18:56

Aeroporti strani, pericolosi e bizzarri: l’arte dell’atterraggio e del decollo

Piste di atterraggio su ghiaccio, costruiti su un'isola, velivoli che sfiorano i tetti dei palazzi... la paura di volare è comprensibile, ma allora che dovrebbero dire quelli che fanno atterrare e decollare gli aerei in posti come questi?

Aeroporti strani, pericolosi e bizzarri: l'arte dell'atterraggio e del decollo.

- Ma tu lo sai pilotare un aereo? – Pilotare sì… atterrare, no.

Indiana Jones e l’ultima crociata

Effettivamente la bravura maggiore di un pilota di aerei non sta tanto nel far decollare il velivolo e tenerlo in volo sulla rotta giusta, quanto nel farlo atterrare come si deve. Sarà per questo che in Italia vive la tradizionale usanza di far partire un entusiastico applauso ogni volta che le ruote toccano la pista d’asfalto. Un riconoscimento alla perizia del pilota? O un gesto liberatorio da parte di chi ancora teme questo modo di viaggiare, magari anche solo inconsciamente? È un argomento che fa riflettere, soprattutto sotto l’ottica di quello che andremo a parlare adesso. Quella che segue è una selezione di alcuni tra gli aeroporti più strani del mondo, effettuata tramite una ricerca su un argomento che nel web è impazzato per un po’. Da quando il quotidiano inglese Daily Telegraph pubblicò un paio di anni fa una classifica degli aeroporti più strani, bizzarri e pericolosi del mondo: l’articolo scatenò la fantasia degli internauti che partirono alla caccia dei vari aeroporti del pianeta per compilare il loro elenco personale, quasi sempre riproponendo quelli dell’articolo. Noi vogliamo rinverdire un po’ questa ricerca, dando un occhio a quelli già elencati dal giornale e aggiungendo all’elenco due o tre scoperti da noi.

Aeroporto di Lukla in Nepal, foto di Philip Milne

Aeroporti pericolosi. Quindi, si parlava della bravura dei piloti che riceveva un meritato applauso. Eppure sono in tanti nella categoria a saper fare atterrare un aereo su una pista d’asfalto lunga chilometri: ci mancherebbe anche che sbagliassero. Quello che forse non tutti sono in grado di fare è pilotare il velivolo all’interno di strette valli incastonate tra alti monti, individuare la pista e portare giù il ragazzo su piste di dimensioni ridotte. Accade in molte parti del mondo. A Paro nel Buthan, o a Tegucicalpa nell’Honduras, dove gli aerei devono compiere spericolate manovre di alta perizia prima di poggiare finalmente le loro ruote. Che dire poi di tutte le minuscole piste nelle varie isole dei Caraibi? La più celebre è quella del Princess Juliana di Saint Marteen, che inizia proprio dalla spiaggia, dove i bagnanti si vedono quasi sfiorare la testa dal carrello. Ma a ben vedere il problema in questi casi non è solo nell’atterraggio, quanto nel decollo: il rischio che l’aereo non si sollevi è maggiore se si pensa di poter finire dritti in mare o, peggio, in un precipizio. Come nel Tenzing Hillary di Lukla in Nepal, la cui pista in mezzo alle montagne termina dopo appena 1500 metri su uno strapiombo, quindi il pilota sì che deve mostrare notevole bravura nel decollare al momento giusto.

Aeroporto di Courchevel, foto di Stephen Fulljames

Aeroporti strani. Be’, al giorno d’oggi cosa è strano? L’ingegneria moderna ci ha abituato a tante di quelle meraviglie, che ormai niente ci appare più fuori dall’ordinario. Stupisce quindi che il Telegraph inserisca nella lista l’Aeroporto del Kansai in Giappone, situato su un’isola artificiale a 3 km dalla costa, soprattutto quando si trova in uno dei paesi al mondo più all’avanguardia in fatto di tecnologia (ma il progetto è dell’italiano Renzo Piano). E che non consideri poi piccoli gioielli come l’aeroporto di Malè, la capitale delle Maldive, costruito direttamente sulla vicina Hulhulè Island, una piccolissima isola di cui copre tutta la superficie. Tra le stranezze, il giornale cita la leggenda che circonda il Denver International, secondo la quale ospiterebbe nel suo sottosuolo un campo di concentramento: fantasia alimentata anche dal fatto che la struttura dell’aeroporto vista dall’alto assumerebbe la forma di una svastica. Non sarà strano ma è sicuramente particolare l’aeroporto dell’isola di Ko Samui in Thailandia: è tutto open space, ad eccezione di un piccolo negozio di souvenir. Strani vengono invece considerati dal Telegraph l’aeroporto di Barra in Scozia, le cui piste sono spianate direttamente sulla sabbia tanto che l’alta marea può anche sommergerle; o quello delle isole Svalbard dove gli aerei atterrano sul permafrost. Niente di particolarmente eccezionale se si pensa che in Antartide i piloti devono compiere acrobazie per poggiare delicatamente le ruote su piste di ghiaccio.

Aeroporto di Gibilterra, foto di kimhollingshead

Aeroporti bizzarri. Questa è la nostra parte preferita, perché si tratta davvero di luoghi singolari. L’aeroporto di Courchevel in Francia ha una pista in pendenza che ricorda quella di una discesa per sci alpino con tanto di collina: e difatti serve proprio una stazione sciistica delle Alpi. Il Duenmang International di Bangkok ha un campo da golf situato proprio in mezzo alle due piste di atterraggio e decollo. Pensate sia bizzarro? Il Funafuti International di Tuvalu in Polinesia funge anche da unico campo di calcio dell’isola. L’aeroporto di Gibilterra ha una particolarità: la sua pista si incrocia con la trafficatissima strada principale, bloccata da un passaggio a livello in caso di transito aereo esattamente come con i treni. Non ridete pensando che questa sia un’eccentricità tutta straniera: fino a un po’ di tempo fa questo succedeva anche all’aeroporto Capodichino di Napoli, con tanto di semaforo. L’aeroporto viene anche spesso segnalato come uno dei più pericolosi, nonostante sia in realtà totalmente sicuro: ma la vista di quei bestioni che rasentano le cime dei palazzi fa venire i brividi a ben più di un passeggero. Al momento dell’atterraggio l’applauso per celebrare le abilità del pilota scatta spontaneo.

Atterraggio all’aeroporto di Saint Marteen

La manovra che segue si vede tutti i giorni al Princess Juliana, tanto che i turisti sono sempre lì pronti per fotografarla.

[In apertura: aereo in atterraggio al Princess Juliana di Saint Marteen, foto di Helge F.]

commenta
STORIE INTERESSANTI
STORIE DEL GIORNO
FANPAGE D'AUTORE
ALTRE STORIE