Foto di Claudio Pimmazzoni
in foto: Foto di Claudio Pimmazzoni

La Goletta dei laghi di Legambiente boccia circa la metà dei laghi italiani, che non superano gli esami batteriologici. La situazione risulta preoccupante proprio nell'anno in cui scade la Direttiva della CE sulla qualità delle acque interne. Su 102 campionamenti in 11 bacini di 6 regioni italiane, il 50% dei punti analizzati registrano valori batteriologici fuori norma. L'allarme è stato lanciato da Legambiente, che con la conclusione della Goletta dei laghi, la campagna nazionale per la tutela dei bacini lacustri italiani realizzata in collaborazione con il COOU e Novamont, si è trovata tra le mani risultati allarmanti. Le analisi hanno evidenziato che il sistema depurativo italiano è molto carente e la presenza di scarichi abusivi e non trattati peggiorano irrimediabilmente la situazione. Ma oltre al danno ambientale, la preoccupazione è anche economica, infatti, le regioni rischiano di dover pagare pesanti sanzioni per il mancato rispetto delle direttive europee.

Le criticità maggiori sono in Lombardia, dove in particolare il lago Ceresio, risulta martoriato dagli scarichi abusivi e non. Ma a guidare la classifica in negativo è il Lario, infatti, su 19 punti campionati, otto sono risultati fortemente inquinati, seguito dal Lago Maggiore, con sei punti fortemente inquinati su 10 campionati. Il lago di Como e quello di Garda, risultano invece tristemente noti per la cementificazione che sta invadendo l'intera area. Alberghi, ville e palazzi non stanno facendo altro che distruggere il paesaggio di questo posto da favola, dietro l'apparenza di un falso progresso. Anche il Lazio purtroppo ha il suo spazio nel primato dell'inquinamento, i laghi di Bracciano e Bolsena presentano un sistema di collettamento insufficiente, e le foci sono appesantite dagli scarichi provenienti più dai comuni dell’entroterra che da quelli rivieraschi. La campagna 2015 della Goletta dei Laghi è stata anche occasione per denunciare l’azione di A2A Spa sul lago Ampollino in Calabria, un bacino artificiale utilizzato dalla multiutility per l’energia idroelettrica e deliberatamente svuotato lo scorso novembre senza alcun consenso da parte dell’ente parco, della Regione e dei comuni lacuali. Dall'indagine di Legambiente però emergono anche esperienze positive, un esempio è il lago Trasimeno in Umbria che risulta pulito, in buona saluta e meta di milioni di turisti ogni anno.

I risultati dell'indagine

– Lago Bolsena (Lazio): punti campionati 8; punti critici 6; fortemente inquinati 5; inquinati 1;

– Lago Albano (Lazio): punti campionati 3;

– Lago di Bracciano (Lazio): punti campionati 5; punti critici 4; fortemente inquinati 3; inquinati 1;

– Lago d'Iseo (Lombardia): punti campionati 8; punti critici 4;  fortemente inquinati 4;

– Lago Maggiore (Lombardia): punti campionati 9; punti critici 4: fortemente inquinati 4;

– Lago Ceresio (Lombardia): punti campionati 6; punti critici 5; fortemente inquinati 3; inquinati 2;

– Lago Varese (Lombardia): punti campionati 3;

– Lago di Garda (Lombardia): punti campionati 10; punti critici 5; fortemente inquinati 5;

– Lago di Lario (Lombardia): punti campionati 19; punti critici 10; fortemente inquinati 8; inquinati 2;

– Lago di Verbano (Piemonte): punti campionati 10; punti critici 6; fortemente inquinati 6;

– Lago di Garda (Veneto): punti campionati 7; punti critici 4; fortemente inquinati 2; inquinati 2;

– Lago Trasimeno (Umbria): punti campionati 8; punti critici 1: fortemente inquinati 1;

– Lago di Piediluco (Umbria): punti campionati 4; punti critici 1; inquinati 1;

– Lago di Garda (Trentino Alto Adige): punti campionati 2;