Pompei scavi, dopo il crollo della casa dei gladiatori

Si scatenano nuovamente le polemiche sul ministro dei Beni e delle Attività culturali Bondi per il crollo della casa dei gladiatori a Pompei.

Già nel mese scorso, il Corriere della sera aveva denunciato il degrado di Pompei e il ministro si era difeso da ogni accusa precisando di avere fatto molto per migliorare le condizioni del sito archeologico. Anche in questo caso, Bondi difende il suo operato e dichiara dopo aver effettuato un sopralluogo sul luogo, di non avere responsabilità in merito e riferirà quanto analizzato in Parlamento nonostante le critiche sollevate dall'opposizione.

Le ragioni del crollo degli scavi di Pompei sono da attribuire alle infiltrazioni d'acqua e ai lavori di restauro che erano stati realizzati negli anni 50; in questa circostanza la struttura dell'edificio denominato "Casa dei gladiatori" era stata modificata con una copertura di cemento armato che, secondo le perizie tecniche effettuate, ha determinato il crollo.

Il ministro Bondi, dopo il sopralluogo, ha precisato che parte degli affreschi sono intatti e l'edificio potrà essere restaurato completamente ma lancia un nuovo allarme precisando che, all'interno degli scavi archeologici di Pompei, potrebbero verificarsi altri crolli.