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Londra non è mai così colorata come in occasione del Carnevale di Notting Hill, in cui i Caraibi emergono dal Mare Nord e ne scaldano le acque. L'ultima domenica e lunedì di agosto Notting Hill, il quartiere londinese presentato dall'omonimo film come un caratteristico, vivo ma ordinato paesino della provincia britannica, diventa una piccola, caotica Rio. La samba riempie l'aria, le maschere e i vaporosi vestiti fanno un guazzabuglio di colori, mentre procaci ballerine ancheggiano e agitano la fantasia. Ogni anno l'evento richiama da tutto il mondo migliaia di turisti provenienti non soltanto dall'Inghilterra, ma anche dal Continente e da alcuni paesi caraibici quali Trinidad, Barbados e Giamaica. Il risultato è una turba festante che solitamente raccoglie oltre 1 milioni di partecipanti. Quest'anno la manifestazione – svoltasi il 25 e 26 agosto – ha registrato probabilmente il record di partecipanti.

Non è stato sempre così. Le origini di questa festa, infatti, non hanno nulla a che fare con il divertimento fine a se stesso. Nato nel 1965, il Notting Hill Carnival è l'erede del carnevale della St. Pancras Town Hall, l'attuale Camden Town Hall. Questa manifestazione, svoltasi al chiuso, fu organizzata per la prima volta nel 1959 da Claudia Jones come espressione di un'identità comune delle comunità afro-caraibiche e dell'emarginazione razziale che contraddistingueva la società anglosassone. Non a caso nei primi anni la festa sfociava nella violenza, opponendo manifestanti e forze di polizia. Progressivamente la protesta ha lasciato il posto ad una festa aperta e apprezzata in tutto il Vecchio Continente.