5 Gennaio 2013
19:08

Visita ad Harlem: il cuore nero di Manhattan a New York City

Harlem è il cuore della comunità afroamericana di New York. Musica gospel, jazz club e soul food scandiscono la vita di questo quartiere, una volta considerato pericoloso, ma che oggi sta vivendo un forte rinascita grazie alla sua vivacissima anima.
A cura di Stefania Lombardi

[Foto di Justin Nelson]

Harlem è un quartiere di New York con una viva anima culturale, è considerato il tempio della musica grazie alla presenza del celebre Apollo Theater, è famoso per i murales dedicati a Michael Jackson e per i mille localini nascosti in cui si suona il miglior jazz della città. Harlem è lo storico quartiere Afroamericano che si estende nella zona nord di Manhattan, fino alla zona di Central Park. Nonostante in passato è stato considerato alla stregua di un ghetto pericoloso, oggi sta risorgendo a nuova vita, grazie a nuove costruzioni ed ad un'attività culturale molto ricca. Anche se anche qui stanno cominciando a sorgere i grandi grattacieli che caratterizzano New York, c'è ancora un pò di spazio per il verde, infatti la cittadina è percorsa da  grandi vie alberate ricche di edifici storici e di strade con le tipiche Townhouse. Una delle maggiori attrazioni di Harlem è costituita dai cori gospel eseguiti durante le cerimonie religiose, e molti turisti visitano il paese durante il loro viaggio in Usa proprio per assistere a queste vere e proprie performance spettacolari.

Harlem è stata una colonia olandese del 1600, non a caso il nome riprende quello di una città olandese. Per circa duecento anni Harlem fu sostanzialmente abitata da olandesi fino a che a metà dell'800 cominciarono ad arrivare molti coloni irlandesi, inglesi e tedeschi da New York che stava vivendo una incredibile espansione demografica. Attorno al 1880 il nuovissimo collegamento ferroviario con New York diede nuovo impulso allo sviluppo di Harlem, tanto da farlo divenire uno di quartieri più eleganti della città. Gruppi di afroamericani vivevano ad Harlem già dal 1880, ma nella prima parte del 900 moltissimi afroamericani, attratti da una vita migliore, cominciarono a trasferirsi dal sud del paese verso il nord e molti si fermavano ad Harlem anche grazie ad affitti estremamente bassi ed alla grande abbondanza di abitazioni. Questa grande comunità nera costituì anche un forte richiamo per artisti ed intellettuali neri, ed Harlem divenne un centro di mitici locali di musica Jazz, come il Cotton Club o l'Apollo, furono il palcoscenico per artisti ed orchestre famose. La grave crisi economica della fine degli anni 20 fece precipitare Harlem in una situazione drammatica, con metà della popolazione disoccupata. Dal 1980 è iniziato un programma di ristrutturazione che ha invertito questa tendenza facendo di Harlem una delle principali mete turistiche di New York City.

Cosa vedere ad Harlem
La musica Gospel
Dove mangiare e divertirsi

[Foto di Dan DeLuca]

Cosa vedere ad Harlem

Il quartiere di Harlem è uno dei quartieri più genuini di New York, dove le facciate dei palazzi e le strade non hanno nulla a che vedere con il pericolo che siamo stati abituati a vedere per anni nei film. Il quartiere nero dove si andava timorosi e dove i tassisti non proseguivano ora è animato di giorno e di sera da newyorkesi e da turisti, attirati da negozi e ristoranti, e non più solo dalle messe domenicali con cori gospel o da serate di jazz all'Apollo Theater. La via principale di Harlem è Lenox Avenue in cui si trovano molto negozi e locali celebri. Nella zona ovest si trova la prestigiosa Columbia University, che è una delle più antiche università degli USA, e si estende per oltre 6 isolati con costruzioni neoclassiche ed ampi prati.

Durante la visita ad Harlem c'è la sosta obbligatoria alla cattedrale St. John the Divine, famosa per essere la più grande chiesa del mondo in stile neogotico. Continuando verso nord si incontra la Riverside Church, una struttura gotica alta ben 21 piani, dove all'interno è conservato il carillon più grande del mondo. Altra struttura religiosa la Abyssinian Baptist Church, una vera e propria istituzione afro-americana, dove la domenica si può assistere alle spettacolari performance del coro gospel. I riti della Chiesa appaiono molto informali, arricchiti dai suoni e canti gospel intonati da bellissime voci, che rendono tutto l'ambiente molto suggestivo e mostrano uno spaccato di storia, di sentimenti, di vitalità, di fierezza di tutto il popolo afroamericano. La strada principale, Lenox Avenue ci conduce fino allo Studio Museum, dove oltre agli archivi storici sono presenti bellissime esposizioni multimediali di artisti di colore.

