Un frastuono mi desta dal sonno, occhi alla finestra, gli alberi all'esterno del bed and breakfast sono piegati dal vento, non sarà una giornata facile. Dopo una bella colazione Irlandese, saluto la proprietaria che mi congeda con un buona fortuna, ma la sua espressione dice "vuoi davvero uscire con questa tempesta?!". Mi metto in marcia e mi rendo subito conto che camminando raggiungo la stessa velocità che sul monopattino, così cammino ed inizia la salita, una lunga salita con il paesaggio roccioso del Burren scalfito dal vento a fare da contorno. Più salgo di quota è più il vento prende forza, ma per fortuna le salite hanno una sola regola,  dopo c'è sempre una discesa e più è dura la salita più è gratificante la discesa, un po' come nella vita più è arduo è l'ostacolo e più sarà grande la soddisfazione di superarlo. A seguire un saggio dell'intensità del vento:

Salito in cima la tempesta esplode, pioggia e vento si fondono, il vento trascina la pioggia così forte da diventare ben visibile, prende la forma di uno sciame, e quando mi colpisce la sensazione è dolorosa avverto sul volto i colpi della pioggia. Continuo a camminare, alcune raffiche sono così forti da farmi perdere l'equilibrio, eppure non riesco a vedere il vento o la pioggia come un nemico, bensì come compagni di viaggio, del resto il vento ti regala la sensazione di libertà e la pioggia ti sveglia, quasi a dare forma alla realtà e ricordati che sei li e sta succedendo davvero. Arrivato alla discesa, nonostante ripida, sono fermo, devo spingere anche lungo la discesa, per 6 ore spingo nei desolati panorami del Burren fino al primo paese, dove mi fermo per mangiare. Dopo una breve pausa ricomincio a camminare, oggi andare sul monopattino è, per grandi tratti, impossibile. Con le ultime forze cerco di avvicinarmi a Doolin, sono molto provato consumo il triplo se non il quadruplo dell'energie, sono stanco di camminare allora mi accascio sul manubrio del monopattino e inizio a monopattinare. Non mi sono mai sentito prima d'ora così senza forze, completamente assorbite dallo sforzo di spingere controcorrente. A pochi km da Doolin sono sull'orlo dei crampi, cerco di rendere più delicati possibili i miei movimenti per non incorrere anche in questo problema. Mi fermo a mangiare di nuovo a Doolin e riparto verso il campeggio. Questa giornata è finita, ho percorso solo 50 chilometri in 10 ore, eppure mai come oggi sono stato vicino al limite, non posso far altro che riposare e sperare che i miei compagni di viaggio mi diano una tregua!

Giorno 8: Da Ballyvaughan a un Camping a 5km da Doolin

Chilometri percorsi: 50

Imprevisto del giorno: pioggia e vento incessanti

Fanpage.it racconterà l'avventura del blog Senza Confini giorno per giorno. Ogni mattina i diari del monopattino aggiorneranno i lettori sulle sorti di questo folle viaggio in footbike in giro per l'Irlanda.