Sleepbox

Il progetto di Arch Group

sleepbox

Chi magari torna da un viaggio in aereo, non potrà che gioire di una simile invenzione. Tra coincidenze che prevedono lunghe ore di sosta e snervanti ritardi, con bagagli così pesanti da piegare le ginocchia stanche, scorgere un letto in aeroporto deve diffondere nelle membra stremate del viaggiatore uno stato d'animo simile a chi avvista un'oasi nel deserto.

Eppure non si tratta di fantascienza. Chiunque si trovi in viaggio in Russia, magari con scalo nell'aeroporto di Mosca, può fare affidamento su una Sleepbox. Si tratta, come rappresentato dal video in apertura, di una "scatola", ideata da Arch Group, dello spazio sufficiente da contenere una piccola scrivania, due letti disposti a castello, aria condizionata e televisione. Qui dentro, dunque, è possibile connettersi a internet grazie a sistema Wi-fi e, oscurando opportunamente le finestre, dormire. Insomma, un'isola di intimità in un luogo immerso nel caos.

Per ora si tratta soltanto di un esperimento istallato nella capitale russa, ma a breve potrebbe tradursi in un'esperienza ampiamente diffusa in tutti gli aeroporti. Del resto, lo spazio occupato è estremamente ridotto, mentre di contro l'aeroporto e la società che gestirebbe tale servizio potrebbero ricavarne profitti interessanti. Infatti, i viaggiatori intervistati si sono mostrati particolarmente entusiasti e chissà che anche gli amanti dei viaggi tanto low cost da dirsi avventurosi non preferiranno poi spendere qualcosa in più pur di non dover dormire ancora una volta sul freddo, indifferente suolo di un aeroporto.