E' quasi trasparente, inoltre, se si scappa, lei si inserisce nella corrente d'acqua delle gambe in fuga, e ti segue anche non volendo. E' la medusa, che per alcuni è solo una "scottante" seccatura, per altri un pericolo vero e proprio. La loro popolazione è talmente in crescita, che il Foreign and Commonwealth Office britannico (FCO) ha dovuto diffondere un avvertimento – quasi un allarme – per i bagnanti britannici pronti a raggiungere il Mediterraneo. Secondo l'FCO queste eleganti e fluttuanti gelatine popoleranno per tutte l'estate soprattutto le coste di Grecia, Spagna, Malta, Israele, Libano e – eccoci! – Sicilia e Sardegna.

Ogni anno sulle coste del Mediterraneo sono circa 150.000 i bagnanti soccorsi per le bruciature delle meduse. Basti pensare che normalmente questi animali planctonici usano i loro tentacoli per "pungere", paralizzarle le prede e, infine, mangiarle. Nel caso dell'uomo – specie per gli esemplari delle nostre coste – la puntura della medusa ha una funzione esclusivamente difensiva. L'effetto della puntura va dal semplice eritema – da medicare con soluzioni a base di bicarbonato di sodio, ammoniaca o aceto – a shock anafilattici, registrati comunque molto di rado in soggetti allergici. Nel Mediterraneo, del resto, non esistono specie mortali di medusa. Un pericolo, quello delle allergie, che comunque porta l'FCO a suggerire ai turisti di parlare con le autorità locali per capire dove fare il bagno.

Ma perché le meduse sono sempre di più? L'aumento della popolazione delle meduse accomuna il Mediterraneo ad una tendenza globale, strettamente connessa alle abitudini di pesca dell'uomo. La medusa, infatti, è sempre più sola nei mari. Spiega Stefano Piraino, coordinatore del programma Mediterrean JellyRisk che "stiamo soffrendo di un eccesso di pescaggio negli oceani, il che implica che stiamo uccidendo i pesci più grandi con conseguente riduzione della popolazione ittica, facendo fuori i concorrenti delle meduse e lasciando a loro più cibo".