ryanair tasse

L’interesse di O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, e quello del governo italiano nuovamente in conflitto. Dopo i contrasti suscitati a dicembre dalla decisione dell’Enac di comminare alla società irlandese tre sanzioni amministrative e dopo la combattiva risposta di O’Lean di sopprimere i voli nazionali (conclusasi poi con un nulla di fatto), governo e Ryanair sembrano nuovamente entrare in conflitto.

L’amministratore delegato della compagnia aerea low cost, infatti, ha recentemente notato che “Il governo potrebbe fare di più che parlare di turismo, facendo cose concrete come abbassare le tasse aeroportuali". O’Leary, a Milano per presentare le nuove linee da Orio al Serio verso Breslavia (Polonia), Poznan (Polonia) e Marrakesh (Marocco), sferza così una nuova stoccata al paese in cui gli aerei irlandesi comunque sorvolano 295 rotte diverse.

Certo, continua il numero uno della Ryanair, "la politica del turismo in Italia è migliorata negli ultimi uno-due anni", ma si dovrebbe proseguire seguendo l’esempio di "Grecia, Spagna e Regno Unito", rassegnatesi a ridurre le tasse aeroportuali per incentivare il turismo.