La vita nelle favelas | Come visitare una baraccopoli brasiliana
Tour in una favela | Le principali favelas di Rio

Bambini giocano a pallone in una favela brasiliana
in foto: Bambini giocano a pallone in una favela brasiliana

Un viaggio spesso ci porta il luoghi meravigliosi a volte coperti da un'aria fatata che nasconde le realtà più cruda del paese. Conoscere quello che c'è dietro il turismo di massa, visitare i luoghi che fanno da contraltare alla ricchezza può farci scoprire la vera anima di una città. In un paese meraviglioso come il Brasile dietro alle spiagge, ai colori del Carnevale ed ai paesaggi incantevoli si nasconde una realtà ben diversa dove povertà e delinquenza la fanno da padrone. Parliamo delle famose favelas, delle vere e proprie baraccopoli dove la bella vita carioca dei locali di lusso è solo un'illusione. Le abitazioni sono arroccate le une sulle altre e spesso sono costruite con mattoni e scarti di immondizia. Qui non è lo stato a comandare, si tratta di territori gestiti quasi sempre da narcotrafficanti che comandano a proprio piacimento e si sostituiscono all'amministrazione statale: danno cibo e lavoro, decidono cosa è permesso e cosa no, spesso anche chi può entrare e chi no. Ma le favelas sono molto di più di un semplice problema di sicurezza, sono la miniera dove nasce il Brasile più caliente e popolare, sono il luogo dove respirare la vera anima del Brasile. Basti pensare a quante volte abbiamo sentito le storie dei calciatori più famosi al mondo, che sono nati proprio in questi luoghi e grazie al loro talento sono diventati qualcuno, conservando sempre un legame indissolubile con questa terra così contraddittoria.

Il termine favela deriva dal nome di una pianta che cresce nei terreni aridi del Brasile, in particolare nei terreni in cui si i militari brasiliani combatterono contro i ribelli. Alla fine dell'800 i reduci di queste guerre si ritrovarono senza casa e non vennero pagati dallo stato brasiliano, così occuparono le colline di Rio de Janeiro e vi costruirono le loro case abusivamente. In particolare nella grandi città come Rio de Janeiro, Salvador de Bahia e San Paolo anche i più rinomati luoghi turistici non possono fingere che non esistano miseria e violenza. Perché basta girare l'angolo e ci si trova di fronte alle casupole arroccate con i bambini che chiedono qualche spicciolo. Le baraccopoli più famose al mondo sono quelle di Rio de Janeiro, qui vive un terzo degli abitanti della città della samba e del Carnevale. In queste zone le condizioni di vita sono estreme, poca igiene, violenza, droga e tossicodipendenza, le viuzze delle favelas sono dei veri buchi neri dove la delinquenza cresce e si rifugia. La Favela più antica è Providencia, la più grande è Rocinha, nella zona Sud della città, la più cool è Vidigal. Ma attenzione, non tutte sono il regno caotico della malavita e del degrado, molte sono la casa di comunità accoglienti e bendisposte, permeate da una vibrante atmosfera artistica e invitano all'acquisto delle loro creazioni per il supporto dell'economia locale. Nonostante ciò, meglio non avventurarvisi mai da soli, ma sempre avere il supporto di una guida turistica.

La vita nelle favelas

Foto da Flickr
in foto: Foto da Flickr

Nascere in una favelas non prospetta una delle vite più tranquille e pacifiche del mondo. Gli abitanti di una favela vivono con meno di 100 dollari al mese. Povertà e criminalità sono la realtà di tutti i giorni e la droga e le lotte tra gang scandiscono le giornate mai completamente tranquille. Le case sono costruite con diversi materiali di scarto, dai mattoni alle lamiere di Eternit, alcuni recuperati dall'immondizia e dalle discariche a cielo aperto. Non ci sono fognature né acqua potabile e come è facile da intuire le condizioni igieniche sono pessime. Queste sono solo alcune delle condizioni "disumane" in qui si vive in molte favelas, dove ci sono soprattutto bambini. Però bisogna sottolineare che negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. E gli sforzi per rendere queste zone più vivibili sono stati tantissimi. Oggi la vita nelle favelas è migliorata, ed in alcuni casi pare addirittura normale. Ci sono barbieri, bar, estetisti, ci persino palestre  soprattutto le porte delle case sono sempre aperte, nessuno sembra temere il prossimo. I bambini giocano a pallone e in alcune baracche non mancano televisioni, satellite e in alcune zone c’è persino il wi-fi. A contribuire a questo cambiamento è stata anche l'assegnazione al Brasile di importanti eventi internazionali, come la Coppa del Mondo. La decisione più importante fu quella di introdurre le UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) che hanno ripreso in mano il controllo della zona e hanno reso alcune dozzine di favelas molto più sicure, tutto a beneficio dei visitatori e degli abitanti stessi.

