Deve essere un po' come andare a Little Italy quando si va a New York, fatto sta che in Australia, per attrarre i cinesi, stanno per costruire una regione a immagine e somiglianza della Cina. L'opera costerà la bellezza di quasi 350 milioni di euro e sorgerà a 90 chilometri a nord di Sidney, precisamente nel New South Wales. Il sindaco di Wyong (il cui nome, per puro caso, ha un'assonanza cinese) e un imprenditore cinese hanno progettato la costruzione della Città Proibita di Pechino in scala 1:1. La riproposizione sotto il sole australiano di uno dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO sarà accompagnata da un tempio di nove piani con un Buddha gigante, un cinema didattico in 4D e un museo delle cere.

L'Australia potrebbe entrare a breve in una pericolosa fase di recessione. Questa l'analisi di alcuni studiosi, a cui si aggiungono alcune riflessioni. La Cina, in primo luogo, è il principale partner commerciale del paese; in secondo luogo i cittadini del Dragone hanno speso 102 miliardi di dollari in viaggi e attrarli potrebbe essere una strategia utile ad limitare i danni di una recessione. Secondo gli addetti ai lavori, in Australia i cinesi apprezzano la natura e gli spazi aperti, ma da sempre gradiscono anche i casinò. Per questo motivo James Packer sta realizzando presso l'Harbour Bridge un grattacielo di 60 piani interamente dedicato al gioco.

Imitare la Cina per piacere ai cinesi non è un progetto nuovo. Nel 2012 venne proposta la costruzione della Grande Muraglia presso Los Angeles. Il piano non ha mai trovato applicazione, ma l'impressione è che il capitolo austro-cinese possa concludersi diversamente. Il tarocco, grande questa volta quanto la storia e il paesaggio, potrebbe colpire la Cina. Resta un dubbio: una Grande Muraglia senza un nemico da arginare e una Città Proibita mai proibita a nessuno… che senso hanno?

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