare i controlli. Fu da allora, quindi, che la burocrazia si fece ancora più sospettosa, la tecnologia più invadente e i divieti più stringenti. Il tutto per acquistare una maggiore capacità di controllo, non sempre sufficiente a dare al viaggiatore una sensazione di sicurezza. Vediamo, dunque, cosa è cambiato da allora per il viaggiatore.

LIQUIDI. La bottiglina d’acqua deve essere cestinata, così come lo shampoo, il dentrificio o o una qualsiasi bibita o sapone liquido. E’ questa una delle misure di sicurezza più note , tanto che subito dopo il chek-in troverete cartelli (e contenitori ad hoc dell’immodizia) che vi ricorderanno di non portare con voi bottiglie di una capacità superiore ai 100 ml. All’origine di questa misura di sicurezza, infatti, vi è l’impossibilità, senza particolari strumenti, di determinare con precisione la pericolosità di un liquido: tra un esplosivo e dell’acqua non vi è poi così tanta differenza.

PERSONALE. Dopo l’11 settembre è stato addestrato e selezionato in base alle nuove norme di sicurezza e secondo le nuove esigenze. Si noterà inoltre un numero più consistente di poliziotti e addetti alla sicurezza. Del resto la maggiore scrupolosità dei controlli ha allungato i tempi di imbarco, imponendo un maggior numero di addetti per sveltire le procedure.

BODY SCANNER. Il metal detector va lentamente in pensione. Arrivato l’anno scorso a Roma per i voli diretti verso l’America, il body scanner verrà diffuso ovunque, perché si possa essere certi che il passeggero non porti con sé nulla di pericoloso. Né nella sua borsa, né nelle sue tasche. Né altrove…

PASSAPORTO. Per viaggiare negli Stati Uniti è diventato obbligatorio il passaporto elettronico (o biometrico). Anche in questo caso, una misura adottata per viaggiare negli States sarà estesa a tutti i passaporti, indipendentemente dalla destinazione.

PORTA CORAZZATA. Per entrare nella sala di comando dell’aereo bisogna superare ora una porta corazzata. Si tratta di una misura di sicurezza chiaramente legata agli attentati dell’11 settembre e volta a scoraggiare azioni terroristiche mirate al dirottamento aereo.

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