Cra co. Foto di Francesco Cirigliano
in foto: Cra co. Foto di Francesco Cirigliano

Ci sono luoghi che esistono..ma in realtà non esistono. Dei centri che un tempo era fiorenti, ma poi a causa di calamità o per ragioni oscure sono stati abbandonati da tutto e da tutti trasformandosi in città fantasma. Questi luoghi negli anni hanno creato intorno ad essi un alone di mistero e suggestione, poiché si pensa che qualcuno ancora ci possa vivere nascosto tra le vecchie mura. In Italia uno di questi borghi è Craco piccola cittadina della Basilicata che si trova a 45 chilometri di distanza da Matera. Craco, evacuato a causa di una frana nel 1963, è un vero e proprio paese fantasma che da decenni attira l’attenzione di viaggiatori e registi di fama internazionale. La città vecchia è disabitata, ma molto suggestiva proprio per tale motivo. La zona sembra essere sospesa nel tempo, quando si visita non si sa bene in quale epoca ci si trova, proprio per questo probabilmente è stata scelta come location di molti film sia italiani che stranieri.

Visitare la città fantasma
Craco e il cinema

Visitare la città fantasma

Craco. Foto da Pixabay
in foto: Craco. Foto da Pixabay

Prima di tutto c'è da dire che per entrare nella città fantasma bisogna munirsi di una carta d’ingresso rilasciata dall'amministrazione comunale, denominata Craco-Card. Questo lascia passare ha un costo di circa 10 euro. Lo spettacolo che ci si trova di fronte una volta risalita la zona arida dei calanchi è davvero incredibile. Una città vuota, con case e strade ferme nel tempo e abbracciate dal silenzio. Sembra strano immaginare che un tempo la città era popolata. Tutta a gente che ci abitava è stata costretta a spostarsi nell'attuale borgo detto della Peschiera a causa di una frana del 1963. Da questo momento la città è rimasta intatta e disabitata, come la troviamo oggi, il paese fantasma della Basilicata. Nel 2010 inoltre questo piccolo borgo è entrato nella lista del World Monuments Found, monumenti da salvaguardare nel mondo. Craco non si può visitare da soli ma bisogna essere accompagnati da una guida autorizzata, firmare la liberatoria ed indossare un elmetto protettivo.

La città è formata da stradine in pietra affiancate da case abbandonate, alcune decadenti con le ringhiere arrugginite. Nella Piazza centrale si intravede quello che resta del cinema, della pasticceria, del campanile della chiesa Madre. Chiudendo gli occhi si può immaginare quella pizza viva e popolata di persone, ma riaprendoli si viene rapiti dal silenzio e da una realtà immobile. Mentre si cammina e si sale per gli scaloni di pietra si può sbirciare nelle case dove si vedono sedie rovesciate, tavoli con tre gambe, camini ormai freddi. In cima al paese abbandonato si trova una piccola piazza, lì si trova il Palazzo Grossi e l’ingresso della chiesa Madre. Non si può accedere nei due edifici per ragioni di sicurezza. Ma uno dei monumenti più importi di Craco è la torre normanna, da dove si può ammirare un paesaggio bellissimo: sconfinate praterie e i famosi calanchi.

Craco e il cinema

Craco. Foto da pixabay
in foto: Craco. Foto da pixabay

L'incanto e il mistero di Craco ha fatto si che molti registi si innamorassero di questa città. Sono, infatti, tantissimi i film girati tra queste mura diroccate. Il piccolo borgo circondato dai calanchi ha rievocato l’antica Palestina in opere come “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini o “La Passione” di Mel Gibson. Craco è stato inoltre protagonista in “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi, “King David” di Bruce Beresford o, più recentemente in “Agente 007 – Quantum of Solace” di Marc Forster o “Basilicata coat to coast” del lucano Rocco Papaleo.