A prima vista sembra un panorama ultraterreno. Immense distese di sale si estendono per chilometri e chilometri, creando l'effetto di un paesaggio innevato. Siamo nel Rann di Kutch, una regione paludosa dell'India all'interno dello stato del Gujarat. È uno dei deserti salati più grandi del mondo, degno concorrente del Salar de Uyuni in Bolivia. Il nome deriva dalla parola hindi "ran" che significa "palude salata". Si tratta di una zona fuori dai comuni itinerari turistici, tanto che molte persone ne scoprono l'esistenza solo durante un viaggio in India.

in foto: Alba sul Rann di Kutch – Foto dpbirds

La regione è suddivisa in tre grandi aree: il Grande Rann di Kutch, il Piccolo Rann di Kutch e la Prateria di Banni. Il territorio, che confina con il deserto pakistano del Sind, è stato al centro di contese tra India e Pakistan e nel 1965 ha perfino contribuito allo scoppio del conflitto indo-pakistano. L'area è raggiungibile dal villaggio di Kharaghoda nel distretto di Surendranagar.

Quella del Kutch è una delle zone più calde dell'India, con temperature che di frequente raggiungono i  49.5 °C. Tuttavia, a causa di bruschi sbalzi termici, in inverno la temperatura può calare sotto gli 0 °C. È incredibile pensare che millenni fa quest'area di 8750 km² era invasa dal mare. In estate, durante i monsoni, la zona si copre d'acqua fino a due metri.

Dopo la stagione dei monsoni, tra ottobre e novembre, l'area è completamente arida e migliaia di persone iniziano a raggiungere le saline per estrarre l'acqua dal sottosuolo. Il terreno quindi viene fatto essiccare finché non si formano dei cristalli di sale che vengono raccolti a mano entro la metà di giugno. Imperdibile lo spettacolo dei cristalli di sale che luccicano al sole nel periodo più caldo dell'anno. Per la comunità locale degli Agariya si tratta dell'unica fonte di sostentamento: il 70-80% del sale prodotto in India proviene dal Gujarat. Inoltre la produzione di sale, attività antica di almeno 600 anni, è tra i principali processi industriali in India, che si colloca al terzo posto come produttore mondiale di sale dopo Stati Uniti e Cina.

Durante l'inverno il Rann di Kutch diventa un rifugio per gli uccelli migratori e, di conseguenza, un paradiso per gli amanti del birdwatching. Durante l'inverno si possono avvistare 300 specie di uccelli. Non è difficile incappare in esemplari di upupa, allodola del deserto, culbianco, o altri uccelli come anatre, pellicani, avvoltoi, aquile, gru, fenicotteri. Il territorio ospita specie animali protette come l'asino selvatico, ormai estinto nel resto del pianeta, ma qui tutelato dal Wild Ass Sanctuary of the Little Rann of Kutch. L'area si estende per oltre 5.000 km² all'interno del Piccolo Rann di Kutch e offre esperienze uniche di safari per i visitatori, che possono esplorare l'incredibile varietà di fauna presente nel deserto. Oltre a mammiferi endemici come la volpe e il lupo, qui nascono 205 specie di piante, 40 specie di insetti, 12 di molluschi, 24 di ragni, 4 di crostacei, 29 specie di rettili, 14 di lucertole, 12 di serpenti, una di coccodrillo e 22 specie di pesci.

La regione è nota anche per l'artigianato, in particolare per la produzione di ceramica e tessile. Durante l'inverno le autorità governative del Guijarat organizzano un festival lungo tre mesi chiamato "Rann Utsav". In questo modo i turisti possono non solo ammirare la romantica luna piena sul deserto di sale, ma anche godere della cultura, cucina e ospitalità locale. Infine, sono diversi i tour operator che organizzano escursioni sul posto.