in foto: The Kelpies, Helix Park, Falkirk, Scozia – Foto Wikipedia

Scene umoristiche o memoriali per riflettere, creature mitologiche o messaggi pacifisti. Capolavori di poesia e creatività, forgiati da artisti assolutamente geniali. Ecco otto statue da non perdere nei vostri viaggi intorno al mondo.

Tom Frantzen, Vaartkapoen – Bruxelles, Belgio.

Vaartkapoenen, Bruxelles – Credits: Amio Cajanderin foto: Vaartkapoenen, Bruxelles – Credits: Amio Cajander

L'opera di Tom Frantzen risale al 1985 ed è una delle statue più strane di Bruxelles. Raffigura un uomo mentre sbuca da un tombino facendo inciampare un poliziotto, in una scena che ha il sapore di una gag comica. Il nome Vartkapoen significa letteralmente "la canaglia del canale" e incarna lo spirito anarchico di Bruxelles che ha la meglio sull'autorità. Il poliziotto è stato soprannominato "Agente 22", in onore all’Agente 15 creato dal fumettista belga Hervé. La statua si trova un po’ fuori dal centro storico, in piazza Sainctelette.

Can Togay e Gyula Pauer, Scarpe lungo il Danubio – Budapest, Ungheria.

Scarpe lungo il Danubio, Budapest – Credits: Paul Mannixin foto: Scarpe lungo il Danubio, Budapest – Credits: Paul Mannix

Un monumento alla Shoah toccante e suggestivo, una ventata di inquietudine per tenere viva la memoria dell'orrore. La scultura illustra 60 paia di scarpe in ghisa allineate su 40 metri. L'opera, realizzata dal regista Cam Togay insieme allo scultore Gyula Pauer si trova sulla sponda del Danubio dalla parte di Pest e ricorda il massacro da parte delle milizie del Partito delle Croci Frecciate, che collaborò con i nazisti per la deportazione e l'uccisione di migliaia di ebrei ungheresi. Dopo avergli fatto togliere le scarpe, considerate merce di valore, uomini, donne e bambini venivano sparati e gettati nel fiume.

Andy Scott, The Kelpies – Helix Park, Falkirk, Scozia.

The Kelpies, Helix Park, Falkirk, Scozia – Foto di Leo Reynoldsin foto: The Kelpies, Helix Park, Falkirk, Scozia – Foto di Leo Reynolds

Andy Scott ha impiegato nove anni a realizzare questo prodigio di arte contemporanea dall'effetto scenico non indifferente: due enormi teste di cavallo alte 30 metri e pesanti 600 tonnellate, ispirate a due veri cavalli Clydesdale. Le luci colorate all'interno dell'acciaio esaltano la bellezza del paesaggio scozzese. Il Kelpie è uno spirito acquatico della mitologia celtica che assumerebbe la forma di un cavallo bianco. Secondo l'artista queste creature sono i detentori della tradizione scozzese: un mondo fatto di leggende che si perdono nell'alba dei tempi.

David Černý, L'appeso – Praga, Repubblica Ceca.

L'Appeso, Praga – Credits: James Cridlandin foto: L'Appeso, Praga – Credits: James Cridland

David Černý è uno scultore noto per le sue opere eccentriche e anticonvenzionali. Questa scultura situata nel centro storico di Praga ha il potere di turbare e spiazzare lo spettatore. Il soggetto riprodotto è il celebre psicoanalista Sigmund Freud, appeso a una trave sospesa tra due palazzi. Il medico austriaco appare insicuro se buttarsi nel vuoto o meno e la statua potrebbe avere numerosi significati, nessuno dei quali è stato confermato o smentito dall'autore. L'opera potrebbe rispecchiare la paura della morte che ha da sempre attanagliato la mente di Freud, così come la vita nel periodo del regime comunista o l'eterna incertezza dell'uomo se resistere o lasciarsi andare.

Carl Fredrik Reuterswärd, Pistola annodata – Giardini del Palazzo di Vetro, Onu, New York, Usa.

Pistola annodata, Giardini del Palazzo di Vetro, Onu – Credits: Scott Bealein foto: Pistola annodata, Giardini del Palazzo di Vetro, Onu – Credits: Scott Beale

Un'opera dall'impatto visivo memorabile. La scultura Non-violence si trova nei giardini del Palazzo di Vetro dell'Onu e raffigura una colt in bronzo con la canna annodata. Il governo del Lussemburgo l'ha donata all'Onu nel 1988. Lo scultore svedese Carl Fredrik Reuterswärd, recentemente scomparso, ha tratto ispirazione dall'omicidio di John Lennon. L'idea è quella di onorare la memoria del cantautore che in molti brani ha lanciato un messaggio di pace per l'umanità. Esistono 17 copie della statua in varie città del mondo, tra cui Losanna, Città del Capo e Pechino.

Robert Glen, Mustangs – Las Colinas, Irving, Texas, Usa.

Mustangs, Texas – Foto Pixabayin foto: Mustangs, Texas – Foto Pixabay

La scultura equestre in bronzo più grande del mondo si trova a Irving (Texas) nella Piazza di Las Colinas. L'opera raffigura nove Mustangs, cavalli selvaggi che gli spagnoli portarono in Nord America durante il periodo delle conquiste nel Texas. I cavalli più anziani ed esperti si gettano nell'acqua sollevando un mare di spruzzi, mentre i più giovani osservano esitanti prima di lanciarsi in una folle galoppata. La scena risulta davvero realistica con la riproduzione degli schizzi lasciati dagli zoccoli nell'acqua. Sembra davvero che una mandria di equini selvaggi abbia invaso la città!

Zenos Frudakis, Freedom – Philadelphia, Usa.

Freedom 2001, Philadelphia – Credits: sameold2010in foto: Freedom 2001, Philadelphia – Credits: sameold2010

Un inno alla libertà intesa come conquista: un traguardo da raggiungere attraverso il processo creativo. L'autore, Zenos Frudakis, sostiene di aver creato l'opera in seguito a una difficile situazione personale, ma il suo messaggio è chiaramente universale. Chiunque può rispecchiarsi in questa monumentale scultura che ispira ad esprimere la propria vera natura. Realizzata in bronzo, l'opera illustra i quattro stadi che un essere umano deve attraversare prima di realizzare il sospirato obiettivo. Un'evoluzione per ritrovare un'identità rimasta sepolta sotto strati di convenzioni sociali e oppressioni interiori.

Rundle Mall Pigs – Adelaide, Australia.

Rundle Mall Pigs, Adelaide – Credits: Michael Coghlanin foto: Rundle Mall Pigs, Adelaide – Credits: Michael Coghlan

Passeggiando per la strada principale di Adelaide, in Australia, potrà capitarvi di assistere a una scena curiosa: quattro impertinenti maialini che rovistano nell'immondizia. Queste sculture in bronzo a grandezza naturale sono state create da Marguerite Derricourt nel 1999. Fu addirittura indetto un concorso per trovare un nome ai simpatici suini che furono battezzati Truffles, Oliver, Augusta e Horatio. Una curiosità: nel creare i quattro maiali, l'autrice si è ispirata alla celebre statua del Porcellino alla Loggia del Mercato Nuovo di Firenze, che in realtà raffigura un cinghiale.