Tramonto in Costa Rica (Foto di Chris Martin).
in foto: Tramonto in Costa Rica (Foto di Chris Martin).

La sua sagoma è inconfondibile. I suoi rami frondosi s’irradiano orizzontalmente e il fusto può raggiungere anche i 60 metri di altezza. Non è un albero qualunque, per i costaricensi. Dal 1959, infatti, il guanacaste è stato dichiarato albero nazionale della Costa Rica. La natura ha regalato alla nazione Centro-Americana questa sorta di scenografico ombrellone naturale, che elargisce ombra e un vago sentore di freschezza nelle calde giornate tropicali. Guanacaste è anche il nome di una delle sette regioni della Costa Rica, giusta location per ombrelloni, vegetali o meno che essi siano. Essa offre, infatti, – oltre ai bellissimi scenari delle zone interne ricchi di cascate, vulcani, foreste pluviali – oltre duecento chilometri di litorale affacciato sull’oceano Pacifico.

Verso la spiaggia a cavallo (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).
in foto: Verso la spiaggia a cavallo (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).

La Penisola di Nicoya si trova proprio nel Guanacaste, a poche decine di chilometri dall’aeroporto internazionale di Liberia (raggiungibile dall’Italia facendo scalo negli Usa) e a un po’ meno di trecento dall’aeroporto della capitale San Josè (raggiungibile dall’Italia facendo scalo in Spagna). Essa racchiude in sé luoghi appetibili sia a livello di fruibilità turistica balneare sia di scoperta di siti ancora in gran parte incontaminati, da godersi con spirito da “viaggiatore”.

A nord della penisola si trovano tranquilli villaggi costieri in linea con la “pura vida” costaricense, collegati ad alcune delle spiagge più belle del Centro-America. I piccoli centri di Potrero e Brasilito, ad esempio. Essi distano tra loro non più di una decina di chilometri. Una distanza riempita da generose variazioni sul tema “spiaggia”. Si tratta di una bellissima baia circondata da rigogliose colline, che da alcune prospettive appare quasi come un grande lago, all’interno del quale fluttuano però le onde dell’oceano.

Spiagge di Potrero
Spiagge di Brasilito
Alloggi per tutte le tasche

Le spiagge di Potrero

Diverse spiagge della Costa Rica nella baia di Potrero (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).
in foto: Diverse spiagge della Costa Rica nella baia di Potrero (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).

Il placido pueblo (piazza) di Potrero, con il suo polveroso campetto di calcio, i negozietti di alimentari e le ombreggiate, essenziali ma accattivanti sodas (trattorie) sono una sorta di agorà tropicale, in cui la mattina presto riecheggia l’inconfondibile “ruggito” delle scimmie urlatrici. Da qui sono raggiungibili con quattro passi ben tre spiagge, nel raggio di alcune centinaia di metri

Playa Penca è costituita da un chilometro abbondante di spiaggia ampia con sabbia fine e bianca. È contornata da palme, mangrovie e arbusti di vario tipo e la sua conformazione cambia secondo le maree, con un mare limpido e in genere poco mosso. Una stradina immersa nella fitta vegetazione conduce dalla Penca alla Playa Prieta, un’insenatura delimitata da rilievi rocciosi che sembrano traslati dalla scenografia del film Avatar, con le sottili palme ricurve che quasi lambiscono l’oceano.

Sempre dal pueblo di Potrero si accede alla Playa che dà il nome al villaggio, Playa Potrero. Qui la sabbia è più spessa e di colorazione scura. Da questa spiaggia, guardando alla propria sinistra, si può veder fendere l’oceano la sagoma del promontorio dove sorge la raffinata Flamingo. La bellezza della silhouette del promontorio è solo in parte scalfita dall’invadenza ambientale e architettonica dei numerosi alberghi di lusso costruiti dopo il boom turistico della località.

Playa Flamingo (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).
in foto: Playa Flamingo (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).

Dopo nemmeno tre chilometri di percorso da Potrero, si giunge finalmente al centro della bella insenatura a mezzaluna della Playa Flamingo, con spiaggia sabbiosa che lambisce il Pacifico. Lungo il tragitto spesso si è accompagnati dal volteggiare di gabbiani e dal volo in picchiata dei pellicani, che riescono con millimetrica precisione a rifornirsi di cibo nel mare pescoso, facendo concorrenza ai pescatori ticos, che si vedono talvolta letteralmente immersi nelle acque sino alle spalle, manovrando le loro reti.

Le spiagge di Brasilito

Playa Brasilito (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).
in foto: Playa Brasilito (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).

Superato il promontorio, si raggiunge la Playa Brasilito, una spiaggia affacciata sul tranquillo pueblo dell’omonimo villaggio, contraddistinto da sobrie costruzioni e ristorantini dalle atmosfere molto costaricensi. Alcuni alberi frondosi, che si accompagnano a palme sottili, si stagliano sullo sfondo blu del mare. La spiaggia di Brasilito va avanti per un chilometro circa ed ha una sua gradevolezza, che si fa spettacolo puro quando si raggiunge la baia della Playa Conchal, con una decina di minuti di cammino sul bagnasciuga o tramite l’ombreggiata ampia via sterrata interna.

La Playa Conchal (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).
in foto: La Playa Conchal (Foto Fanpage.it/Raffaele Basile).

Conchal prende nome dai milioni di conchiglie sminuzzate dagli elementi, la cui stratificazione mista alla sabbia costituisce l’odierna bellissima spiaggia che si affaccia su di un mare che oscilla tra il blu e lo smeraldo.

Alloggi per tutte le tasche (anche in riva al mare)

Il Guanacaste sa davvero offrire con naturalezza i propri tesori al viaggiatore che vi si avventuri. Mare e spiagge sono solo una delle sue componenti, insieme a parchi e aree protette dalle mille suggestioni. L’offerta per la ristorazione e l’alloggio è quasi dovunque ampia e diversificata e si può optare per soluzioni per tutte le tasche e i gusti: sodas, soditas e sodinas dai prezzi contenuti in riva al mare o sofisticati ristoranti dalla cucina internazionale, lodge, residence, villaggi turistici residenziali, alberghetti, cabinas, hotel rinomati, sono a un tiro di schioppo gli uni dagli altri. Con un po’ d’intraprendenza si potrebbe anche decidere di puntare – perché no? – sull’ospitalità dell’ “eroe nazionale” della specie vegetale, un accogliente albero di guanacaste. Sotto le sue ampie fronde ombrose consumare “al sacco” un casado e dedicarsi poi a una siesta ristoratrice, durante la stagione secca.