Arroccata su una rupe calcarea che domina le gole del torrente Albegna si erge Rocchette di Fazio. Si tratta di un affascinante borgo nei pressi di Semproniano, incastonato in un territorio denso di leggende e misteri. Il paesaggio circostante, ricco di boschi, sorgenti e grotte misteriose, proietta un'aura fantastica e senza tempo su questo centro abitato.

in foto: Rocchette di Fazio, scorcio con porta e mura – Foto Wikipedia

La fondazione di Rocchette di Fazio risalirebbe a prima dell'anno Mille. Nel corso del XII secolo infatti era stato innalzato il castello che con la sua imponente mole domina ancora la vallata. Tuttavia le notizie più antiche sul borgo risalgono all'anno 1216, quando viene citato per la prima volta come "castrum" con il nome di Rocchetta. Nello stesso periodo Rocchette è annoverata tra i possedimenti del conte Bonifazio degli Aldobrandeschi: svolgerà un ruolo strategico nella lotta tra le fazioni avverse dei guelfi e dei ghibellini. Il nome "Rocchette di Fazio" le venne attribuito solo nel 1291, quando il proprietario era Bonifazio Cacciaconti detto Fazio.

Successivamente la storia di Rocchette assume una piega travagliata, che la condurrà a un lento e inesorabile declino. Nel 1243 le milizie di Federico II invadono la zona; nel 1251 Rocchette diviene proprietà di Orvieto per poi passare sotto il dominio di Siena. Nel 1304 il borgo viene assaltato e parzialmente distrutto. In seguito subirà vari passaggi di proprietà, ma nel 1536 viene saccheggiato e distrutto dalle milizie di Carlo V, rimanendo per lunghi secoli in stato di abbandono. Tuttavia nella seconda metà del Novecento il borgo è stato oggetto di vari interventi di recupero che l'hanno reso fruibile dal punto di vista turistico.

Oggi Rocchette di Fazio è l'emblema della Toscana più nascosta e misteriosa. Un piccolo gioiello da scoprire, un borgo fuori dal circuito del turismo di massa, con le sue attrazioni che affondano le radici nella leggenda. Passeggiare tra le sue case in pietra, tra edifici medievali e scorci panoramici, è un'emozione che non si scorda facilmente. Uno dei monumenti storici più affascinanti è la chiesa della Consolazione, edificata nel XVI secolo. Un altro edificio di grande interesse è l'Ospedale di San Tommaso Apostolo che risale al 1330 e secondo alcuni studi potrebbe essere un avamposto dei Cavalieri Templari in provincia di Grosseto. A riprova di tale ipotesi, sulle mura troviamo elementi riconducibili all'Ordine: una croce templare, l'Agnus Dei, un bassorilievo raffigurante Bafometto e, soprattutto, alcune lapidi tra cui una che reca la seguente scritta: "M Ch tep, S Spo". Estrapolando le contrazioni si legge: Militia Christi Templi, Sancto Sepulcro. Poiché un'altra lapide daterebbe il termine dei lavori al 1330, può risultare interessante il fatto che i Templari continuassero a operare nonostante la soppressione dell'Ordine avvenuta nel 1312.

Salendo verso la sommità troviamo la pieve di Santa Cristina del XIII secolo, oggi sconsacrata. In stile tardoromanico con facciata in travertino, colpisce l'attenzione per un altro simbolo legato all'Ordine Templare: la croce patente che troviamo sull'architrave. Una leggenda racconta infatti che un Cavaliere Templare sia stato sepolto nella cripta con l'armatura e il suo cavallo, e che il suo spirito si aggirerebbe nel borgo in difesa del Tesoro dei Templari. All'interno si conservano affreschi del Quattrocento, sebbene alquanto deteriorati.

Entrati nel borgo, durante una passeggiata a piedi (impossibile girare in auto, la struttura del borgo non lo consente) possiamo trovare l'antico palazzo di giustizia, il Palazzo Pretorio con la piazzetta e i suoi due portali. Dopo una salita è possibile giungere alla Rocca Aldobrandesca dove troviamo un pittoresco belvedere dove lo sguardo spazia fino alle ampie vallate sottostanti.