4 Luglio 2015
11:27

La proposta UE che potrebbe rendere illegale la condivisione di foto paesaggistiche

Il tentativo di uniformare il diritto d’autore a livello europeo rischia di produrre una legge che potrebbe vietare al turista la condivisione di una foto al Colosseo, al Vesuvio o altri monumenti. Tra gli altri insorge anche Wikipedia.
A cura di Redazione Viaggi
L’eventuale restrizione della "libertà di panorama" potrebbe rendere illegale la condivisione di foto simili.
L’eventuale restrizione della "libertà di panorama" potrebbe rendere illegale la condivisione di foto simili.

In questi giorni la Commissione Unesco sta decidendo quali saranno le nuove bellezze culturali e paesaggistiche ad entrare a far parte della lista dei Patrimoni dell'Umanità. Il summit si chiuderà l'8 luglio, ma ha già riservato all'Italia una piacevole sorpresa. Contemporaneamente si discute a livello europeo una norma che contrasta lo spirito stesso di "patrimonio mondiale": il 9 luglio, appena 24 ore dopo la chiusura della Commissione Unesco, l'Unione Europea discute la "libertà di panorama". Al momento la proposta di legge è solo sul tavolo delle istituzioni europee e l'esito è per molti versi imprevedibile.

La riforma del diritto d'autore è stata proposta dal Partito Pirata, che ha voluto incoraggiare una normativa uniforme nei paesi membri con lo scopo, ha spiegato europarlamentare tedesca Julia Reda del Partito Pirata, "non solo di migliorare il mercato unico digitale, ma anche di promuovere per tutti l'accesso alla conoscenza e all'informazione in Europa". Una ratio che tuttavia potrebbe produrre effetti imprevedibili laddove, parlando di "equa retribuzione dei proprietari del diritto d'autore", non si preveda un'eccezione per tutto ciò che – indipendentemente dal valore storico, culturale e paesaggistico – appartiene a tutti.

A ciò si aggiunga l'emendamento proposto da Jean Marie Cavada che propone che “l’uso commerciale delle fotografie, del materiale video o altre immagini delle opere che sono posizionate in modo permanente in luoghi pubblici fisici debba essere sempre soggetto ad autorizzazione preventiva dell’autore o dell’intermediario che agisce per loro conto”. Se tale proposta dovesse essere accettata, qualsiasi fotografia dovrebbe ricevere l'autorizzazione dell'organo competente – spesso enti pubblici – perché possa essere pubblicata su Internet "a fini commerciali".

Andrebbe chiarito anche il significato di "uso commerciale", poiché, ad esempio, l'utente di Facebook ha intenzioni d'uso diverse da quelle della piattaforma stessa (piena di banner pubblicitari). Lo stesso si dica per Youtube e, in parte, anche per Wikipedia. Proprio l'enciclopedia online suggerisce una mobilitazione contro la possibile "privatizzazione" del paesaggio, invitando a contattare un membro del parlamento europeo. Su Change.org, invece, è stata aperta una petizione contro la legge che, al momento, ha totalizzato oltre 200.000 firme.

La privatizzazione del paesaggio è un'ipotesi impossibile? Nell'attesa di capire quanto i membri del Parlamento europeo riescano ad intendere i nuovi media, un primo indizio lo possiamo ricevere dalle normative nazionali. In Germania, Spagna e Portogallo l'uso di foto personali che ritraggono panorami è libero, mentre in Italia non esiste una legge in tal senso. In Francia, paese di provenienza di Cavada, il politico che ha proposto l'emendamento, le foto alla Tour Eiffel sono libere di giorno, ma non di sera. Chissà che magari non si giunga ad un "fuso orario della libertà di panorama".

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