La decisione era nell'aria già da tempo, nonostante l'avvertimento del sindacato degli assistenti di volo secondo cui, se dovesse arrivare il consenso all'uso dei cellulari a bordo, "volerebbero schiaffi tra i passeggeri". A dicembre del 2013 l’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) aveva disposto che era possibile accendere lo smartphone in volo, purché fosse sull'impostazione "aeroplano" o "in volo", dunque offline (come da video in chiusura). Ora l'agenzia ha comunicato che i passeggeri possono portare con sé smartphone e tablet in volo anche in modalità diversa. Insomma, diventerà possibile viaggiare e telefonare, volare e navigare. Partire per le ferie e lavorare (alla faccia di chi parla di tecnosctress… ).

La direttiva UE fa riferimento non solo a smartphone e tablet, ma a qualsiasi dispositivo che possa collegarsi alle reti di telecomunicazione, come ebook, lapdop, pc e lettori mp3. Tuttavia, avverte ancora l'Easa,

Sarà compito di ogni compagnia decidere di consentire l’uso dei device, dopo un processo di valutazione che verifichi la non interferenza dei segnali emessi dai device con le strumentazioni degli aeroplani. Per questa ragione potrebbero esserci differenze tra le scelte delle diverse compagnie aeree su quando e come gli strumenti elettronici possano essere usati.

L'Easa rimanda dunque alle singole compagnie la decisione se far utilizzare o meno i dispositivi. I passeggeri dovranno infatti conformarsi alle indicazioni del personale di bordo, ma è probabile che in un mercato sempre più concorrenziale anche questo elemento diventi oggetto di valutazione da parte del viaggiatore, suggerendo alle compagnie la massima liberalità possibile. Sarà importante anche valutare la nazionalità e la provenienza del volo per conoscere le singole normative in materia e l'effettiva possibilità di potersi collegare alla Rete.