È l’ultima frontiera del low cost, ormai attivo da anni: è Couch Surfing, la rete di ospitalità che permette ai viaggiatori di tutto il mondo di chiedere alloggio a chiunque usufrendo… del loro divano! Il concetto di base è più o meno questo, se poi chi offre ospitalità ha a disposizione una camera degli ospiti ben venga…

Tutto nasce dall’idea di Casey Fenton, programmatore 25enne del New Hampshire con alle spalle una lunga esperienza di viaggi per il mondo. Grazie alla rete di contatti da lui stabilita, decide di mettere in rete un servizio on line che permettesse ad altri come lui di usufruire della disponibilità di persone di ogni cultura e nazione. In pratica ogni utente del sito può registrarsi e mettere a disposizione un posto letto in casa sua per chiunque fosse intenzionato a venire a visitare i suoi luoghi ma non ha molti soldi da spendere per l’alloggio. Tutto è infatti completamente gratuito, basato sulle regole della buona convivenza: il “surfer” si impegnerà infatti a essere rispettoso e educato nei confronti di chi lo ospita, portando a ringraziamento un regalo delle sue parti, meglio se un cibo tipico. Dal canto suo il padrone di casa cercherà di rendere il soggiorno del suo ospite il più piacevole possibile e, anche se non potrà dedicargli il suo tempo, fornirgli indicazioni pratiche sul posto, cosa vedere e dove mangiare.

Chiaro che colui che ospita adesso potrà a sua volta essere un surfer in futuro. Tutto sta nel compilare un proprio profilo sul sito, riempiendo un formulario di dati sensibili e rispondendo a domande su interessi personali. In questo modo chi cerca ospitalità potrà anche cercare persone con cui meglio andare d’accordo: non è detto che la propria richiesta venga accettata dal primo utente, e infatti nessuno è obbligato a ospitare chiunque glielo chieda. L’importante è che entrambe le parti prendano accordo via web sui tempi di permanenza e sui relativi bisogni.

Il sito si basa anche su un sistema di sicurezza simile a quello delle aste on line, ovvero i feedback: il viaggiatore può commentare la sua esperienza e parlare (bene o male) di chi lo ha ospitato, in modo che gli altri possano farsi un’idea di cosa li attende. Per le donne, poi, è prevista un’apposita sezione di consigli e accorgimenti. Il tutto all’insegna della fiducia del prossimo e di un sentimento, l’ospitalità, che è comune a moltissime persone in tutto il mondo e che, anzi, in molte culture è addirittura sacro.

Giuseppe D’Angelo