Torun di notte dal fiume Vistola.
in foto: Torun di notte dal fiume Vistola.

"Toccare l'orizzonte, per sperimentare l'infinito": è stato il tema di quest’anno della VI edizione del Festival Internazionale Bella Skyway, che ha trasformato la splendida cittadina polacca di Torun, in un enorme laboratorio sperimentale, basato su scienza e astronomia, attraverso giochi di luce. L’obiettivo è stato quello di comunicare con i visitatori in modo insolito e stimolante grazie all’esperienza della bellezza. Gli impianti presentati sono diventati vere e proprie macchine del tempo, così da accompagnare gli spettatori in un viaggio temporale. “Cultura per tutti” è il tema conduttore del festival dal 2009, anno della candidatura della città a Capitale Europea della Cultura per il 2016. L'arte riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo di nuove idee, oltre a rappresentare uno spazio di espressione per gli artisti.

Le installazioni luminose, le azioni speciali e gli eventi sono stati realizzati in spazi e luoghi specifici di Torun, per sottolineare, tra tradizione e modernità, il valore dell'arte contemporanea e della scienza nella vita della comunità.  Per cinque giorni parte del paesaggio urbano e alcune facciate degli edifici, come quella dell’Università “Nicolò Copernico”, si sono trasformate in schermi cinematografici 3D. Bella Skyway Festival fa parte del progetto "Torun-Slemmestad Lightbridge", che collega gli artisti grazie alla "Promozione della Diversità in Cultura e delle Arti” nell'ambito del patrimonio culturale europeo, partendo dallo sviluppo del dialogo interculturale. In attuazione di un piano di rilancio a lungo termine si è inteso educare i giovani professionisti nel campo delle proiezioni della luce con questo progetto, che andrà avanti fino a febbraio 2015 e che comprende diversi tipi di attività.

I maestri salentini della luce protagonisti

La più grande attrazione di questa edizione del Festival, è stata la "Galaxy Gallery", una struttura dove hanno brillato, sotto una volta delicata e armonica, sessantamila lampade e centosettantamila micro lampade scintillanti, con il sottofondo della voce del grande Luciano Pavarotti in un applauditissimo “Buongiorno a te” come “buongiorno alla vita”. L’istallazione, realizzata sul corso della cittadina medievale, è stata messa a punto da Luciano Mariano, artista salentino di Maglie, considerato “Maestro della Notte”. «Quest’anno – egli ci ha detto – abbiamo inteso illuminare il buio della notte di Torun con l'arte delle luminarie grazie ad un allestimento barocco che ricorda la nostra tradizione pugliese». Tutto è iniziato molti anni fa come una sfida per catturare i segreti e i misteri della luce, per ricreare una vera e propria magia nelle piazze di tutto il mondo, da Sanremo a Valencia, da Seoul a Firenze e Venezia, Montecarlo, Torino, Kobe e Houston e per la prima volta in Polonia, presente con i suoi cinque collaboratori.

La luce è stata lo spirito guida che ha accompagnato, dunque, i visitatori che ogni anno si ritrovano sul finire di agosto per il Festival. «Il turismo è in crescita – ci ha detto il direttore dell’Agenzia Informazione Turistica di Torun, Szymon Wisniewski – e la città attira oltre un milione e seicentomila visitatori all’anno di cui l’ 80% è polacco ».

Tra le vie e le piazze di Torun c’è anche la possibilità di incontrare dei nostri connazionali che abitano qui come in una “little Italy”, ci ha detto il siciliano Massimiliano Strazzulla, che da otto anni si è trasferito in questa città per lavoro e per un amore polacco.

La città di Copernico

Situata a circa 200 chilometri a nord di Varsavia, la cittadina, che si affaccia sul fiume Vistola, che attraversa tutta la Polonia da nord a sud, è collegata con diversi treni alla capitale. È un luogo magico per i giovani che cercano una Polonia vivace e al passo con i tempi, sia come turisti, che come studenti (ce n’è uno ogni sei abitanti), che frequentano tutti gli indirizzi di studio all’Università intitolata a “Nicolò Copernico”. Torun è infatti il luogo di nascita del geniale astronomo, padre della teoria eliocentrica, a cui è dedicato, nella piazza del Mercato, un monumento in bronzo.

Vero uomo del Rinascimento, fu anche matematico, economista e medico, partecipando attivamente alla vita pubblica del paese, ma i suoi successi più memorabili sono quelli connessi con l’astronomia.  Nella sua casa, oggi museo, non si potrà poi fare a meno di visitare la mostra "World of Torun Gingerbread", collocata nei sotterranei del palazzo ed il laboratorio “piernikarskiego”,  dove sarà possibile preparare personalmente, sotto l’attenta guida di Olga, il tradizionale pan di zenzero, utilizzando gli antichi stampi di legno.

La città medievale patrimonio UNESCO

Nella piazza del Mercato c’è anche una statua che immortala il “flisak”, il barcaiolo vistolano, che ha dato vita ad una romantica leggenda, che ricorda come furono allontanate le rane da Torun da un certo Ivo che suonando il violino le portò fuori dall’abitato. La città fu fondata dai Cavalieri Teutonici nel XIII secolo. Per la sua strategica posizione geografica divenne poi un importante porto anseatico intorno al 1280, raccogliendo ricchezze che permisero la costruzione degli eleganti edifici gotici, visibili ancora oggi, come la splendida chiesa della Santissima Vergine Maria, fondata dall’Ordine dei Francescani e la Chiesa di San Giovanni, la più antica di Torun, diventata nel 1992 cattedrale, al cui interno si può ammirare il fonte battesimale gotico dove secondo la tradizione sarebbe stato battezzato Nicolò Copernico e dove è esposto l’inginocchiatoio di San Giovanni Paolo II. Il complesso urbano medievale è stato inserito nel 1997  dall’UNESCO nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.