mondiale sudafrica 2010 fifa

Non si tratta solo di un evento sportivo, ma di qualcosa di ben più significativo. Del resto la corsa per aggiudicarsi l'elezione a luogo ospitante i mondiali di calcio assume toni e rilevanze che hanno a che fare più con il politico, che con lo sport. I mondiali di calcio sono prima di tutto un business, come pretesto per ammortizzare necessarie spese di modernizzazione. In primo luogo con il turismo.

Anche in questo 2010 il paese ospitante, il Sudafrica, guarda con occhio particolarmente attento ai "suoi" mondiali. Fin dalle origini della scelta, infatti, le istituzioni hanno dovuto difendere la scelta da chi qualificava il paese africano come poco sicuro. Non sono mancate cadute di stile né dall'una, né dall'altra parte.

Ieri, a rassicurare i turisti diretti vero i Mondiali di Sudafrica 2010 è intervenuto il ministro del Turismo, Marthinus van Schalkwyk, che alla Bit di Milano ha affermato che "il problema della sicurezza va affrontato con decisione, e per questo stiamo lavorando con le forze di sicurezza internazionali. Ci sentiamo sempre responsabili quando abbiamo dei turisti. Recentemente 38 tifosi inglesi hanno sostenuto la loro squadra di rugby in Sudafrica senza un incidente. Siamo convinti che faremo tutto al meglio".

La bomba che mirava a colpire la nazionale del Togo prima della Coppa d'Africa non può costituire statistica o aggravante per il turismo del paese, perché l'Angola "è distante ore di volo dal Sudafrica".

Poi il doppio augurio, uno per l'economia, uno per l'onore del paese. Da un lato, infatti, "Abbiamo investito molto anche nelle infrastrutture, siamo pronti, ci aspettiamo centinaia di migliaia di persone nel nostro Paese, che speriamo venga apprezzato", dall'altro la confessione del ministro: "ci aspettiamo di vedere i grandi Paesi come Italia e Brasile, ma dentro di noi ci aspettiamo un grande Sudafrica. Speriamo che per la prima volta un paese africano possa vincere il Mondiale".

Danilo M.