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30 Luglio 2016
09:21

I diari del monopattino, giorno 3: la rimonta

Terzo giorno di viaggio per SenzaConfini: Roberto Cassa percorre la stada che da Ballycastle porta a Donegal decidendo per una giornata interamente dedicata alla marcia. Poche foto, poche pause, solo tanti chilometri.
A cura di Roberto Cassa
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Nei giorni scorsi il tempo mi ha rallentato non poco, durante la notte controllo le previsioni meteo, sono ottime e con poco vento. È il momento della "giornata della rimonta" tipica dei mie viaggi, in Islanda furono 150km in 14 ore di pedalata, in Giappone 184km in 13 ore, la domanda è quale sia il mio limite con il monopattino. Non posso accelerare ma posso svegliarmi prima e aumentare il tempo: e allora sveglia alle 5:30!

Dopo il secondo giorno rallentato da pioggia e nebbia la mattina del terzo mi vede determinato, so che mi aspetta una lunga giornata, ma ho sia un obbiettivo che una motivazione, tanto mi basta per provarci. Quando si devono percorrere tanti km, il fattore fondamentale è la testa, le gambe faranno sicuramente male, ma non saranno loro a decidere di arrendersi. Inizio a coprire chilometri, il mio primo obbiettivo è Derry, insieme a Belfast tra le città più interessanti dell'Irlanda, stavolta niente foto lungo il cammino, solo il continuo movimento di spinta. Quando arrivo a Derry mi concedo una mezz'ora di pausa per visitare la città è fare qualche foto, ma la mia testa oggi è sul macinare chilometri. Come tutte le giornate in cui devo fare tanta strada mi preparo il pranzo sul monopattino in modo da non fare interruzioni e raffreddare la muscolatura. Altro fattore importantissimo non guardare il conto dei chilometri, condiziona non poco l'andamento. Uno delle costanti di quest'avventura è il dover evitare le strade veloci e trafficate, allungherò di sicuro il chilometraggio, ma almeno senza pericoli. Così percorro strade isolate per avvicinarmi a Donegal, molto isolate purtroppo.

Sono ormai ore che non vedo segni di vita, il rumore più forte è il mio respiro, intorno a me solo vegetazione ed ogni singolo rumore che rompe la quieta mi da l'effetto di una sveglia. Sono solo con i miei pensieri e la mente viaggia nella direzione sbagliata, la gamba sinistra è davvero al limite o sono io che ho perso la voglia. Ancora una volta mi auto carico, se la sinistra cede ho ancora la destra, così persevero nella mia volontà ferrea di avvicinarmi a Donegal. Poi mi rendo conto che non ci sono più strade secondarie bensì un'unica strada abbastanza veloce. Con la bici non sarebbe un problema, ma riuscirò a mantenere una buona velocità su questa strada, andare troppo piano vuol dire maggiori rischi in questo caso. Ci penso, consulto la mappa, niente, non si torna indietro dopo una giornata intera passata sul monopattino, chiedo al mio fisico un ultimo sforzo! Abbasso la testa e parto, velocità costante e raddoppiata rispetto al ritmo solito, in questi casi sfodero la mia arma finale per mantenere il ritmo, tecnica scoperta in Islanda e decisiva più volte nel non cedere. Cosa faccio? Elenco gli ingredienti della barretta energetica più cattiva che abbia mai mangiato, come un mantra mi do il ritmo ripetendo "yogurt e cocco, yogurt e cocco". Arrivato a Stranorlar alle porte di Donegal, decido che è il momento di fermarmi, non devo certo fare il giro in un giorno, è il momento di scoprire quanti chilometri ho percorso: 145 in 13 ore, quindi con una velocità media di 11km/h.

È stata dura, le gambe sono stanche, ma dopo tanti viaggi conosco il mio fisico e la mia testa e so che domani mattina non vedrò l'ora di rimettermi in marcia!

Giorno 3: da Ballycastle a Donegal

Chilometri percorsi: 145

Imprevisto: il silenzio

Fanpage.it racconterà l'avventura del blog Senza Confini giorno per giorno. Ogni mattina i diari del monopattino aggiorneranno i lettori sulle sorti di questo folle viaggio in footbike in giro per l'Irlanda.

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