Londra non è soltanto una meta per turisti in cerca di divertimento e bellezze storiche. La capitale inglese è da sempre un crocevia fondamentale per chi viaggia per questioni di affari e così, nell'epoca della reperibilità ovunque e sempre, lavorare durante gli spostamenti diventa una necessità. Nell'aeroporto di Gatwick nascono così i "workpods", postazioni di lavoro fornite di tutto l'occorrente: connessione wi-fi, pc con webcam per conferenze, presa elettrica per caricare smartphone o tablet e scrivania. Il tutto in una condizione di isolamento dal caotico contesto dell'aeroporto, dato che la postazione si trova in una vera e propria cabina con tanto di porta che attutisce i rumori dell'esterno.

I workpod sono stati realizzati dalla Regus, multinazionale con base a Lussemburgo che offre alla propria clientela uffici in centri nevralgici per l'utenza, quali stazioni ferroviarie, centri commerciali e, appunto, aeroporti. Sempre a Londra, ad esempio, si trovano gli uffici della Regus nell'aeroporto di Heathrow, ma si tratta di postazioni "tradizionali" inserite in uno spazio comune. Il workpod, invece, è unico nel suo genere ed è pensato per chi proprio non può fare a meno di aspettare. Un'urgenza che non costa poco, dato che il prezzo di affitto di una postazione è di 12 sterline (poco più di 15 euro) ogni 30 minuti. La postazione viene prenotata e pagata usando la carta di credito nel sistema esterno al workpod, oppure effettuando l'operazione di booking sul sito ufficiale.

Phil Kamp, amministratore delegato della Regus, ha spiegato che "le postazioni offrono a chi viaggia per affari tutto ciò di cui ha bisogno quando si lavora in movimento: uno spazio tranquillo per controllare la posta elettronica, fare un ultima telefonata prima di prendere il volo o concentrarsi sul lavoro urgente". Guy Stephenson, direttore commerciale dello scalo di Gatwick, ha spiegato che "i viaggi d'affari continua a aumentare a Gatwick, con uno su cinque passeggeri che ora viaggia per affari verso diverse destinazioni, dai centri economici dell'Europa ai mercati emergenti internazionali."