Gole di Fara San Martino
in foto: Gole di Fara San Martino. Foto di linesinthesand

Immerso nell'area naturalistica del Parco Nazionale della Majella, il borgo di Fara San Martino è conosciuto in tutto il mondo come "capitale della pasta", vista la presenza dei celebri pastifici come De Cecco, Delverde e Cocco. Il grazioso borgo abruzzese è immerso nella natura, incorniciato nella Valle di Santo Spririto e dalla Valle Serviera ed attraversato dal fiume Verde.

Le gole e il borgo di Fara San Martino

Gole di Fara San Martino
in foto: Gole di Fara San Martino. Foto di Pietro

La parte antica della città è chiamata Terra Vecchia, ed è un borgo fortificato che si inerpica per strette vie e caratteristiche architetture. Questo borgo medievale custodisce molti tesori da ammirare, tra cui alcune chiese: la parrocchiale di San Remigio, la Chiesa dell'Annunziata, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e quella della Madonna del Suffraggio. Da vedere anche Palazzo De Cecco, un edificio residenziale con finestre abilmente decorate.

Abbazia di San Martino
in foto: Abbazia di San Martino. Foto di Pietro

Ma a Fara di San Martino è la natura a dominare tutto. Durante una visita al borgo si può prendere parte a numerose escursioni per ammirare vere meraviglie. Stupende sono le grotte di natura carsica, come la grotta Porca degli Angeli, la grotta del Peschio, quella dei Diavoli e de li Trazzir. Particolarmente suggestive sono le sorgenti del Fiume Verde e le Gole di S. Martino. Queste ultime costituiscono un canyon di 14 chilometri con rocce così vicine tra loro che sembrano toccarsi. Il percorso delle gole, dopo una prima parte agevole, diventa sempre più angusto, fino ad aprirsi nel vallone di Santo Spirito. Lo scenario di questo spettacolo della natura è mozzafiato, si passa attraverso strette pareti di roccia per poi ritrovarsi davanti ai resti del Monastero di San Martino riportati alla luce nel 2005. Un abbazia benedettina, di cui non si conoscono bene le origini. Ad oggi, solo una parte è stata portata alla luce, mentre il resto è seppellito da detriti, il cui accumulo è stato causato dalle alluvioni. La leggenda narra che le gole di San Martino furono create da un miracolo del Santo, che con la forza dei gomiti aprì un varco per accedere nel cuore della Valle e costruirvi il Monastero.