Come visitare una favela

Favela di Morro do Alemão. Foto di annaspies
in foto: Favela di Morro do Alemão. Foto di annaspies

Durante un viaggio a Rio oltre alle spiagge ed alla bella vita bisognerebbe visitare anche la parte più povera che mostra il vero volto della città. Per visitare le favelas è consigliabile partecipare ad un tour guidato ed affidarsi alle associazioni che organizzano questi tour di turismo sociale. E' possibile partecipare ai cosiddetti Favela tour, veri e propri tour turistici offerti agli stranieri negli hotel, ostelli e agenzie dove con un pulmino si viene portati in giro per una favela con alcune soste per scattare le foto e fare degli acquisti. In realtà questo modo di visitare le baraccopoli è molto artificioso poichè permette solo di in parte di entrare a contatto con la realtà sociale, considerandola una mera attrazione da vedere. Un altro modo, di sicuro più suggestivo, è contattare direttamente un'associazione che lavora all'interno e spendere parte del proprio tempo per dare una mano o semplicemente passare dei giorni in loco giocando coi bambini, aiutando a pulire e cucinare, mettendosi in prima persona in qualche iniziativa. Tra queste, una proposta molto interessante è quella di Projeto Morrinho, che realizza tour guidati della favela di Vila Pereira da Silva. Duante il tour si può conoscere il lavoro dei giovani artisti inseriti nel progetto. In molte comunità esistono programmi culturali, attività educative e fenomeni artistici molto innovativi. In alternativa potete entrare in contatto con una delle numerose organizzazioni non governative che operano nelle baraccopoli della città e chiedere di essere accompagnati per una visita dei loro progetti. Un'altra associazione importante è Cicac, Centro Integrado de Apoio a Crianças e Adolescentes de Comunidades, che lavora nella favela Parada de Luca.

Tour in una favela

Favela di Rocinha. Foto di Alex
in foto: Favela di Rocinha. Foto di Alex

Perchè dovremmo visitare una favela? Cosa c'è di interessante nel vedere immondizia, fogne a cielo aperto e case fatiscenti? Ebbene nonostante questo entrare in una favela è un'esperienza indimenticabile. Da un lato la miseria sarà visibile da subito, ma dall'altro si vede anche la gioia di persone che sanno vivere con poco. Alcune immagini rimarranno impresse per sempre, come quelle dei bambini che fanno la guardia imbracciando fucili, o le fogne a cielo aperto. Ma accanto all'immondizia ed al degrado c'è l'immensa vitalità della favela, con centinaia di bambini, ragazzi e persone che vivono in povertà e a contatto con la violenza ma con un grande spirito. Insomma stare in favela è un’esperienza unica ed eccezionale, terrificante e al tempo stesso meravigliosa, ed è irrinunciabile per chi voglia davvero conoscere il Brasile.

Le principali favelas di Rio

Case nella favela di Rocinha. Foto da Flickr
in foto: Case nella favela di Rocinha. Foto da Flickr

Nella sola città di Rio si trovano all'incirca 700 favelas. Ognuna è diversa dall'altra e ha delle caratteristiche che ne determinano anche la maggiore o minore sicurezza. La favela più grande di Rio e del sud america è quella di Rocinha situata sulle colline della zona sud, con uno dei panorami più belli del Brasile, che mostrano il contrasto tra la grande baraccopoli e gli edifici lussuosi disposti lungo la costa. Qui vivono circa 150.000 persone e dispone delle migliori e più sviluppate infrastrutture rispetto alla maggior parte delle altre favelas. La seconda favela in termini di grandezza si trova a Vila Conoas situata più sud di Rocinha a ridosso della spiaggia di Sao Conrado. La cosa che la rende particolare è che proprio a fianco si trova un golf club. Un a favela che tutti abbiamo visto, ma probabilmente non sappiamo neanche è quella di Santa Marta. Il video di Michael Jackson "They don't take care about us" l'ha resa famosa agli occhi del mondo. Questa è la prima favela ad essere stata ripulita nel 2008 ed è visitabile in tutta sicurezza dai turisti. Santa Marta è la favela più piccola di Rio e presenta un panorama eccezionale che si può ammirare salendo sulla funivia che porta sulla parte più alta, che permette uno sguardo che va dal Cristo Redentor fino alla Lagoa ed alla baia di Guanabara. Inoltre qeta favela è stata protagonista del progetto Haas & Hahn. Grazie a questo la Praça Cantão, la piazza all’entrata di Santa Marta, è diventata un simbolo della città quando il duo olandese Haas & Hahn dipinse le case con colori luminosi.

La favela Vidigal situata sul Morro Dois Irmãos è una delle più sviluppate. Tavares Bastos, invece, è noto per la sua grande vita notturna. Dall’autentico Baile Funk brasiliano all’immancabile Samba, la musica scorre irrefrenabile nelle vie della baraccopoli. La fortuna musicale di questa favela si deve a Bob Nadkarni, un idealista inglese e antico giornalista della BBC che si trasferì qui negli anni 80′ e si dedicò per i successivi 20 anni alla costruzione di quella che oggi è una pensione famosa da queste parti, con uno splendido bar panoramico. Il Maze, chiamato in questo modo per la sua struttura simile a quella di un labirinto, ospita due volte al mese la festa del jazz sulla terrazza del bar, una festa che attira centinaia di fan da tutta la città e che merita una visita. Da vedere anche il quartiere di Botafogo, sempre affollato, incasinato e pieno di vita, di attività commerciali, di gente che sfreccia da una parte all’altra per rincorrere un autobus, un taxi, o un turista.