Nella provincia del Xieng Khouang, nel Laos, vi è uno dei siti archeologici più misteriosi che l'umanità conosca. Un sito il cui passato è talmente avvolto nell'oscurità da essere stato ribattezzato la "Stonehenge asiatica". Non solo per le origini ignote, ma anche per il tipo di artefatti di cui è composto, di cui tutt'ora non se ne conosce l'uso. A differenza della Stonehenge britannica, però, questo sito è molto più vasto, enormemente più vasto. Infatti non si tratta nemmeno di un solo sito, ma di oltre 90, sparsi attorno al paesaggio di un intero altopiano: è la Piana delle Giare.

Giare, sì: si tratte di centinaia di giare in pietra che costellano l'intera provincia laotiana. Di dimensioni un po' fuori dall'ordinario però: alcuno sono alte persino 3 metri, e la più piccola non ha un diametro inferiore al metro. Insomma, non proprio le piccole giare di terracotta con cui si raccoglieva l'acqua nei fiumi. Qui parliamo di costruzioni in pietra arenaria, granitica, calcarea o conglomerata. E queste enormi giare arrivano a pesare anche una tonnellata.

Laos, Piana delle Giare

[Foto di Carrie Kellenberger]

Le giare sono da millenni lì sotto gli occhi di tutti, ma non si sa quale delle antiche civiltà del paese le abbia piazzate lì. Sono state ufficialmente scoperte nel 1902 da una guardia di confine francese, ma le prime indagini archeologiche sono avvenute solo nel 1930 ad opera della geologa francese Madeleine Colani. Questa ipotizzò che le giare facessero parte di un sistema centralizzato di forni crematori dove bruciare i morti. A sostegno della sua teoria vi fu il rinvenimento di frammenti di ossa e denti bruciati, mentre tutt'attorno vi erano ossa di altre sepolture collaterali e artefatti come perline di vetro e pietra, frammenti di ceramiche, ferro e bronzo.

La teoria di Colani fu rivalutata negli scavi successivi tra il 1994-96 condotti dal professor Eji Nitta dell'Università di Kagoshima in Giappone. In base ai ritrovamenti nei dintorni di varie sepolture contemporanee all'età delle giare si ipotizzò che queste non fossero urne cinerarie o forni crematori, bensì monumenti funebri per un particolare rituale. In esse la salma veniva riposta per essere "distillata": secondo alcune credenze laotiane, cambogiane e thai in questo modo l'anima subiva un processo di trasformazione che la faceva passare dal mondo terreno a quello spirituale. Le datazioni sul carbone vegetale hanno anche permesso di stimare l'età degli artefatti, che vengono collocati tra il 500 a.C. e il 500 d.C.

Giare antiche in Laos

[Foto di Carrie Kellenberger]

Durante il periodo di tempo intercorso tra i due scavi, però, la storia moderna del Laos ha visto un evento che per molti anni è stato avvolto in un mistero ancora più oscuro di quello del sito archeologico. Il Laos fu infatti devastato dalla guerra civile, che sfociò poi nella guerra del Vietnam e che raggiunse il suo apice in quello che fu il suo periodo più drammatico: la cosiddetta guerra segreta. Con questo nome si ricordano oggi le operazioni militari clandestine che il governo degli Stati Uniti ha condotto in territorio laotiano e che sono culminate in una massiccia campagna di bombardamenti a tappeto.

Il Laos ha il non invidiabile primato di essere stato il paese più bombardato del mondo. Tra il 1964 e il 1973 gli Stati Uniti hanno inviato 580.944 missioni di bombardamento, sganciando due milioni di tonnellate di esplosivi: in pratica come se un bombardiere B-52 avesse svuotato il suo intero arsenale ogni 8 minuti per 9 anni. Un periodo oscuro per la storia del paese, durante il quale persero la vita o rimasero feriti migliaia di civili. Oscuro soprattutto perché al di fuori del paese non trapelarono mai notizie relative a questa campagna, anche per il volere di Washington di tenere tutto a tacere.

Le giare di pietra in Laos

[Foto di Vera & Jean-Christophe]

Purtroppo però il 30% delle bombe sganciate non sono esplose a contatto con il suolo. Ancora oggi uno dei drammi maggiori che affligge il Laos è la quantità innumerevole di vittime innocenti che restano ferite o perdono la vita per l'esplosione degli ordigni rimasti inattivi. Dagli anni '90 in poi l'associazione Mines Advisory Group di Manchester si è occupata delle opere di bonifica di molte delle zone del Laos interessate dalla presenza dei cosidetti UXO, gli unexploded ordenances.

Neanche a dirlo, proprio la provincia di Xieng Khouang è stata la più colpita dai bombardamenti di tutto il paese. Le giare riportano molti segni evidenti dei danni causati dalle esplosioni. Per decenni il sito archeologico nella sua interezza è stato inavvicinabile proprio a causa dell'alto tasso di rischio che comportava. La situazione oggi non è molto differente, in quanto dei 90 siti solo 7 sono stati bonificati e solo 3 resi accessibili al pubblico.

Visitare la Piana delle Giare in Laos

[Foto di Nick Hubbard]

Per visitare la Piana delle Giare si può fare affidamento esclusivamente ad agenzie locali che utilizzano guide autorizzate del posto, le quali conoscono il territorio e sanno quali sono i percorsi che sono stati completamente ripuliti dalle bombe. Anche così, però, non è così semplice: il flusso di turisti nella zona non è ancora molto elevato, e le agenzie stabiliscono il prezzo delle escursioni solo all'ultimo momento, una volta ottenuto il numero di partecipanti. Naturalmente maggiore è il numero minore è il prezzo. A meno che non si è disposti a spendere una cifra elevata per una visita privata, occorre effettuare una vera e propria indagine tra le varie agenzie per vedere quale abbia a disposizione un bus con il maggior numero di passeggeri, che comunque non sono mai più di una decina.

I tre siti da visitare prendono semplicisticamente il nome di sito 1, sito 2 e sito 3. Il sito 1 è sicuramente il più interessante e più curato: ospita infatti anche un centro visitatori con documentazione e filmati in inglese relativi ai ritrovamenti archeologici e alla storia del Laos durante il periodo della guerra segreta. Il sito è anche quello che contiene il maggior numero di giare tra i tre, 331. Nonché la giara più grande che sia mai stata ritrovata: un'abitudine dei turisti è quella di scalarla per farsi immortalare in una foto sopra di essa. Purtroppo questa usanza non è proibita e le giare soffrono anche dei danni causati proprio dai turisti stessi.

Laotiani sulle giare

[Foto di Oliver Spalt]

Phonsavan è il capoluogo della provincia di Xhieng Khouang e la città principale da dove partire per arrivare alla Piana delle Giare. Qui è dove si trovano le varie agenzie turistiche. Inoltre Phonsavan è servita da un aeroporto, dove atterrano i voli della Lao Airline che arrivano da Vientiane, la capitale del Laos . In alternativa ci si può muovere da altre città del Laos in bus, come Luang Prabang che dista 6-7 ore, o la stessa Vientiane. Phonsavan è anche il luogo migliore dove dormire, dal momento che sul tragitto fino alla Piana delle Giare ci sono solo piccoli villaggi.

La Piana delle Giare è stata candidata a Patrimonio dell'Umanità Unesco. Purtroppo, a causa dell'alta pericolosità del territorio che è un immenso campo minato, il sito archeologico non è stato ancora ammesso nella lista. Il continuo lavoro di bonifica fa prospettare un futuro migliore: ma con 80 milioni di bombe ancora inesplose è difficile pensare che sia tanto presto.

[In apertura: foto di Peverus]