Mollo tutto e vado a vedere cocco su una spiaggia tropicale! Quanti di voi hanno detto almeno una volta nella vita questa frase, poi la paura di perdere il lavoro e quel pizzico di stabilità fa tornare con i piedi per terra. Ed invece del costume da bagno e della sabbia dorata ogni mattina abbiamo a che fare con vestiti da stirare, traffico e metropolitana. Ma se per un anno non volessimo fare niente, prenderci una pausa da tutto e da tutti e girare il mondo un modo esiste. L'anno sabbatico visto come un miraggio e una leggenda, in realtà esiste davvero e può essere richiesto dai lavoratori. Il "gap year" nonostante una legge lo preveda, in Italia è poco considerato, a differenza dei paesi anglosassoni. Prendersi una pausa dopo un intenso periodo di studi, dopo la laurea o interrompere la propria carriera lavorativa e dedicare il proprio tempo ad un viaggio o ad una passione è il cosiddetto anno sabbatico o gap year come viene chiamato nei paesi anglosassoni. L’espressione anno sabbatico era usata nel calendario ebraico, rappresentava l’ anno in cui gli antichi Ebrei si concedevano una pausa lavorativa, condonando i debiti, liberando gli schiavi e lasciando “riposare” le terre. In realtà l'anno sabbatico non è solo una pausa o una vacanza, ma una possibilità di crescita e formazione personale. E' concepito come un arricchimento delle proprie esperienze, un modo per conoscere meglio se stessi. Molti decidono di viaggiare , altri di viaggiare lavorando o di partecipare a dei progetti di volontariato, altri ancora scelgono una via più semplice che è il Nord Europa ed è soprattutto Londra la meta più ambita.

Nel nostro paese è regolato dalla legge 53/2000  che permette a tutti i dipendenti pubblici o privati che abbiano maturato nella stessa azienda cinque anni di anzianità di chiedere un periodo di sospensione del lavoro, che però sarà non pagato. Forse soprattutto per questo ultimo motivo non viene molto richiesto. Ma per liberarsi dallo stress un anno di paura potrebbe essere un buon modo per rigenerarsi. Salutare il lavoro e partire con lo zaino in spalla attraversando continenti ed esperienze avventurose o semplicemente partire per una meta esotica e rilassarsi su una spiaggia dorata. In Italia per ottenerlo bisogna fare richiesta all'Ufficio del Personale o a chi ne fa le veci, nei tempi e nei modi previsti dal CCNL di riferimento. Nella domanda devono essere spiegate chiaramente le motivazioni, i contenuti ed i vantaggi, per dipendente e datore di lavoro. Infatti i motivi che vengono contemplati per la richiesta di un anno sabbatico sono: gravi motivi personali o dei propri conviventi, motivi di formazione, motivi di volontariato internazionale. Ma una volta accettata la domanda come si può sfruttare al meglio il periodo di pausa?

Cosa si può fare durante l'anno sabbatico:

– Viaggiare. Per cambiare vita, un viaggio può essere il mezzo ideale per riscoprire se stessi. Per questo si può sfruttare l'anno sabbatico per viaggiare il più possibile. L'unico inconveniente è che questo periodo non è retribuito, quindi attenti alle vostre finanze.

 – Fare volontariato. Durante l'anno sabbatico ci si potrebbe dedicare al volontariato per arricchire la nostra vita. Si potrebbe anche lavorare all'interno di progetti finanziati dalle Regioni, avendo così in cambio la copertura delle spese di sussistenza.

– Vivere in modo diverso. Per vivere l'anno sabbatico non bisogna per forza spostarsi dal luogo in cui si abita. Possiamo rimanere esattamente dove siamo e cercare di vivere in maniera diversa. In questo caso, la necessità di vivere senza soldi, può aiutarci a capire cosa significa risparmiare, vivere sobriamente e smettere di spendere soldi per cose inutili.