[Foto di Paul Lowry]

L'Apollo Theater è uno dei più famosi club musicali degli Stati Uniti ed il più noto al mondo per quanto riguarda gli spettacoli di musicisti afroamericani. E' stato aperto nel 1913 come una music-hall per soli bianchi e nella sua storia il suo palco è stato solcato da artisti come Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Aretha Franklin e Duke Ellington. La sua storia è stata abbastanza travaglia, infatti negli anni sessanta e settanta il club subì un pesante declino, ma si risorse presto nel 1983 grazie allo stanziamento di nuovi fondi, fino al 1991 quando è stato acquistato dalla città di New York, che lo ha dato in gestione alla Apollo Theater Foundation Inc. Altro luogo da non perdere ad Harlem è il Cotton Club, simbolo dell'era del proibizionismo. Qui domina la cosiddetta cucina soul, che ha la finalità di sollevare gli animi al pari del gospel, con i suoi cibi molto sostanziosi accompagnati dall'immancabile musica jazz.

[Foto di anaru]

La musica Gospel

Partecipare ai canti gospel delle chiese battiste è un'esperienza unica, che toccherà profondamente anche chi non è interessato alla religione. La tradizione del gospel nasce attorno agli anni 30 tra le etnie afroamericane e mescola blues, boogie woogie e stile a cappella, ed oggi è diventata una vera e propria meta di turismo di massa. Tanto che oggi non rientra più tra le cose da vedere gratis a New York, ma nella maggior parte dei casi sarà richiesta un'offerta; infatti i turisti sono diventati una risorsa importante per il mantenimento delle chiese.

Le messe cantate si celebrano la domenica, nelle principali chiese battiste del quartiere. L'ingresso è consentito a tutti, ma è bene vestirsi adeguatamente, poichè si tratta sempre di una chiesa, e si potrebbe turbare la serenità dei partecipanti. Agli occhi dei fedeli, le messe cantate rimangono funzioni sacre e non tutte le accolgono volentieri i visitatori di passaggio. E chi lo fa, spesso vieta le fotografie e chiede i presenti di restare per l’intera durata della messa, per evitare il via vai. Le principali chiese dove è possibile assistere a suggestivi spettacoli gospel sono l'Abyssinian Baptist Church, la Canaan Baptist Church, l'Antioch Church e la Bethel Gospel Assambly.

[Foto di numb3r]

Dove mangiare e divertirsi

Il vero sapore di Harlem è il soul food, la cucina tradizionale della popolazione afro-americana. Questa cucina ha avuto origine nel sud degli Stati Uniti e oggi è diventata molto richiesta ed offerta in ogni parte del mondo. Ma in realtà soul food non è solo cibo, ma è pensiero, arte, storia, sentimento, musica; infatti come cento anni fa anche adesso le famiglie nere dedicano un tempo lunghissimo per dare anima e sapore ai cibi. La cottura viene costantemente sorvegliata trasformando prodotti poveri in pasti regali. Il soul food si è diffuso in tutti gli Stati Uniti a partire dagli anni 40 quando la first lady Eleanor Roosvelt, dopo aver licenziato il personale bianco, perchè troppo caro, aveva assunto anche cuochi africani. E fu così che il modo di cucinare dei cuochi di colori iniziò a diffondersi ovunque, nelle fabbriche ghetto di New York, nei ristoranti, nelle fattorie, nei locali jaz. Il soul food adesso è di moda anche se è una cucina un pò troppo carica per chi vuole rimanere leggero, ma per la gente afro è sinonimo di orgoglio, significa riappropriarsi della propria identità culturale.

I locali dove si può mangiare ad Harlem sono infiniti, ma il ristorante più famoso è Sylvia’s, dove si ordinano le celebri barbecue rib. Fu fondato nel 1962 da Sylvia Woods, e da un piccolo bancone è diventato una vera istituzione che ha ospitato tra gli altri Nelson Mandela, Bill Clinton e Magic Johnson. I piatti che hanno fatto la fama di Sylvia’s sono costolette di maiale alla brace, braciole di maiale, pollo fritto, le verdure miste note come collard greens e la pasta nota con il nome di macaroni and cheese. Ed infine, se c'è ancora posto peach cobbler, un dessert alla pesca. Un locale meno turistico è il  Melba’s, con un menu leggero, ospitalità calorosa ed un'ambiente moderno. Oppure, l'Amy Ruth’s: conveniente e popolare, con piatti che prendono il nome da noti personaggi afro-americani, presidente Obama compreso.

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